Il meglio della settimana di InsideOver
Caro lettore, Cara lettrice,
Il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv resta attivo. Il sindaco Giuseppe Sala ha respinto le richieste di sospensione avanzate dal Consiglio comunale, ribadendo la volontà di mantenere aperto uno spazio di dialogo in una fase particolarmente critica. A pesare sulla decisione anche il confronto diretto con il sindaco israeliano Ron Huldai, che ha invitato Milano a non interrompere il legame tra le due città. Sala ha sottolineato come Milano resti fermamente contraria alle politiche del governo Netanyahu, ma al tempo stesso intenzionata a continuare il confronto con le voci critiche presenti in Israele e a rafforzare il sostegno alle comunità colpite. Dal 28 febbraio Israele ha intensificato gli attacchi quotidiani su Gaza: in questo periodo sono state uccise almeno 107 persone e solo l’8% delle evacuazioni mediche è stato autorizzato.
E in questo contesto, la sospensione del gemellaggio Milano-Tel Aviv avrebbe rappresentato un segnale, per quanto piccolo, ma importante di presa di posizione contro le politiche genocidarie del governo israeliano.
Sul fronte internazionale, l’Iran ha annunciato la riapertura del traffico commerciale nello Stretto di Hormuz per tutta la durata del cessate il fuoco in Libano. Il passaggio delle navi sarà garantito lungo rotte coordinate, ma resta vincolato al rispetto delle condizioni dell’accordo. Il cessate il fuoco, entrato in vigore il 17 aprile, risulta però già compromesso da violazioni registrate pochi minuti dopo l’inizio, alimentando dubbi sulla tenuta della tregua.
Nel Regno Unito cresce la pressione sul premier Keir Starmer dopo le rivelazioni del Guardian sul caso Epstein–Mandelson. Secondo documenti emersi negli Stati Uniti, Peter Mandelson avrebbe condiviso informazioni sensibili con Jeffrey Epstein nel 2009, nonostante criticità nei controlli di sicurezza. L’opposizione parla apertamente di dimissioni imminenti, mentre la crisi politica appare in rapido aggravamento.
Negli Stati Uniti, a New York, si accende lo scontro politico attorno alla proposta del sindaco Zohran Mamdani e della governatrice Kathy Hochul di introdurre una tassa sulle proprietà di lusso superiori ai 5 milioni di dollari non occupate stabilmente. La misura, pensata per colpire i grandi patrimoni e contribuire alla riduzione del deficit cittadino, ha suscitato dure critiche da parte di Donald Trump, che ha accusato l’amministrazione di danneggiare la città, mentre i promotori difendono l’intervento come necessario per affrontare un disavanzo previsto di oltre 5 miliardi di dollari.
In Sudan, intanto, la crisi umanitaria si aggrava ulteriormente. Quasi la metà delle cucine comunitarie ha chiuso negli ultimi sei mesi a causa del calo dei finanziamenti e delle difficoltà logistiche, lasciando milioni di persone senza accesso a pasti essenziali. Oltre 21 milioni di cittadini soffrono la fame, mentre il conflitto tra esercito e forze paramilitari continua a provocare sfollamenti di massa e a ostacolare qualsiasi risposta coordinata. Le parti in guerra restano assenti anche dai tavoli internazionali, come la conferenza in corso a Berlino.
Restano forti tensioni anche in Libano, dove l’esercito israeliano ha accusato Hezbollah di utilizzare un ospedale per scopi militari, diffondendo immagini di armi come prova. Tuttavia, verifiche giornalistiche indipendenti hanno sollevato dubbi sulla ricostruzione, evidenziando come non esistano prove visive che colleghino direttamente le armi all’interno della struttura sanitaria. La stessa risposta dell’esercito israeliano ha confermato che le immagini sono state scattate in un luogo vicino, senza dimostrare l’uso militare dell’ospedale. Trovi un approfondimento sul sito di insideover nella sezione Osint.
Infine, in Kuwait, il giornalista Ahmed Shihab-Eldin è detenuto da oltre sei settimane e rischia ora un processo davanti a un tribunale speciale. Arrestato dopo la pubblicazione di un video relativo a un incidente militare statunitense, è accusato di reati legati alla sicurezza nazionale. Organizzazioni e osservatori sottolineano come queste imputazioni, formulate in modo ampio, vengano frequentemente utilizzate per colpire giornalisti e voci critiche nel Paese.
Per questa settimana è tutto,
Ci sentiamo il prossimo sabato
Raffaele RIccardo