Stanotte Francesca Albanese ha annunciato su X: “Il tribunale statunitense ha sospeso le sanzioni USA contro di me. Come dice il giudice “Proteggere la Libertà di espressione è sempre nell’interesse pubblico”. Il giudice Richard Leon ritiene che le sanzioni potrebbero costituire una violazione dei diritti stabiliti dal primo emendamento”.
È una buona notizia e sono estremamente felice per Francesca, che ringrazio anche per essere stata nostra ospite qui su Scomode Verità e per averci raccontato il sistema di tortura nelle cosiddette carceri sioniste.
Ricordo che, nel luglio del 2025, nel cosiddetto libero Occidente, gli Stati Uniti, quel Paese che molti “intellettuali” definiscono “il nostro principale alleato”, nonché “la più grande democrazia al mondo” si è permesso di applicare sanzioni contro una relatrice speciale delle Nazioni nonché una cittadina italiana.
In quale Paese al mondo, quando uno Stato straniero sanziona senza alcuna ragione una propria cittadina, il Governo e in generale le principali Istituzioni non fanno assolutamente nulla? In quale Paese al mondo, quando uno Stato straniero sanziona una propria cittadina, il Governo si schiera con lo Stato straniero? In quale Paese al mondo non si risponde a delle sanzioni con altre sanzioni? In nessuno Stato sovrano. Questo può avvenire solo ed esclusivamente in una colonia. E la donna, madre e cristiana, quella che si definisce patriota, non ha difeso una propria connazionale. È servito un tribunale statunitense, quasi un anno dopo, per sospendere le sanzioni contro una cittadina italiana.
Pensate come il Governo italiano abbia attaccato e delegittimato continuamente Francesca Albanese. Pensate a come certa stampa, serva del Governo e di Washington, e che peraltro sopravvive grazie ai soldi dello Stato (motivo per cui vi consiglio di firmare il referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico ai giornali, se non l’avete ancora fatto), l’abbia trattata in questi mesi.
Francesca Albanese è anche una cittadina europea. Cosa hanno fatto Ursula von Der Leyen e Kaja Kallas (la Ministra degli Esteri dell’UE) per proteggerla e fermare le sanzioni degli USA contro di lei? Assolutamente nulla!
Senza la copertura mediatica dei giornali italiani, senza il silenzio-assenso del Governo italiano e dell’Unione europea, gli Stati Uniti non si sarebbero mai permessi di sanzionare una relatrice delle Nazioni Unite, una cittadina italiana, una cittadina europea solo perché osa denunciare un genocidio in corso.
Ricordo alcune delle porcherie scritte dai cosiddetti “giornali italiani”.
Libero: “La Pasionaria di Gaza. Francesca Albanese contro Banca Etica: “Non mi fanno aprire un conto”
Il Giornale: “Francesca Albanese e marito si spacciano per vittime di un sistema “Soffriamo di ulcera e mal di testa…”
Il Foglio: “Francia si, Albanese no. Ci hanno dovuto pensare i francesi a condannare le assurde dichiarazioni della relatrice Onu su Israele”.
Il Foglio: “Meloni: “La nostra sinistra è peggio di Hamas”. Il nemico ora è Francesca Albanese”.
Il Foglio: “Un’estate Albanese. Sanzionata dagli USA ma ospite ovunque”.
Libero: “FRANCESCA ALBANESE, DOPO LE FIGURACCE IN TV SU GAZA LE RESTA LA PARRUCCHIERA”.
Libero: “Francesca Albanese resta all’ONU. L’odio anti-israele paga”.
Il Giornale: “ONU ostaggio di Albanese. Condannati al discredito”.
Francesca Albanese è una donna coraggiosa. Ma non dobbiamo dimenticare che è stata sanzionata dai cosiddetti Paesi “democratici”, quelli che si riempiono la bocca di parole come libertà, diritti umani e giustizia. La sua “colpa” è una soltanto: aver fatto il proprio lavoro. e aver pubblicato un rapporto in cui fa nomi e cognomi delle aziende che traggono profitto dall’occupazione, dalla colonizzazione e dal genocidio (Amazon, Microsoft, Palantir Technologies, Lockheed Martin).
La colpa di Francesca Albanese non è, infatti, soltanto quella di aver documentato il genocidio, ma anche di aver fatto capire all’opinione pubblica che dietro le uccisioni, dietro la distruzione esiste un gigantesco business. Quello che lei definisce il “business del genocidio”. Per questo è stata attaccata e per questo la politica italiana serva non l’ha difesa!
“Le sanzioni ‘democratiche’ a Francesca Albanese” (di Alessandro Di Battista) – 14/05/2026
https://alessandrodibattista.substack.com/p/le-sanzioni-democratiche-a-francesca

