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Il regime sionista di Israele compie crimini di guerra anche in Siria. Distrugge per poi occupare

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Amnesty International è una delle organizzazioni che si occupano di tutela dei diritti umani più autorevoli al mondo. È dal 1961 che Amnesty denuncia crimini di guerra, crimini contro l’umanità, violazioni del diritto internazionale, torture, genocidi. Nel 1977, quando il Premio era una cosa seria e non la buffonata che è oggi, Amnesty vinse il Nobel per la Pace per la sua campagna internazionale contro la tortura.

Amnesty viene considerata credibile e autorevole quando denuncia la tortura in Corea del Nord, i diritti violati in Iran o quando condanna l’invasione russa dell’Ucraina. Gli striscioni di Amnesty con su scritto “Verità per Giulio Regeni” campeggiano su centinaia di comuni italiani. Segnalo che questa organizzazione così seria viene del tutto silenziata quando si occupa di Israele.

Il 1° febbraio del 2022 Amnesty ha pubblicato un rapporto intitolato “Apartheid israeliano contro i palestinesi. Un crudele sistema di dominazione e un crimine contro l’umanità”. Un rapporto dirompente che mostrava con chiarezza la realtà tremenda per i palestinesi e i crimini contro l’umanità realizzati dai sionisti. Ebbene quel rapporto è stato del tutto censurato, non ne ha parlato nessuno. Se lo avessero diffuso, tutti avrebbero capito che il 7 ottobre (ovviamente da condannare senza se e senza ma) non è venuto dal nulla, come tra l’altro disse il segretario generale dell’ONU António Guterres.

Ebbene nei giorni scorsi Amnesty ha denunciato crimini di guerra commessi da Israele anche in Siria. Non solo dunque in Libano, a Gaza, in Cisgiordania e in Iran. Lo Stato criminale ha commesso crimini di guerra anche in Siria.

Scrive Amnesty: “L’8 dicembre 2024, il giorno della caduta del precedente governo siriano guidato da Bashar al-Assad, le forze armate israeliane hanno attraversato le Alture del Golan, territorio siriano occupato da Israele dal 1967, entrando in tre villaggi e città situati nella zona smilitarizzata delle Nazioni Unite nella provincia di Quneitra, nel sud della Siria, effettuando incursioni nelle abitazioni e ordinando alle persone residenti di lasciare l’area. Nei sei mesi successivi, l’esercito israeliano ha distrutto o danneggiato almeno 23 strutture civili in tre villaggi che, secondo le testimonianze raccolte, hanno causato lo sfollamento di interi nuclei familiari. Amnesty International ha verificato tramite immagini satellitari i danni e le distruzioni arrecati alle 23 strutture”.

Avete capito? Israele, che già occupa illegalmente le Alture del Golan dal 1967, ha approfittato del caos siriano per invadere nuovi territori e occuparli con la scusa di voler creare la solita “zona cuscinetto”. D’altro canto “Israele crea una zona cuscinetto” è la versione che i media di regime utilizzano per non dover dire che “Israele occupa illegalmente territori altrui”.

Kristine Beckerle, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord, ha dichiarato: “La distruzione illegale di proprietà civili è ormai diventata una caratteristica delle operazioni militari israeliane nella regione. L’abbiamo documentata negli ultimi anni nella Striscia di Gaza e in Libano e ora, con la nostra ultima indagine, anche in Siria. Le forze israeliane hanno ripetutamente e deliberatamente costretto le famiglie a lasciare le loro case per poi distruggerle, in chiara violazione del diritto internazionale umanitario. La sicurezza dei confini di Israele non può essere usata come giustificazione per radere al suolo abitazioni e villaggi nel territorio di un altro Stato”.

Hanno cacciato i palestinesi dalla loro terra e dalle loro case, hanno cacciato i libanesi. Oggi scopriamo che hanno cacciato anche intere famiglie siriane.

“Le famiglie del sud della Siria sono sopravvissute a un conflitto durato oltre un decennio. Molte avevano già ricostruito le proprie case, per poi vederle nuovamente demolite senza alcuna assoluta necessità militare”, ha detto Kristine Beckerle.

Israele ha un solo obiettivo: distruggere per poi occupare. Il problema, lo dico ancora una volta, non sono le fantomatiche mele marce all’interno del governo Benjamin Netanyahu. Prendersela con Itamar Ben-Gvir è troppo comodo. Il problema non è Ben Gvir. Il problema è Israele e la dottrina nazista che domina oggi lo Stato genocida, ovvero il nazional-sionismo.

“Israele compie crimini di guerra anche in Siria” (di Alessandro Di Battista) – 25/05/2026

https://alessandrodibattista.substack.com/p/non-solo-palestina-libano-e-iran


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