Newsletter n.15 del 17 aprile 2026
Per un 25 aprile di liberazione dai guerrafondai e dai sionisti!
Il governo Meloni è alla canna del gas. La vittoria del No al referendum sulla giustizia e il caos sul piano internazionale hanno alimentato le contraddizioni all’interno della maggioranza, ma neanche il campo largo è rimasto immune, tanto che i suoi partiti, primo tra tutti il PD, sono allo sbando.
Al marasma in cui annaspano i partiti delle Larghe intese però si contrappone la combattività di quella parte delle masse popolari che dallo scorso autunno si è sollevata e che ha riversato anche nelle urne referendarie il malcontento verso le loro politiche antipopolari.
È questa stessa parte delle masse popolari che deve organizzarsi per fare del prossimo 25 Aprile una giornata di lotta contro chi oggi affama il paese e si sottomette ai gruppi imperialisti USA e ai sionisti sostenendo i loro crimini.
Una giornata in cui cacciare, dalle piazze dove si celebra la vittoria della Resistenza partigiana sul nazifascismo il PD che si spaccia per antifascista nelle “feste comandate” mentre solidarizza con gli scimmiottatori del fascismo.
Milano. Appello all’equipaggio di terra e di mare: per un 25 Aprile senza sionisti e guerrafondai
Che l’equipaggio di terra e di mare delle Flotille apra il corteo del 25 Aprile e lo riempia di bandiere della Palestina, di kefie e di tutte le bandiere della Resistenza, bandiere sorelle di quelle della Liberazione del nostro paese e di quelle dei partigiani che lo hanno liberato.
Che a guidare il corteo sia l’equipaggio di terra e di mare delle Flotille, tutte quegli antisionisti e antifascisti, comprese le ANPI ribelli, che da anni chiedono che la Brigata Ebraica venga esclusa dal corteo e che sia dato il giusto spazio alle organizzazioni palestinesi, chi ogni giorno lotta e porta avanti la nuova Resistenza, applica quelle parti progressiste della Costituzione nata dalla Resistenza antifascista e non se ne fa solo paladino e difensore a parole. Accompagnati da chi lotta da anni e anche da chi sembra essersi destato solo ora, ma si oppone al sostegno dell’Italia alla colonia terrorista d’Israele, ad esempio a chi promuove la sospensione del gemellaggio Milano-Tel Aviv.
Sotto la vela delle Flotille riprendiamoci il 25 Aprile e facciamone una giornata di lotta per liberarlo dai sionisti e dai guerrafondai!
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Crosetto, Meloni e le tarantelle tra imperialisti Usa, Ue e sionisti
Dobbiamo cacciarli. Cacciare tutto il sistema delle Larghe intese, cacciare tutti i guerrafondai, affaristi e criminali che animano i vertici della Repubblica Pontificia nel nostro paese. Dobbiamo sostituirlo con un governo di emergenza popolare che la faccia finita con la complicità alle guerre dei diversi gruppi imperialisti. Che la faccia finita con tutti i gruppi imperialisti, che rompa con l’alternanza di governi che fanno la voce grossa con questo o quell’altro gruppo a seconda della propria convenienza.
Con un governo che riaffermi la sovranità che il nostro paese non conosce da decenni, che stringa relazioni internazionali con paesi che promuovono relazioni di solidarietà e non genocidiari, che promuova una politica economica a sostegno delle masse popolari e non di chi specula sulle loro vite, che renda accessibili e funzionanti i servizi pubblici, dignitoso, utile e compatibile con l’ambiente il piano del lavoro da promuovere nel paese. Questa è l’unica via che abbiamo.
Un fronte popolare per attuare la Costituzione
In tutto il paese il fronte di forze che lotta contro la Terza guerra mondiale, che si batte per rompere la sua spirale a partire dal nostro paese si sta estendendo e rafforzando.
In occasione del 77° anniversario di fondazione della Nato, da nord a sud del paese ci sono stati presidi, iniziative e manifestazioni davanti a basi e installazioni militari, a uffici e comandi. Davanti a ogni presidio Usa e Nato, a ogni avamposto di guerra nel nostro paese per dire che 77 anni di Nato sono abbastanza. Anzi che sono anche troppi.
Intervista all’avvocato Luca Saltalamacchia
Lo scorso 29 settembre 2025 le associazioni AssoPace Palestina, A Buon Diritto, ATTAC Italia, ARCI, ACLI, Pax Christi, Un Ponte Per e la Dott.ssa Hala Abulebdeh hanno depositato un ricorso presso il Tribunale civile di Roma, per chiedere che vengano dichiarati nulli i contratti di vendita e fornitura di armi stipulati da Leonardo con lo Stato di Israele e che sia vietata allo stesso la futura vendita di armi e di tecnologie militari.
