L’appello è rivolto ai comunisti e a coloro che si battono contro tutte le guerre.
Dobbiamo essere consapevoli che il progetto di guerra alla Russia è un obiettivo reale che viene perseguito con tenacia dall’occidente imperiale e viene preparato da tempo e prima ancora che iniziasse la guerra in Ucraina. Anzi questa guerra rientra proprio nel quadro degli avvenimenti che si stavano preparando e rappresenta un incidente di percorso imprevisto.
Con l’Operazione Militare Speciale la Russia ha dato infatti un segnale forte contro la preparazione della guerra, scompaginando i piani della NATO e del fronte occidentale antirusso. Con quella scelta è stata messa in crisi una politica di accerchiamento che puntava direttamente a creare le condizioni strategiche per la vittoria.
Una volta scoperto il gioco e avendo la Russia giocato d’anticipo, la strategia della guerra è stata aggiornata, innanzitutto con il coordinamento dell’azione militare ucraina con le strutture militari dei paesi europei e degli americani che ha consentito all’esercito di Zelensky di reggere l’urto dell’intervento russo, anche in virtù degli aiuti economici e militari e di supporto del personale NATO e dei corpi mercenari usati direttamente in combattimento. Quando poi è risultato evidente che sul terreno l’esercito russo consolidava le sue posizioni e avanzava ci si è resi anche conto che ormai la situazione in Ucraina diventava irreversibile e che la vittoria sulla Russia doveva passare per altre vie.
La prima e la più immediata sta nello sviluppo dell’azione terroristica all’interno della Russia in modo da creare un clima di insicurezza nel paese e controbilanciare le sconfitte sulla linea del fronte. Su questo l’occidente imperiale ha fatto i suoi calcoli per passare dai singoli episodi a un progetto di guerra permanente sul territorio russo. Di fatto si è entrati così nella prima fase della guerra contro la Russia, condotta in particolare dai paesi europei, ma ovviamente col consenso degli USA. A questo riguardo c’è anche da dire che è possibile che in occidente si sia consolidata l’idea che la guerra di logoramento, che dura da oltre quattro anni, abbia reso la Russia più vulnerabile e ciò ha creato un ottimismo ingiustificato tra i suoi nemici. Una valutazione stupida, ma al livello della mediocrità dei gruppo dei ‘volonterosi’. La Germania ci crede e sta sviluppando un piano massiccio di riarmo per diventare un temibile avversario e tentare, dopo Napoleone e Hitler, una nuova invasione.
Per fare le cose in grande, l’occidente imperiale, e in particolare i governi europei, hanno elaborato progetti di preparazione della guerra contro la Russia sia sviluppando esercitazioni militari in grande stile sulla linea di confine sia riprendendo la teoria dell’accerchiamento su scala più vasta. Il recente incontro internazionale nella capitale armena Erevan, a cui hanno partecipato gli europei più il Canada, ma in particolare anche i paesi centro asiatici ex URSS che stanno facendo blocco contro la Russia, rappresenta un tentativo di creare un’altra linea del fronte rispetto a quella tradizionale europea. La Russia viene di nuovo messa in pericolo e si conferma che il progetto di metterne in crisi la stabilità continua incessantemente.
La conclusione che bisogna trarne è che la guerra è pensiero dominante dell’occidente capitalistico e che la guerra alla Russia sta dentro questo pensiero. Non solo Iran dunque, non solo Palestina e Libano, non solo Venezuela e Cuba, ma anche da noi la guerra è all’ordine del giorno. I comunisti devono essere consapevoli di questo e prepararsi a eventi drammatici. Loro, gli imperialisti, preparano le guerre, noi prepariamoci a combatterli ricordando a tutti Norimberga e piazzale Loreto.
Forum Italiano dei Comunisti – 14/05/2026
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