Da buon Koala, a rischio di estinzione anche noi non ce l’abbiamo fatta, e siamo morenti quando ci abbandoniamo a terra (nella foto).
Infatti, la sottoscrizione raccolta (con bonifico tramite IBAN IT68 T030 6910 4001 0000 0076 215 intestato a Lino Balza, causale “sottoscrizione abbonamento rete ambientalista”, ovvero tramite PayPal lubaja2003@yahoo.it.) non ha raggiunto l’obbiettivo entro la scadenza dell’abbonamento.
Avendo esaurito il tetto massimo di invii concessoci per contratto, siamo costretti a sospendere l’inoltro della mailinglist senza limiti di cadenza della Rete Ambientalista ai 43mila utenti.
Il concetto di “Rete” ecopacifista era giusto ma forse la sua realizzazione non è stata adeguata. Mettere in (internet) connessione le lotte dei Movimenti, le forze e forme di lotta (da imitare o emulare), scambiare dati, le informazioni, gli obiettivi comuni, facilitare la comunicazione e la collaborazione, condividere le risorse: era giusto. Ma non riuscire a racimolare “l’obolo” della sottoscrizione (50 centesimi in media a testa) forse dimostra che non siamo stati capaci di realizzare l’obbiettivo, di soddisfare le aspettative di Comitati e Associazioni.
Ciascun comitato e ciascuna associazione, ognuno nel proprio ambito (locale o nazionale, riformista o rivoluzionario, comunque conflittuale, dall’ecologista, all’animalista, al paesaggistico, al socio-sanitario, al culturale, all’umanitario, allo scolastico, al mutualistico, al giuridico, al sindacale, all’antimilitarista, al nonviolento, al civile, al religioso eccetera) ognuno è a sua volta costituito in una Rete di persone associate: dunque il nostro obiettivo “politico” “civico” (troppo ambizioso?) era costruire una “Rete delle Reti ecopacifiste ” – nel binomio onnicomprensivo ambiente/pace- con effetto espansivo, sinergico, soprattutto a beneficio dei comitati e associazioni minori . 43mila utenti ci era parso un traguardo importante. Ci siamo sentiti incisivi o importanti in alcune lotte, come le No Tav, Tap, Muos… Talvolta ci siamo convinti di essere stati determinanti ad avviare battaglie, , fino alle class actions per i No Pfas… Abbiamo tessuto legami personali eccezionali, indimenticabili.
Insomma, ci siamo un po’ convinti di partecipare ad un programma costruttivo, non limitato alla protesta, ma mirato ad un cambiamento strutturale in contrapposizione al capitalistico modello di sfruttamento globale.
Ebbene, senz’altro le risorse intellettuali del nostro attivismo non-profit, personalmente prestate alla Rete dal Movimento di lotta per la salute Maccacaro, non saranno state all’altezza del compito: non ci vogliamo nascondere dietro i dati generali che, nonostante l’aumento del numero di associazioni, osservano una diminuzione del numero di volontari (-5,8% nel decennio) e un calo dell’attivismo politico, soprattutto nel pilastro fondamentale del tessuto sociale, cioè tra i giovani (più portati ad altri tipi di social).
Insomma, sarà colpa di noi autisti invecchiati, sta di fatto che senza carburante, senza i soldi dell’abbonamento per un anno, la collaudata macchina mail della Rete Ambientalista Movimenti di Lotta per la Salute, l’Ambiente, la Pace e la Nonviolenza deve fermarsi, probabilmente per sempre.
Addio alle armi? Brindano i nostri avversari? “Non mollate”, “tenete duro”: siamo arciconvinti da questo momento storico di barbarie. “Non mollate”, “tenete duro”: ti riempie di orgoglio, però l’auto senza benzina bisogna spingere ma non vai lontano. Ci resta il Sito, ma non basterebbe.
O è già affetto da malattia conclamata, oppure sicuramente si ammalerà presto o tardi di una patologia, lieve o grave, correlata ai Pfas. Perciò abbiamo avviato class actions collettive per mettere al bando, chiudere le produzioni di Solvay e risarcire le popolazioni.
Ancor più allarmante è il dato che quasi ogni persona sottoposta ad analisi presenta nel sangue tracce di Pfas. È quanto emerge da un nuovo studio realizzato dal laboratorio indipendente NMS Labs e pubblicato sul Journal of Occupational and Environmental Hygiene, che ha analizzato utilizzando tecniche avanzate di biomonitoraggio oltre 10.566 campioni di siero e plasma provenienti dagli Stati Uniti.
I risultati mostrano che il 98,8% dei campioni conteneva PFAS: vasta famiglia di circa 10.000 composti sintetici definiti “sostanze chimiche eterne” perché resistono alla degradazione naturale e si accumulano nell’organismo umano. Impiegate per rendere i materiali impermeabili, antiaderenti o resistenti alle macchie, oggi si trovano in abiti tecnici, pentole antiaderenti, imballaggi alimentari, elettronica, schiume antincendio eccetera: la loro diffusione su scala universale ha favorito l’ingresso nelle catene alimentari, nell’acqua potabile e nell’aria domestica e le ricerche mediche hanno evidenziato una spirale di rischi per la salute, tra cui tumori, fegato, tiroide, alterazioni metaboliche, infertilità, indebolimento delle difese immunitarie soprattutto nei bambini.
