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DL Bollette: Rinvio al 2038 dello stop alle centrali a carbone

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Alessandro Giannì (Greenpeace), ospite della nuova puntata di ‘EcoAgenda’, analizza la previsione del DL Bollette e i rischi dell’uso del carbone, insistendo sulla velocizzazione della transizione energetica verso le energie rinnovabili. 

 

I costi umani ed economici del rinvio della chiusura delle centrali a carbone, stabilita dal DL Bollette, sono notevoli. La combustione delle fonti fossili uccide, ogni anno, 35mila persone e il rinvio dello stop al 2038 costerà agli italiani 100 milioni di euro l’anno.

Alessandro Giannì, responsabile delle relazioni istituzionali scientifiche di Greenpeace Italia, si espone sul nuovo DL bollette: “Questo provvedimento destabilizza il quadro normativo e disincentiva gli investimenti in energie rinnovabili, che servono per uscire dalla crisi. I petrolieri sono molto contenti di queste guerre, Greenpeace ha stimato che, solo il mese di marzo in Europa, le compagnie petrolifere hanno guadagnato 25 miliardi di extra profitti in più rispetto alla media dei due mesi precedenti. […] Il carbone è sicuramente uno dei combustibili fossili più pericolosi per il rischio climatico. Dall’Accordo di Parigi abbiamo già superato la soglia di 1,5° di aumento delle temperature. Per l’anno prossimo c’è una certa probabilità di avere un fenomeno meteorologico, il Niño, che potrebbe portare le temperature planetarie ancora più vicine a 1,6°.” 

Continua Giannì nell’appunto tecnico di ‘EcoAgenda’: “Le ciminiere dell’industria del carbone avvelenano l’aria che respiriamo. Intorno al 2012 Greenpeace è stata portata in tribunale da ENEL, perché avevamo affermato e scritto la parola killer. All’epoca il tribunale ci ha dato ragione, le centrali a carbone di ENEL uccidevano in Italia una persona al giorno. Oggi i dati globali sono molto peggiori. Secondo la rivista scientifica The Lancet, nel complesso solo il particolato sottile della combustione di fonti fossili uccide, in tutto il mondo, due milioni e mezzo di persone ogni anno. Di esse un milione circa è imputabile al carbone. In Europa i dati sono 30/35 mila morti ogni anno, ma questo shift dei prezzi, e quindi la possibilità di maggior uso del carbone, può aumentare queste stime.”

“Insomma, il carbone è una fonte veramente sporca e assolutamente non ne abbiamo bisogno, non ci serve. Possiamo fare molto di meglio con una transizione energetica giusta che ci porti alle rinnovabili”. – ha concluso Alessandro Giannì.

A seguire l’editoriale di Stefano Zago, direttore responsabile di TeleAmbiente: “Nel decreto bollette è stata approvata anche un’altra norma, ovvero rinviare la chiusura delle centrali a carbone italiane al 2038. Questa decisione ci costerà circa 100 milioni di euro l’anno, ma questi soldi, destinati alle 4 centrali a carbone in Italia, saranno usati solo per tenerle silenti e pronte per essere accese se ci fossero dei problemi di energia elettrica. Gran parte dell’Europa ha deciso di dismettere l’uso delle centrali a carbone, perché sono molto inquinanti e producono CO2 in quantità molto elevate e di conseguenza aumentano l’effetto serra.

“Questa corsa all’emergenza va a discapito dei cittadini perché si ritrovano, alla pompa di benzina, un aumento di due euro a litro di gasolio e, nelle loro case, bollette molto salate. Lo sbaglio che è stato fatto, rispetto agli altri Paesi che hanno saputo gestire meglio la situazione, è che ai tempi, ovvero quando sono state decretate delle leggi che hanno effettivamente spinto le rinnovabili al livello attuale, c’è stata una errata regolamentazione degli incentivi dati, rispetto per esempio al costo dell’impianto fotovoltaico.”

“Quindi se il primo conto energia o il secondo, di quasi 15 anni fa, fosse stato gestito in maniera adeguata, ora non saremo ricattati da una guerra non richiesta. – ha continuato Stefano Zago, direttore responsabile di TeleAmbiente – Una guerra cominciata da altri e per cui l’Italia sta pagando un conto molto salato.”

 

“EcoAgenda – L’informazione ambientale della settimana” è in onda tutti i sabati, alle ore 21:20, su TeleAmbiente. Canale 18, in Lazio e Umbria, canale 221 delle Smart TV in tutta Italia, e in streaming su www.teleambiente.tv

TeleAmbiente – 07/04/2026

TeleAmbiente TV | Canale 221 DTT in tutta Italia – Canale 18 DTT Lazio e Umbria

 


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