Industria bellica ad Anagni nella Valle del Sacco per la produzione di nitroglicerina, alla Conferenza dei Servizi convocata da Regione Lazio, presente associazionismo e cittadinanza come uditori e totalmente assenti le amministrazioni che avrebbero la possibilità di opporsi
Legambiente “Contrapporsi all’industria bellica, soprattutto nella Valle del Sacco tanto inquinata, è obbligo morale dal quale deve sentirsi assolto, per questo la cittadinanza e l’associazionismo era presente in massa”
“Vergognosa l’assenza di tutte le amministrazioni chiamate a partecipare, producano ora gli atti per fermare l’iter: se la fabbrica sciaguratamente aprirà, chi oggi non si sta opponendo sarà complice della produzione di esplosivo e non sarà moralmente assolto dalle sue conseguenze nefaste”
Si è tenuta questa mattina la seconda Conferenza dei Servizi riguardante l’autorizzazione a realizzare un impianto di produzione di basi per nitroglicerina, ad Anagni in piena Valle del Sacco, sito di interesse nazionale per le bonifiche. Come uditori, alla Conferenza hanno partecipato un molte associazioni e cittadini, compresi quelli che insieme hanno dato vita lo scorso 15 aprile alla manifestazione per la bonifica e contro la conversione industriale in chiave bellica, nella tappa nazionale della campagna interassociativa “Ecogiustizia Subito”: c’erano infatti Legambiente, Arci, Libera, ReTuVaSa, insieme a decine di altre associazioni e cittadinanza attiva del territorio.
“Contrapporsi allo sviluppo dell’industria bellica, per di più nella Valle del Sacco tanto inquinata, è un obbligo morale che nessuno dovrebbe eludere, priorità assoluta per cittadinanza e associazionismo come dimostrato da una ampia presenza della società civile all’appuntamento – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio tra i presenti alla conferenza dei servizi – Vergognosa invece l’assenza totale delle amministrazioni locali, convocate dalla Regione alla conferenza, e di loro pareri su una salute pubblica che dovrebbero invece garantire. In vista della terza seduta conclusiva della conferenza dei servizi che si svolgerà entro il prossimo mese e mezzo, chiediamo su tutti a Comune di Anagni e Provincia di Frosinone perché producano gli atti di opposizione a una reindustrializzazione bellica nel territorio: se sciaguratamente la fabbrica aprirà, chi oggi non si sta opponendo sarà complice della produzione di esplosivo e non sarà moralmente assolto dalle sue conseguenze nefaste”.
Legambiente Lazio – 21/04/2026