Addirittura lo studio ha evidenziano alcuni limiti: non tutte le PFAS esistenti sono state analizzate, il che significa che l’esposizione reale potrebbe essere persino sottostimata.
Dopo anni di incertezze arriva una svolta, un chiarimento decisamente atteso sull’origine dell’inquinamento da «Pfas» che interessa (anche) il lago d’Idro e la valle del Chiese (Nella foto). Grazie al lavoro dell’associazione «Più Democrazia in Trentino» presieduta da Alex Marini è stata finalmente individuata, dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente di Trento (Appa), l’origine della contaminazione: lo stabilimento della ex «Fonderie Trentine» di Condino, chiuso da tempo e bonificato male (non solo di cromo esavalente).
I Pfas erano stati rilevati nei pesci catturati nell’Eridio con concentrazioni ben oltre i limiti considerati accettabili. A certificarlo è il monitoraggio condotto dall’Arpa nel 2024, che aveva registrato valori preoccupanti: in tre carcasse di coregone erano stati rilevati 43,8 microgrammi per chilo, circa dieci volte oltre la soglia. Un netto peggioramento rispetto ai 13,5 mcg/kg del 2022 e ai 10 del 2023. Anche il pesce persico aveva già evidenziato criticità, risultando non conforme nel 2023 con 21,4 mcg/kg.
Nella falda del Chiese, il Pfos (una delle varianti più diffuse) è stato rilevato nell’80% dei campioni raccolti tra il 2018 e il 2024, con picchi superiori al limite di legge di 30 nanogrammi per litro.
Il Comune di Storo ha annunciato un biomonitoraggio sui residenti. Ma resta un nodo cruciale: la mancata pubblicazione di uno studio dell’Università di Trento sulla modellazione della falda del basso Chiese fatto nel 2019.
Sono state trovate concentrazioni di Pfas acido trifluoroacetico TFA sopra i limiti di legge nelle acque sotterranee e superficiali dei territori di Bussero, Caponago, Cassina De Pecchi, Gorgonzola, Liscate, Melzo, Pessano con Bornago, San Zenone al Lambro, Vignate e Vizzolo Predabissi. (nella foto)
I dieci Comuni stanno lavorando insieme con il gestore del servizio idrico che ha avviato interventi di contenimento. Inoltre, è in corso la strutturazione di un piano di investimenti per adeguare infrastrutture e pozzi con l’obiettivo di arrivare a rispettare i limiti imposti a partire dal 2027, possibilmente anticipandoli.
È stato presentato un esposto all’autorità giudiziaria per accertare le responsabilità della presenza di Tfa, presumibilmente riconducibile ad attività farmaceutiche e chimiche, o pesticidi, presenti sul territorio come risulta dalle prime analisi compiute da Arpa Lombardia.
I “leggings”(in Italia chiamati anche “pantacollant” indumenti a forma di collant) rilasciano PFAS sul sudore. I Pfas nell’abbigliamento tecnico servono per rendere i tessuti idrorepellenti e antimacchia, anzi sono pubblicizzati anti sudore. Sulla pelle ne assorbiamo meno che dall’acqua o dal cibo, ma alcuni studi mostrano che il sudore aumenta il passaggio transdermico durante l’esercizio fisico. (nella foto).
L’esposizione cronica è stata associata a tumori al rene e ai testicoli, disfunzioni tiroidee, alterazioni del sistema immunitario, problemi di sviluppo nei bambini (le linee guida cliniche delle National Academies USA del 2022 raccolgono la letteratura). Si accumulano nell’acqua, nel sangue, nel latte materno, ovunque. L’emivita nell’uomo è stimata fra 2 e 9 anni a seconda del composto. Per questo li chiamano col termine emblematico “forever chemicals”.
California e New York hanno vietato dal 1° gennaio 2025 la vendita di capi con PFAS aggiunti volontariamente. L’Italiano. La Commissione UE sta valutando una restrizione orizzontale.
Il 13 aprile 2026 il procuratore generale del Texas ha aperto un’inchiesta formale su Lululemon, un brand americano specializzato nei leggings da yoga, che affermava di averli eliminati nel 2023.
Toxic-Free Future ha trovato PFAS nel 72% di capi outdoor venduti come “resistant alle macchie o all’acqua”. Il collettivo Mamavation, in collaborazione con Environmental Health News, ha analizzato 32 leggings popolari: il 25% aveva fluoro organico rilevabile, marcatore di PFAS. L’associazione francese Que Choisir, nel 2025, ha trovato pantaloni a marchio Columbia con 980 ppb di PFAS, quasi quattro volte il limite che loro stessi avevano fissato per “bocciare” un capo. Bund, in Germania, ha trovato PFAS nel 63% delle giacche tecniche analizzate.
