Caramanica: “Oltre il maltrattamento, il fango. Liberare subito gli ultimi 15 cani e fare chiarezza su una settantina di cani che sarebbero scomparsi in un anno”
Lo scenario emerso dal sequestro dei cani di Ponzano Romano non è solo una sconfitta della civiltà, ma si sta trasformando in una grottesca farsa giudiziaria e mediatica. Il Partito Rivoluzione Ecologista Animalista (REA) esprime profondo sdegno di fronte alle recenti dichiarazioni dell’ex detentore degli animali che, ignorando le condizioni atroci in cui versavano gli esemplari, minaccia ora azioni legali contro i soccorritori, ribaltando la realtà dei fatti.
Le prime perizie veterinarie sugli husky tratti in salvo delineano un quadro clinico devastante, ben lontano dall’amorevolezza millantata dalla proprietà. Gli animali sono stati trovati in condizioni pietose, con neoplasie non curate, piometre, parassitosi massive, malattie croniche e traumi psicologici profondi che li hanno ridotti a esseri svuotati di ogni dignità.
Inoltre, in base alle indiscrezioni il partito REA chiede di fare chiarezza su dove siano finiti una settantina di esemplari che risultavano intestati all’allevatore -tra i 240 cani censiti nel 2025 – e dei quali non si hanno più tracce, come se fossero svaniti nel nulla.
Gabriella Caramanica, Segretario Nazionale REA, si dice seriamente preoccupata per i 15 cani ancora prigionieri all’interno della proprietà e auspica una risoluzione immediata per il loro trasferimento, ritenendo intollerabile che restino un solo giorno in più in quel contesto.
REA, insieme con alcune associazioni, aveva richiesto anzitempo una pianificazione logistica rigorosa per tutelare gli animali, che non è stata considerata, costringendo i volontari ad operare in un clima di totale oscurantismo informativo, senza una mappatura dei branchi e con il divieto persino di utilizzare la sedazione, necessaria per ridurre lo stress di esseri già profondamente terrorizzati. Le immagini che stanno circolando sono la triste realtà di chi purtroppo ha dovuto agire con la fermezza dettata dall’urgenza o abbandonare i cani a una morte certa tra rimpalli burocratici. Si è dovuto intervenire bruscamente e al buio, varcando cancelli sigillati da mesi, pur di non lasciare quegli esseri senzienti in una palude di indifferenza e abbandono.
Il Partito REA stigmatizza con forza anche il clima di sciacallaggio mediatico e la sfilata di narcisismi di chi oggi cerca visibilità su questa tragedia. Mentre l’ex detentore usa l’attacco come strategia di difesa, chi lotta davvero per gli animali resta lontano dai riflettori, stanco e concentrato solo sul recupero di queste vittime innocenti. REA chiede che siano immediatamente trasferiti i restanti esemplari e che i risultati dei test clinici vengano integrati nel fascicolo probatorio e che sia fatta piena luce sulle responsabilità di chi ha permesso questo scempio nel silenzio più assoluto in tutti questi anni.
REA – 15/05/2026

