Quando tutto questo si fermerà? Che cosa resterà? E soprattutto: sarà possibile, dopo, tornare a guardarsi senza paura? I governi non coincidono con i popoli, ma esiste una responsabilità che va oltre i governanti e che riguarda la capacità di una società di riconoscere il male mentre accade e di porre limiti
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| Quando tutto questo si fermerà? Che cosa resterà? E soprattutto: sarà possibile, dopo, tornare a guardarsi senza paura? I governi non coincidono con i popoli, ma esiste una responsabilità che va oltre i governanti e che riguarda la capacità di una società di riconoscere il male mentre accade e di porre limiti |
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| Una Rete in Difesa del Mais per rifiutare gli Ogm delle multinazionali |
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| Come difenderci dalla tormenta? Quale relazione con la politica istituzionale? Una discussione aperte dopo gli articoli di Lea Melandri e Andrea Segre: sono già intervenuti Guido Viale, Emilia De Rienzo, Paolo Cacciari, Claudio Tosi, Lorenzo Guadagnucci, Marco Bersani. Di seguito gli articoli di Tiziana Villani, Giorgio Dal Fiume, Stefano Rota e Marco Codebò, Laura Castellani, Anna Maria Bruni. Per contribuire alla discussione: info@comune-info.net |
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| Negli ultimi mesi sta emergendo un pezzo di società imprevisto. Una forza politica composita che preferisce muoversi sulle pratiche quotidiane, sulle relazioni, sui desideri. E che pensa alla politica non tanto come gestione dell’esistente, ma come invenzione del possibile. |
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| Più i tempi sono duri, più fuori dai partiti dovremmo essere spinti verso il dialogo. Certamente è complesso. Ma cosa non lo è, se si vuole contrastare l’autoritarismo militare verso il quale stiamo andando? |
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| Una polifonia di voci e azioni resistenti |
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| Servono nuove modi di stare insieme |
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| Da tempo abbiamo smesso di mettere legna al fuoco dell’immaginazione |
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| Herbert Marcuse e l’idea di rivoluzione |
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| Se la guerra è normalizzata e satura l’immaginario dei conflitti, perché stupirsi se la stessa logica viene riprodotta nei corridoi scolastici? Ma così come la violenza si apprende socialmente, anche attraverso il bellicismo mediatico, la nonviolenza può essere appresa attraverso la de-costruzione dei modelli violenti e la ri-costruzione di modelli alternativi |
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| Presentazione del libro – «ScApPaRe» dai luoghi (non) comuni verso… (ed. Lavoro) |
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