Il ricorso si inserisce nella campagna “In nome della legge. Giù le armi, Leonardo” e rappresenta una delle prime azioni legali lanciate contro un’azienda privata e un Paese membro dell’UE coinvolti in accordi per la fornitura e la vendita di armi con lo Stato di Israele. Se il Tribunale civile di Roma riconoscerà la nullità dei contratti di fornitura di armi, Leonardo e lo Stato italiano non potranno più garantire sostegno militare ad Israele.
Aggiungiamo anche che a rafforzare la lotta sul piano giudiziario, oltre alle numerose mobilitazioni contro la guerra in corso in tutto il paese come quella del 4 aprile in occasione del 77° anniversario della fondazione della Nato, si aggiungono le iniziative dei lavoratori.
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Firenze. Oltre i loro divieti, dentro i loro uffici: strappato l’incontro per cacciare Carrai!
La mobilitazione dei lavoratori della sanità, cittadini e attivisti ha segnato un punto a proprio favore. Dopo mesi di silenzio assordante e porte sbarrate, la determinazione di chi non accetta di essere complice del genocidio ha rotto il “muro di gomma” della Direzione dell’AOU Meyer.
Venerdì 10 aprile le delegazioni di Sanitari per Gaza Firenze, Firenze per la Palestina e del Partito dei CARC hanno fatto irruzione nell’ufficio del direttore dell’AOU Meyer Paolo Morello Marchese e sono riuscite ad ottenere dallo stesso un impegno ufficiale: il 21 aprile, alle ore 11:00, si terrà l’incontro con il direttore dell’AOU Meyer inerente il tema delle dimissioni di Marco Carrai dalla presidenza della Fondazione Meyer.
Amiata. Solidarietà ai lavoratori del magazzino di Acqua e Sapone a Piancastagnaio!
È di questi giorni la notizia che l’azienda Cesar SPA, titolare del marchio Acqua e Sapone, ha deciso di chiudere il sito Logimer Srl di Piancastagnaio, attivo da oltre trent’anni e dove lavorano 56 addetti alla logistica. La decisione che è stata presa in modo repentino e unilaterale dall’azienda, ha trovato una pronta risposta dei lavoratori che, dopo una prima assemblea con i sindacati, hanno indetto due ore di sciopero per protestare contro l’arrivo di un camion incaricato di portare via gli articoli dal magazzino. Il TIR è stato respinto e questo è molto importante perché gli operai hanno impedito lo svuotamento del sito! Non solo hanno portato all’apertura di un tavolo di crisi in regione Toscana e ad un’interrogazione al governo mobilitando parlamentari e senatori.
Toscana. Dal Festival di Letteratura Working Class in GKN, salutiamo la nuova partenza della Flottilla!
Il 10-11-12 aprile si è tenuta la 4^ edizione del Festival di Letteratura Working Class che ha ospitato nella giornata di domenica l’assemblea regionale in vista della partenza della prossima flottilla per organizzarci meglio e costruire una mobilitazione unitaria anche sul territorio toscano.
Nella stessa giornata c’è stato l’intervento di Maria Elena Delia portavoce italiana della Global Sumud Flottilla. Sono stati due momenti di importante riflessione e condivisione, sia sul bilancio delle manifestazioni del “blocchiamo tutto”, sia su cosa fare in occasione della partenza della nuova flottilla.
Massa Carrara. Solidarietà alle compagne e ai compagni colpite/i dalla repressione! Rispondiamo in maniera unitaria con la solidarietà e con la lotta!
In queste ore a Massa Carrara è in corso una nuova ondata repressiva.
Sono infatti in arrivo trentanove decreti penali di condanna per altrettante/i compagne e compagni (tra cui anche un militante del nostro Partito), che lo scorso 22 settembre in occasione dello sciopero generale promosso dal sindacato USB si sono mobilitati con una manifestazione di piazza davanti al porto di Carrara in sostegno alla Resistenza del Popolo Palestinese e contro il genocidio.
Bergamo. Solidarietà agli studenti di UNIBG4PAL
Esprimiamo solidarietà e sostegno nei confronti degli studenti universitari di Bergamo verso cui nelle settimane scorse il rettorato ha preannunciato provvedimenti disciplinari per la contestazione espressa lo scorso febbraio nei confronti dell’europarlamentare Gori, presente in università per una conferenza.
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Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 – 20128 Milano – Tel/Fax 02.26306454
e-mail: carc@riseup.net sito: www.carc.it

