il tempo attacca asse antimperialista

Asse Antimperialista: “A proposito della stampa che ci attacca”

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In merito all’articolo pubblicato da Il Tempo sul convegno “Capire l’Iran” del 9 maggio scorso, l’Asse Antimperialista respinge con fermezza la rappresentazione distorta e strumentale delle posizioni espresse nel corso dell’iniziativa e riafferma la propria piena solidarietà ad Hamza Piccardo, oggetto di una campagna politico-mediatica volta a criminalizzare il dissenso antimperialista e ogni lettura critica dell’ordine internazionale dominante.

Le riflessioni sviluppate durante il convegno appartengono ad un terreno di analisi storica e geopolitica che riguarda i processi di resistenza al colonialismo, all’occupazione militare e alle guerre di aggressione che hanno segnato il mondo arabo e islamico negli ultimi due secoli.

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Il Tempo diretto da Daniele Capezzone

Tentare di trasformare tale discussione in un’imputazione morale o addirittura penale costituisce un precedente grave per la libertà di espressione e per il dibattito politico nel nostro Paese. Rivendichiamo collettivamente la legittimità di analizzare i movimenti di resistenza sorti nei contesti di occupazione, aggressione e dominio coloniale, così come rivendichiamo il diritto di denunciare il doppio standard con cui media e governi occidentali trattano la violenza politica e i conflitti internazionali.

L’Asse Antimperialista si assume integralmente la responsabilità politica dell’iniziativa pubblica organizzata a Roma e dei contenuti di approfondimento e discussione che in essa sono stati sviluppati. Nessun tentativo di isolamento personale o di delegittimazione mediatica nei confronti di Hamza Piccardo può cancellare il carattere collettivo di quel confronto politico e culturale. Respingiamo inoltre la pratica sempre più diffusa di assimilare ogni critica all’Occidente, al sionismo o alle politiche israeliane ad una forma di estremismo.

Tale impostazione serve unicamente a restringere gli spazi democratici e a intimidire chiunque esprima solidarietà ai popoli sottoposti a occupazione, guerra e oppressione. Allo stesso tempo, riaffermiamo il valore universale della vita umana. Difendere il diritto dei popoli all’autodeterminazione non significa cancellare la complessità dei conflitti né rinunciare ad una prospettiva politica fondata sulla giustizia, sulla libertà e sulla dignità dei popoli.

Di fronte al clima di criminalizzazione e censura che investe attivisti, studiosi e militanti antimperialisti, continueremo a promuovere momenti pubblici di discussione, approfondimento e solidarietà internazionale, senza accettare intimidazioni mediatiche o politiche.

Asse Antimperialista – 25 maggio 2026

 


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