Petacciato è solo una delle recenti prove dell’inadeguatezza delle infrastrutture nazionali al cambiamento climatico attuale. Una frana di 4 km ha spaccato l’Italia adriatica a metà, interrompendo i collegamenti sull’autostrada A14 e sulla rete ferroviaria. A parlarne, dal luogo della frana, l’ospite della nuova puntata di ‘EcoAgenda’ su TeleAmbiente, Domenico Angelone (Presidente dell’Ordine dei Geologi del Molise).
Fin dal 1916, anno a cui risalgono i primi studi, la frana di Petacciato in Molise, è uno sfaldamento conosciuto, attenzionato e indagato. Grava sul centro urbano e preme su due arterie importanti che collegano il centro sud con il resto dell’Italia.
Domenico Angelone, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Molise, ha parlato per TeleAmbiente: “È una frana che ha subito in circa 15 cicli dei rallentamenti, anche degli stop molto lunghi, alcuni decennali, e delle successive riattivazioni che hanno comportato ovviamente in maniera continua quello che sta causando oggi, cioè preoccupazioni, danni e l’interruzione delle due infrastrutture. Le soluzioni sono difficili da individuare, attualmente, perché anche se il fenomeno appare ben conosciuto, rimane comunque da attenzionare e vederne l’evoluzione. […] È chiaro che dopo tutto questo va ripensata anche tutta la rete infrastrutturale, se delocalizzare, oppure, se continuare a seguire la tendenza degli anni passati, ovvero sistemare e poi aspettare che la frana si fermi.”
“Il problema più grande, che poi investe tutto il nostro paese e non solo il Molise, è l’inadeguatezza di molte infrastrutture che sono state realizzate decenni fa. Allora andavano benissimo, per quelli che erano i regimi meteorologici dell’epoca, ma i cambiamenti climatici di ora ci fanno capire in maniera forte quanto sia necessario ripensare in maniera diversa all’assetto del territorio e alla pianificazione.” – ha dichiarato Domenico Angelone, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Molise, a ‘EcoAgenda‘.
“Abbiamo un territorio molto fragile, con gli appennini, il mare e le coste, e ovviamente con i cambiamenti climatici, si andranno ad accentuare sempre di più queste fragilità. Questo dovrebbe comportare un investimento maggiore da parte dell’Europa e della politica nazionale italiana sul settore.” – afferma Stefano Zago, direttore responsabile di TeleAmbiente, nell’editoriale del programma.
“È un situazione molto grave perché il 95% dei comuni è soggetto a delle frane, urgenti e meno, ma è proprio questo il problema, perché la burocrazia si prende fino a cinque anni da quando vengono stanziati i fondi, a quando poi, viene realizzata l’opera. La politica deve accelerare questo tipo di processo.”
“L’autorità di Bacino distrettuale, che gestisce le mappe per controllare frane, alluvioni e simili, conosce già le zone che verranno colpite, perciò si devono organizzare con velocità gli interventi e stanziare i fondi per far sì che il territorio italiano resti intatto. Lo stato dovrebbe proiettarsi in questa direzione e non solo sulle emergenze come quella che ha appena bloccato i collegamenti tra nord e sud e non sappiamo ancora per quanto tempo.”
“EcoAgenda – L’informazione ambientale della settimana” è in onda tutti i sabati, alle ore 21:20, su TeleAmbiente. Canale 18, in Lazio e Umbria, canale 221 delle Smart TV in tutta Italia, e in streaming su www.teleambiente.tv
TeleAmbiente – 13/04/2026

