| Care lettrici, cari lettori,
La Parata della Vittoria di Mosca è stata minacciata dall’Ucraina prima che il presidente Usa Donald Trump confermasse l’inizio di un cessate il fuoco di tre giorni attorno alla celebrazione del 9 maggio, unitaria storicamente per i popoli dell’ex Unone Sovietica in commemorazione della sconfitta della Germania Nazista. Zelensky aveva paventato l’idea di colpire le celebrazioni sulla Piazza Rossa. Sarebbe stato un duro colpo a ogni prospettiva di pace. Dalla tregua di tre giorni partirà una nuova, possibile, soluzione negoziata? Ancora presto per dirlo. Però una realtà c’è: il 9 maggio aveva tensione attorno a sé, ma si è sostanzialmente sciolto il rischio di un’escalation senza ritorno. Al contempo, in Iran anche il cessate il fuoco c’è e non c’è.
Di tutti questi temi vi abbiamo parlato su InsideOver nelle scorse giornate. Gli scenari oggigiorno parlano di realtà concrete che tra conflitti ancora in corso e mine potenziali all’ordine globale creano perturbazioni sistemiche. Inoltre, vi abbiamo parlato del rischio di nuove guerre in Africa, di rally tech e di corse dell’IA nonostante guerre e tensioni sistemiche. Vi abbiamo scritto di un mondo in ricomposizione e in cui oggi cade la giornata dell’Europa. Un’Europa ben lungi dall’essere protagonista degli scenair globali e spesso, invece, oggetto, più che soggetto, della competizione internazionale. Ucraina e Iran lo dimostrano.
Di seguito il meglio della settimana di InsideOver, per voi.
Un caro saluto,
Buon weekend,
Andrea |