Quasi tutti questi brand, sulla carta, hanno annunciato il phase-out fra il 2018 e il 2022.
Non è un documentario, ma (nella foto) un legal thriller ispirato a una storia vera. Diretto da Todd Haynes e interpretato da un intenso Mark Ruffalo, Dark Waters (2019) racconta la lunga battaglia dell’avvocato Robert Bilott contro la multinazionale chimica DuPont, accusata di aver contaminato le acque di un’intera comunità con una sostanza tossica appartenente alla famiglia dei PFAS, i cosiddetti “forever chemicals”.
Microplastiche, additivi chimici, pfas, esposizioni precoci: la plastica è ormai parte integrante dell’ambiente in cui viviamo e, sempre più, anche del nostro organismo. Quali sono i rischi reali per la salute umana, e in particolare per quella dei bambini (nella foto). Clicca qui.
Nella foto: I have a dream.
La filosofia sociale, il marxismo, la critica del comunismo e del capitalismo, Nietzsce, Gandhi, Hegel … Clicca qui.
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25 aprile 2026 (nella foto). Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, migliaia di alpini rifiutarono di consegnare le armi ai nazisti, diventando protagonisti della Resistenza italiana. Molti si rifugiarono sulle montagne, portando competenza militare e organizzativa alle formazioni partigiane. Sono 62 le medaglie d’oro al valor militare conferite ad alpini nella Resistenza.
A vent’anni dalla nascita di «Superando.it» e in vista di una nuova veste da dare al portale del giornale, una breve “storia” del percorso finora seguito è certamente opportuna.
«Superando.it», dunque, nasce originariamente nel 2004 da un progetto della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), finanziato dal Ministero del Welfare quale iniziativa delle Associazioni di Promozione Sociale, ma successivamente proseguito con risorse dell’editore che è la stessa FISH. Nel 2009 il portale diventa una testata giornalistica registrata.
Maggio 2026 Informazioni, Documentazioni e Notizie in breve, da e su paesi, forze politiche e sociali, personalità e popoli che hanno sono alla ricerca di nuovi cammini e progettualità, non più soggiogati ad interessi e politiche subordinate agli interessi unipolari occidentali, bensì fondati su interessi, indipendenza e sovranità nazionali. Comprendenti anche aspetti, contraddizioni e ostacoli non semplici da superare in questa fase storica. A cura di Enrico Vigna IniziativaMondoMultipolare/CIVG Clicca qui.
Albert bollettino pacifista www.peacelink.it/albert è un progetto cooperativo a cui puoi partecipare anche tu! Vuoi segnalare un evento? C’è un calendario online a tua disposizione. Se organizzi qualcosa, o se vuoi segnalare eventi che ritieni importanti, clicca su www.peacelink.it/segnala
Il calendario online è uno strumento digitale collaborativo e gratuito progettato per raccogliere e promuovere eventi legati alla cultura della pace, della nonviolenza, dei diritti umani, della difesa ambientale e del volontariato. Funge da agenda condivisa per il movimento pacifista, permettendo di aumentare la visibilità delle iniziative su scala nazionale.
Non è soltanto un carico di aiuti, la Flotilla è un gesto politico, un atto di testimonianza, una ribellione contro l’assuefazione. Se Israele continua a vedere la potenza militare come l’unica garanzia della sua esistenza, e la gran parte degli israeliani è convinta che tutto gli sia permesso, la presa di parola di cittadini, associazioni, intellettuali ebrei contrari alle politiche governative diventa sempre più essenziale. Quando l’impunità si fa sistema, il silenzio smette di essere neutralità e si trasforma, inevitabilmente, in complicità.
In una conversazione ampia e senza peli sulla lingua, l’economista americano Jeffrey Sachs descrive un mondo spinto al limite dalle guerre di Washington contro l’Iran e la Russia, dal suo confronto economico con la Cina e dal suo tentativo di riaffermare il dominio in tutto l’emisfero occidentale. I pilastri che hanno tenuto insieme il sistema globale per decenni – rotte commerciali stabili, flussi energetici, scambi tecnologici e integrazione finanziaria – vengono trasformati in armi o smantellati del tutto. L’Europa, sostiene Sachs, si è «tagliata fuori dal suo principale fornitore di risorse naturali» ed è ora «completamente alla deriva dal punto di vista economico», mentre l’Asia accelera verso una maggiore integrazione e un vantaggio a lungo termine. Gli Stati Uniti, nel frattempo, sono «irrazionali, mal guidati e disperati nel voler mantenere il controllo su ciò che non controllano più», creando un mondo frammentato e profondamente instabile. Al punto di rottura. L’Europa è la più grande perdente in questo nuovo ordine.
Valditara bocciato. (nella foto) “Nuove” linee guida al servizio dello sfruttamento capitalistico degli studenti e per una scuola di classe. Clicca qui.
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