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Italiani sempre più allergici: la causa è il cambiamento climatico

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Il 30% della popolazione nazionale, nei prossimi anni, soffrirà di allergie con sintomi respiratori e i numeri sono destinati a crescere: ad affermarlo è Marzia Miglionico, allergoloca e immunologa della SIAAIC (Società italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica) nella trasmissione EcoAgenda di Teleambiente con un appunto tecnico che mostra l’evoluzione e l’aumento di fenomeni di rinite, asma e sinusite cronica.

 ‘Stiamo diventando tutti allergici’ non è più solo un modo di dire ma un vero problema di salute globale. In Italia si stima che arriveremo ad una percentuale di circa il 30% della popolazione affetta da allergie respiratorie. – afferma la Dott.ssa Marzia Miglionico – Questa prevalenza di fatto è destinata ad aumentare ed è in stretta correlazione con il cambiamento climatico, attivo e innegabile. L’aumento delle temperature medie globali e l’instabilità climatica fanno sì che le stagioni siano completamente cambiate.

Dei fenomeni atmosferici estremi fanno in modo che ci sia una maggiore diffusione di spore fungine e quindi di proteine, muffe e funghi, raggiungendo una quantità dipopolazione sempre più ampia. È in aumento anche la durata della stagione pollinica: si anticipa anche di 15 giorni e si prolunga fino a 45 giornidopo durante il normale corso della pollinazione.

In questo quadro si inserisce anche una componente di inquinamento ambientale. Lo smog, in particolare tramite le particelle di ozono, fa sì che tutto l’apparato respiratorio, le vie aeree superiori e inferiori, siano più irritabili sia nei soggetti allergici sia nei soggetti non allergici. – ha continuato Miglionico – In più hanno una affinità diretta sugli allergeni, rendendoli più piccoli e facilitando il passaggio delle stesse vie aeree. Rompono anche delle sostanze inalatorie più note allergizzanti, rendendole più allarmanti e facendo sì che i soggetti già allergici rispondano con una sintomatologia elevata.

A proseguire alla Dott.ssa Marzia Miglionico, Stefano Zago, direttore responsabile di TeleAmbiente: “Dal sito dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) è possibile visualizzare i dati dei pollini presenti nell’aria, ogni settimana, si evince che negli anni ha rilevato un aggravamento maggiore di ogni paziente. Il problema principale è l’aumento della CO2 e dello smog per via dell’inquinamento, in cui si sviluppano maggiormente anche le PM10 e le PM2.5, particelle che permettono al polline di andare più in profondità e, di conseguenza, mantenere più a lungo il problema dell’allergia.”

“Esistono modi per superare questo tipo di allergie: rimedi naturali e un vaccino che, seguendo la cura specifica, dopo 3 anni riesce ad abbassare, se non eliminare, proprio questi sintomi per 7 anni. Se riuscissimo a diminuire la produzione di CO2 e di smog, ritorneremo ad avere dei livelli accettabili di polline.”

“La natura si trova disorientata davanti alla perdita dei giusti parametri e cerca di gestire, al meglio, il meteo e le temperature per riequilibrarsi. Per poter tornare alla normalità dobbiamo cercare in tutti i modi di abbassare l’inquinamento atmosferico.” – conclude Stefano Zago nell’editoriale della puntata di ‘EcoAgenda’.

 

05/05/2026

 

Link alla puntata:

TV: https://www.youtube.com/watch?v=dO__yd32_TI&list=PL9bdJd4fFeEo69WIQ2Q9DlzhifdxfwH14

Radio: https://www.radioradicale.it/scheda/788313/ecoagenda-di-teleambiente

 

“EcoAgenda – L’informazione ambientale della settimana” è in onda tutti i sabati, alle ore 21:30, su TeleAmbiente. Canale 18, in Lazio e Umbria, canale 221 delle Smart Tv in tutta Italia, e in streaming su www.teleambiente.tv.

 


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