Cacciare da un corteo, qualunque esso sia, chi di fatto giustifica lo sterminio dei palestinesi, chi dice “definisci bambino” (c’era anche lui), chi espone la bandiera di uno Stato palesemente terrorista e alla sbarra per genocidio mi sembra francamente non soltanto giusto ma sacrosanto! La storiella che raccontano i sostenitori di Israele, ovvero che difendono il diritto a esistere di Israele, è per l’appunto una storiella, una balla vera e propria. È il modo politicamente corretto di sostenere di fatto la distruzione del popolo palestinese, la distruzione delle città palestinesi, l’annessione di territori altrui, il criminale espansionismo sionista e la creazione della Grande Israele, un progetto da nazisti moderni.
Questa è la verità. L’esistenza di Israele non è in pericolo, lo sanno anche i sassi. Israele ha un esercito poderoso, ha tecnologie avanzate, un centinaio di bombe nucleari (che non ha mai dichiarato) e gode del sostegno militare e politico di USA ed Europa. È in pericolo la sua esistenza secondo voi?
I palestinesi non hanno un esercito, non hanno uno Stato, non hanno una propria moneta e sono di fatto soli al mondo. Hanno dalla loro parte i popoli che amano l’umanità. Dunque è in pericolo l’esistenza del popolo palestinese ed è in pericolo a causa di uno Stato che ha come simbolo la bandiera che è stata sventolata ieri durante il corteo per il 25 aprile!
Che piaccia o meno, oggi sventolare la bandiera di Israele significa sventolare un simbolo di morte e di distruzione. Un simbolo di terrorismo di Stato, e coloro che la sventolano si stupiscono di aver ricevuto una contestazione, peraltro pacifica?
Ieri, mentre i giornali di sistema si scandalizzavano per questo episodio del tutto normale, un ricercato internazionale per crimini contro l’umanità come Netanyahu ordinava di attaccare il Libano senza pietà. Ieri, mentre la cosiddetta “sinistra per Israele”, ovvero un assembramento di politici senza alcuna dignità che di fatto sostengono uno Stato terrorista, genocida e suprematista, si stracciava le vesti perché “per la prima volta in 50 anni è stata cacciata la Brigata ebraica dal corteo del 25 aprile” (si domandassero il perché), i soldati che espongono la bandiera che questi politici sventolavano, bombardavano le tende di sfollati a Gaza e uccidevano oltre 20 civili, tra i quali bambini.
E si stupiscono che qualcuno non accetti la bandiera di Israele in un corteo? Con la scusa della presunta equidistanza si difendono massacri, stermini, genocidi. Di fronte agli Stati terroristi l’equidistanza non è affatto un valore, è soltanto una stomachevole complicità!
Alessandro Di Battista – 26/04/2026
https://alessandrodibattista.substack.com/p/25-aprile-e-la-scusa-dellequidistanza

