Newsletter n.19
2 giugno per un’Italia partigiana della Costituzione
Per il prossimo 2 giugno, Festa della Repubblica, sono diverse le realtà che nel paese stanno organizzando iniziative e mobilitazioni alternative, in rottura con la promozione dell’unità nazionale con cui i partiti della Larghe intese cercano di ammantare la giornata.
Nessuna unità nazionale o pacificazione è possibile con chi promuove la guerra. E la guerra oggi è in casa nostra.
Parte dalle oltre 130 basi militari Nato disseminate in ogni territorio, passa dalla rete logistica e dai suoi hub, affonda i suoi tentacoli nella militarizzazione della scuola. Ha effetti sulle masse popolari del paese: devastazione ambientale nei territori in cui sono installate le basi, morte e malattie provocate dalle esercitazioni militari nel nostro paese, smantellamento dei servizi pubblici e crescente carovita. E ha anche precisi promotori nel nostro paese: gli imperialisti statunitensi, la Nato come loro braccio armato, e i partiti delle Larghe Intese loro complici.
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Come si confeziona un’inchiesta per terrorismo…
Abbiamo già avuto modo di chiarire che le perquisizioni a carico dei nostri compagni e delle nostre compagne eseguite lo scorso 21 aprile su ordine del PM De Marco della Procura di Napoli sono il frutto di una esplicita richiesta dei parlamentari di Fratelli d’Italia al Ministro Piantedosi e della “disposizione” data dal ministro Piantedosi alle Digos delle varie zone di indagare sul P.CARC, cercare cavilli e appigli per imbastire operazioni repressive.
Dietro l’architettura del “teorema terrorismo” c’è la combinazione fra la rappresaglia repressiva con cui il governo Meloni sta colpendo il movimento popolare che ha lottato e continua a lottare contro la guerra e il genocidio in Palestina e il viscerale anticomunismo che serpeggia, nemmeno troppo velatamente, fra i parlamentari e i ministri di Fdi. Sono nostalgici del Ventennio e sono nostalgici dei Tribunali speciali del Ventennio: non a caso il reato 270 bis del codice penale “della Repubblica italiana” è diretta eredità del codice penale fascista Rocco. Non sono state cambiate nemmeno le virgole ed è stato solo arricchito con i bis, ter.
A 52 anni dalla strage di Piazza della Loggia e il carattere eversivo della borghesia (da ieri a oggi…)
Il 28 maggio è il 52° anniversario della strage di Piazza della Loggia a Brescia, un episodio che rientra a pieno titolo nelle manovre eversive e stragiste dei vertici della Repubblica Pontificia, con la particolarità di essere un vero e proprio atto di guerra contro la classe operaia italiana.
La strage fu la risposta padronale all’ascesa del movimento dei consigli di fabbrica degli anni ’70, alle conquiste che via via andavano strappando e allo sviluppo del movimento rivoluzionario. Già dal 1970, infatti, i padroni bresciani, con il sostegno politico del MSI, furono mandanti di attentati alle sedi sindacali, del Pci e del Psiup, di agguati e aggressioni a militanti di sinistra e del movimento studentesco messi in pratica da gruppi di fascisti facenti capo a Ordine Nuovo. Il tutto avvenne nella massima impunità per padroni e fascisti e nella massima collaborazione degli apparati dello Stato.
Dal dibattito “Fermare la Terza guerra mondiale. Che fare?” – Festa della Riscossa Popolare Campania 2026
Dal 22 al 24 maggio si è tenuta a Napoli l’edizione 2026 della Festa della Riscossa Popolare Campania. Il dibattito del primo giorno aveva al centro la situazione internazionale, la Terza guerra mondiale e il ruolo che a partire dal nostro paese dobbiamo assumere come comunisti, antimperialisti e militanti del movimento di solidarietà con il popolo palestinese, iraniano, libanese, cubano e venezuelano. Di seguito riportiamo gli interventi che hanno scandito il dibattito e in cosa anche il video integrale dell’assemblea.
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Puglia. Alcune riflessioni per il rilancio del movimento popolare e pacifista
Firenze. Il PD colpisce ancora e cancella una conferenza con il professor D’Orsi
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Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
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