manifesto meloni nordio bruciato in oiazza

[CARC] Cacciare ora il governo Meloni e sostituirlo con un governo che attua la Costituzione

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Newsletter n.16 del 24 aprile 2026

Volantino

Dalla resistenza al contrattacco

Per una nuova Liberazione Aldo dice (ancora) 26X1

Cacciare ora il governo Meloni e sostituirlo con un governo che attua la Costituzione

Le prossime settimane saranno il contesto di un nuovo salto della mobilitazione popolare. Facciamo ovviamente riferimento alla partenza della Global Sumud Flotilla.

Saranno settimane simili a quelle di settembre e ottobre 2025, ma per alcuni motivi saranno anche diverse perché in sette mesi le condizioni generali della lotta di classe si sono sviluppate.

Bloccare tutto, ancora, per assediare il governo Meloni fino a cacciarlo. Non c’è alcuna necessità o opportunità di aspettare le elezioni del 2027.

Il governo Meloni va cacciato adesso perché ogni temporeggiamento è un regalo che Giorgia Meloni e la sua cricca, i suoi padrini e i suoi mandanti non meritano; è un margine di iniziativa e di manovra che si traduce in maggiore repressione e maggiore criminalizzazione, maggiore coinvolgimento dell’Italia nei crimini degli imperialisti Usa, dei sionisti e della Ue.

Se al grido di “blocchiamo tutto” – come è stato fatto a settembre e ottobre – occupando le piazze, i porti, le stazioni, le autostrade, le tangenziali, il movimento popolare impone la cacciata del governo Meloni, il governo Meloni cade subito.

Tutti quelli che si stanno chiedendo quale potrebbe essere l’alternativa al governo Meloni è bene che inizino a confrontarsi, tutti insieme, sui nomi dei ministri del governo di emergenza che deve sostituire il governo Meloni. Poi, dopo aver cacciato il governo Meloni, penseremo anche alle elezioni: saranno utili a dare una maggioranza parlamentare al governo che viene dal “blocchiamo tutto” e ha il mandato popolare di attuare le parti progressiste della Costituzione.

 21 aprile. Perquisizioni “per terrorismo” a membri e dirigenti del P.Carc a Napoli e Firenze

All’alba del 21 aprile, su disposizione del sostituto procuratore Maurizio De Marco della Procura di Napoli, la Digos ha perquisito le abitazioni di sei compagni: cinque a Napoli e uno a Firenze.

Fra di loro tre membri della Direzione Nazionale del P.Carc (Paolo Babini, Igor Papaleo, Marco Coppola), militanti delle Sezioni della Federazione Campania e un giovane simpatizzante, minorenne.

Comunicato della Direzione Nazionale

Sulle perquisizioni per “terrorismo” del 21 aprile

Prima di procedere con le valutazioni politiche invitiamo gli interessati a leggere il mandato di perquisizione che riassume il teorema della Procura di Napoli, perché è istruttivo, da manuale, su come si costruisce una montatura. No, non è solo “ridicolo”, è soprattutto pretestuoso, strumentale e criminogeno, nel senso che inquadra nel novero dei reati anche condotte del tutto “normali”, come esprimere una visione politica per quanto essa possa essere, agli occhi di alcuni, scomoda, estremista e persino sbagliata. Una condotta tanto normale da essere sancita dalla Costituzione, nell’articolo 21.

Riguardo all’analisi di questa operazione repressiva è utile distinguere i diversi piani: il piano politico contingente, l’arbitraria costruzione di un teorema repressivo, i legami con le precedenti inchieste “per terrorismo” contro il P.Carc e la Carovana del (n)Pci.

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Solidarietà contro il “Teorema terrorismo” della Procura di Napoli

Ringraziamo i partiti, le organizzazioni, i movimenti, i singoli che ci hanno espresso e ci stanno esprimendo solidarietà. Sono già tanti, stiamo cercando di pubblicarli tutti e rinnoviamo l’appello a scrivere a carc@riseup.net per prendere posizione pubblica, esporsi. Perché questo attacco repressivo, come ogni attacco repressivo, non è mai una questione privata di chi ne è bersaglio, è una questione politica che riguarda tutti.

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Appello alla sottoscrizione economica

“Spendiamo alcune parole sull’aggravante di aver coinvolto un minorenne nella rete terroristica.

Alla Procura di Napoli, al dottor Maurizio De Marco, ai suoi mandanti e ai suoi consiglieri appare come una grave colpa che i comunisti curino la formazione dei giovani, dei “minorenni”. La formazione ideologica, politica, pratica, organizzativa, scolastica e culturale. Sono molto indulgenti, se non persino favorevoli, rispetto al fatto che ai bambini e ai ragazzi del nostro paese sia imposta la presenza dell’Esercito e delle Forze dell’Ordine nelle scuole, sia imposta la propaganda bellica, siano presentate come opportunità la possibilità di partecipare alla Fiera delle armi o alle lezioni di ginnastica militare. Sono indulgenti rispetto al fatto che i ragazzi e le ragazze – minorenni – siano spediti a svolgere l’alternanza scuola lavoro nelle industrie della filiera bellica o in qualche altro stabilimento dove a volte ci lasciano la vita”.

L’inchiesta per terrorismo è una goffa marchetta al governo dei servi degli imperialisti Usa, dei sionisti e dei nostalgici del Ventennio.

Per quanto ci riguarda continueremo a lottare per un governo di emergenza popolare che attua la Costituzione, a formare alla lotta di classe e alla lotta politica i giovani e le giovani delle masse popolari, a prenderci la responsabilità del presente in cui vivono e del futuro in cui vivranno.

Con le perquisizioni la polizia politica si è presa telefoni e pc: con la scusa delle indagini ostacolano il nostro lavoro. Chi vuole può esprimere concretamente solidarietà contro questo attacco all’agibilità politica con una sottoscrizione economica per ricomprare le attrezzature rubate con l’inchiesta. Qui il modulo

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Toscana. Mobilitiamoci contro la repressione! Terrorista è il Governo Meloni!

Emilia Romagna. Costruire l’Embargo popolare alla guerra, liberare il paese dai guerrafondai

Bologna. Solidarietà alle compagne dei Municipi Sociali, verso un 25 aprile di liberazione dal governo della guerra e repressione

Apprendiamo che pochi giorni fa a Bologna il nuovo decreto sicurezza ha colpito le attiviste dei Municipi Sociali, multate con grosse cifre (fino a 30 mila euro) per una contestazione organizzata contro la venuta in città di Christine Lagarde.

Ci associamo alla solidarietà che arriva dalla Fiom-Cgil Bologna e ci diciamo complici e solidali, infatti per lo stesso “crimine” (cioè quello di applicare la Costituzione antifascista!) anche le nostre compagne, Silvia e Chiara, a Firenze sono state multate. Multate per aver realizzato – davanti alla sede di Fratelli d’Italia a Firenze – uno striscione contro il governo Meloni, e anche a Firenze le multe alle compagne consistono in cifre astronomiche (dai mille ai 10 mila euro ciascuna). Le contestazioni avvenute senza preavviso sono diventate un crimine perché il diritto a incontrarsi dove più ci piace e senza dover comunicare un bel niente a nessuno, sembra che non vada più bene, con buona pace delle libertà di riunione e di espressione sancite dalla Costituzione (art. 17 e 21). Proprio come nel fascismo che questo diritto aveva abolito.

Solidarietà con il Partito Comunista di Gran Bretagna (Marxista-Leninista)!

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Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
e-mail: carc@riseup.net – sito: www.carc.it


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