“Sei completamente pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando il culo. Ora tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo motivo”. Questo è ciò che Trump avrebbe detto ieri a Netanyahu. Tutti i giornali del mondo riportano questa frase.
Lo scoop (o presunto tale) l’ha fatto il sito di notizie statunitense Axios, il quale ha citato due funzionari USA e una terza fonte a conoscenza della conversazione colorita tra i due criminali al telefono.
Io non so se sia vera la frase, so che l’hanno fatta uscire dall’interno. È piuttosto evidente che sia stato Trump in persona ad autorizzare questa fuga di notizie. Ed è piuttosto evidente che, sentendo intorno a sé un clima di sfiducia senza precedenti, cerchi qualche contromossa. Ma è tutto cinema, fuffa, maquillage. È fiction!
Trump sa di essere sotto ricatto di Netanyahu, altrimenti non si sarebbe ficcato in una guerra che ha perso e che ha pregiudicato per lui le prossime elezioni statunitensi, oltre che la sua immagine per sempre. Eppure ci si è infilato. Ergo Netanyahu (e il Mossad) hanno armi di influenza che ignoriamo, anche se abbiamo molti sospetti al riguardo.
L’8 aprile del 2024 (c’era Biden alla Casa Bianca) l’ANSA ha battuto questa notizia: “Gli Usa ribadiscono, ‘contrari all’operazione a Rafah’. Lo afferma il portavoce del Dipartimento di Stato”.
Un mese dopo, esattamente il 7 maggio, l’IDF inizia l’operazione a Rafah, occupa il valico e comincia a uccidere casa per casa, o meglio cumulo di macerie per cumulo di macerie.
Il 30 settembre del 2024 Biden dichiarava di essere contrario a un’operazione israeliana in Libano. Poche settimane dopo l’IDF iniziava l’operazione militare in Libano.
L’indiscrezione uscita oggi sulla telefonata di ieri tra Trump e Netanyahu si inserisce in questo stomachevole teatrino. Israele, con il supporto USA e la complicità oscena dell’UE, ha fatto tutto quel che ha sempre voluto.
Oggi Trump, che è in enorme difficoltà perché l’Iran (che si sta dimostrando un Paese infinitamente più serio ed etico di USA e Israele) ha detto che non firmerà nessun accordo finché Israele non smette di bombardare il Libano. “Non lasceremo mai soli i libanesi”, sostengono di fatto i pasdaran.
Netanyahu cerca di bombardare l’accordo bombardando a tappeto il Libano e continuando a uccidere a Gaza. Le conseguenze di un mancato accordo con l’Iran (con la conseguente chiusura di Hormuz) le viviamo soprattutto noi europei e soprattutto noi italiani. Ma l’UE ancora non osa imporre sanzioni ai criminali sionisti e allo Stato genocida.
Aggiungo che nelle stesse ore in cui Trump si sarebbe scagliato contro Netanyahu, l’IDF ha bombardato a Tiro (città, tra l’altro, che vanta patrimoni dell’umanità tutelati dall’UNESCO) l’area vicino all’ospedale nella parte meridionale della città, danneggiando seriamente le strutture ospedaliere.
Il Ministero della Salute libanese ha diffuso diverse immagini che mostrano la distruzione dell’ospedale: macerie a terra, soffitti crollati, sangue sui pavimenti e vetri in frantumi.
Dunque, mentre Trump “cazziava” Netanyahu per i bombardamenti in Libano e dichiarava pubblicamente che in Libano ci sarebbe stata la tregua, Netanyahu bombardava un ospedale libanese.
Se Trump fosse davvero libero di agire smetterebbe di sostenere militarmente e finanziariamente lo Stato genocida. Ma Trump non è libero, è ricattato, e lo stesso ricatto pare aver colpito gran parte della stampa occidentale.
Alessandro Di Battista – 02/06/2026
https://alessandrodibattista.substack.com/p/la-fiction-trump-netanyahu

