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[InsideOver] Le notizie della settimana

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Nella notte tra il 29 e il 30 aprile, i militari israeliani hanno fermato la Global Sumud Flotilla, arrestando 175 attivisti…

La settimana di InsideOver

Caro lettore, Cara lettrice,

Nella notte tra il 29 e il 30 aprile, i militari israeliani hanno fermato la Global Sumud Flotilla, arrestando 175 attivisti: la maggior parte è stata successivamente rilasciata e trasferita in Grecia, ma due membri del comitato direttivo, Saif Abu Keshek e Thiago Ávila, sono stati deportati in Israele per essere interrogati. A comunicarlo è stato il Ministero degli Esteri israeliano, che ha parlato di “sospetti legati ad attività illegali” e, nel caso di Abu Keshek, di “possibili affiliazioni terroristiche”, ribadendo al contempo che Israele non permetterà violazioni del blocco navale su Gaza. Una posizione ovviamente contestata: secondo l’ONU, infatti, quel blocco rappresenta una forma di punizione collettiva e dunque una misura illegale. La flotilla ha lanciato un appello urgente per il rilascio dei due attivisti ancora trattenuti, denunciando l’intera operazione come un sequestro e mostrando segni di violenza e torture su almeno 40 attivisti.

Mentre il Medio Oriente resta al centro dell’attenzione, l’ex ufficiale e analista David T. Pyne, in un’intervista ad InsideOver ha attaccato il presidente Donald Trump sostenendo che sarebbe sotto pressione internazionale e condizionato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu e che avrebbe avuto un ictus nel 2025. Pyne ha anche delineato uno scenario geopolitico critico per Washington, sostenendo che l’Iran avrebbe ormai consolidato il controllo sul Golfo Persico e sullo Stretto di Hormuz, segnando una significativa sconfitta strategica per gli Stati Uniti.

Dal fronte africano arrivano invece nuove rivelazioni che intrecciano guerra e finanza: l’organizzazione investigativa The Sentry ha documentato come una rete collegata alle Forze di Supporto Rapido ([InsideOver] RSF) possieda un vasto patrimonio immobiliare di lusso a Dubai. Al centro delle indagini figura Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemedti, i cui familiari e collaboratori – inclusi soggetti sanzionati – avrebbero acquistato oltre 20 proprietà per un valore di 17,7 milioni di sterline. Gli Emirati Arabi Uniti vengono indicati come un rifugio sicuro per capitali e leadership del gruppo paramilitare, già accusato di gravi crimini, mentre il conflitto in Sudan, iniziato nell’aprile 2023, continua a generare quella che è oggi considerata la più grave crisi umanitaria globale, con milioni di persone in condizioni di estrema vulnerabilità.

Infine, in Siria si apre un capitolo giudiziario destinato a segnare simbolicamente la fase post-regime: il 26 aprile si è tenuta la prima udienza del processo contro l’ex presidente Bashar al-Assad, deposto nel dicembre 2024 e rifugiato in Russia, che sarà giudicato in contumacia insieme al fratello Maher. In aula è comparso un solo imputato, Atif Najib, accusato di aver avuto un ruolo centrale nella repressione delle proteste del 2011 a Daraa.

Per questa settimana è tutto. Appuntamento a lunedì con il briefing settimanale di Andrea Muratore

 
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