|
L’inchiesta sulle presunte violenze nel carcere minorile di Casal del Marmo, avviata anche a partire da un nostro esposto, e quanto emerso nel procedimento sul Beccaria di Milano non sono episodi isolati, ma segnali di un problema più profondo che riguarda l’intero sistema.
Sono racconti duri, difficili da leggere, ma necessari da affrontare. Perché parlano di diritti fondamentali messi in discussione, di un uso della forza che nulla ha a che fare con la funzione educativa che la detenzione minorile dovrebbe avere, e di un sistema che troppo spesso sfugge a controlli effettivi e trasparenti.
Allo stesso tempo, queste vicende si inseriscono in un contesto più ampio, segnato da scelte politiche che negli ultimi anni hanno progressivamente chiuso il carcere, sbilanciandolo sulla sicurezza e allontanandolo sempre di più dalla sua funzione costituzionale. Dopo le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, chiediamo con forza un cambio di passo: è il momento di riaprire il carcere, restituirgli respiro e riportare al centro i diritti e il reinserimento sociale.
In questa newsletter torniamo quindi a parlare di violenze negli istituti per minorenni, del ruolo che abbiamo avuto nel far emergere queste vicende e delle responsabilità che ne derivano. Ma parliamo anche di futuro: della necessità di sostenere un sistema penitenziario diverso, più giusto e trasparente, anche attraverso strumenti concreti come il 5×1000.
Di tutto questo, e di molto altro, parliamo nelle prossime righe. Buona lettura.
Patrizio Gonnella,
Presidente di Antigone
|