raul castro compleanno 95 anni foto estudios revolucion

Il tributo di Cuba a Raúl e al suo infinito lavoro d’amore

Sharing

Cuba ha celebrato il 95º compleanno del generale dell’esercito, simbolo intoccabile di un paese che lo ama e lo difende. Quel giorno, presieduto da Raúl e Díaz-Canel, fu reso omaggio al Ministero dell’Interno per il suo 65º anniversario

Raúl, per la sua statura di eroe, modesto persino nel suo nome, è un simbolo intoccabile della Rivoluzione; egli è, insieme a Fidel, l’impulso e il sostegno di un’opera colossale, l’essenza stessa di un paese che lo ammira e rispetta, lo ama e lo difende, come si difende le cose sacre: un padre, un nonno, la dignità, la Patria.

Ecco perché questo venerdì, in una splendida gala al Teatro Karl Marx, Cuba ha celebrato il 95° compleanno del Generale dell’Esercito, leader alla Rivoluzione Cubana, con la gioia di averlo a guidare la giornata, insieme al Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez.

La celebrazione fu anche un tributo, per il suo 65º anniversario, agli uomini e alle donne del Ministero dell’Interno (MININT), un’istituzione fondata il 6 giugno 1961, che è stata garante della sovranità, della tranquillità dei cittadini e della sicurezza dello Stato, e che ha protetto i sogni e le conquiste del popolo cubano per sei decenni e mezzo.

Il comandante dell’Esercito Ribelle, José Ramón Machado Ventura, era presente, accompagnato da membri dell’Ufficio Politico, dal Segretariato del Comitato Centrale, da altri leader del Partito, dello Stato e del Governo, da rappresentanti di organizzazioni politiche, di massa e sociali, e dai principali leader del Ministero dell’Interno e delle Forze Armate Rivoluzionarie.

Insieme a loro, come espressione della fermezza dei cubani, erano presenti parenti dei 32 coraggiosi compagni caduti in combattimenti diseguali in Venezuela, durante l’attacco del governo degli Stati Uniti.

Per celebrare la vita integrante del Generale d’Esercito e la dedizione illimitata dei combattenti MININT, lavoratori civili delle istituzioni armate, personalità della cultura, dello sport, della scienza, della salute, accademici, giuristi, diplomatici, contadini, membri del CDR, membri della federazione e giovani di vari settori si sono riuniti a nome del popolo cubano.

A nome del Generale dell’Esercito, il membro dell’Ufficio Politico e Ministro dell’Interno, il Generale del Corpo d’Armata Lázaro Alberto Álvarez Casas, ha letto un messaggio di congratulazioni ai membri delle fila del MININT, che “hanno dimostrato, in ogni momento, una lealtà incrollabile alla Patria e hanno affrontato con coraggio, dignità e alto senso del dovere” le sfide poste e le minacce costanti.

Nel momento storico attuale, il Generale dell’Esercito assicurò nella sua lettera: “è necessario continuare a lavorare con ordine, controllo e responsabilità, nonché rafforzare il legame con il popolo e agire con la necessaria fermezza e sensibilità.” A tutti, li esortò a “continuare a difendere, con onore e impegno, il lavoro della Rivoluzione e il futuro del paese.”

Le parole centrali, del presidente Díaz-Canel, descrivevano il Raúl che tutti conosciamo e rendevano omaggio al giovane della Moncada e allo yacht Granma, l’audace guerrigliero, comandante del Secondo Fronte, fondatore delle Forze Armate Rivoluzionarie e del Ministero dell’Interno; lo statista, il leader, difensore della pace in America Latina e nel mondo; all’essere umano sensibile e giusto, dato interamente al suo popolo.

Le “calunnie da mascalzone e le azioni insensate e illegali” contro il generale dell’esercito, ha detto Díaz-Canel, ci hanno solo avvicinato, perché Raúl è Raúl e, come Fidel, è insostituibile.

Nelle parole del presidente, “si è guadagnato un posto molto speciale nel cuore di questa nazione per la sua carriera esemplare, per la coerenza delle sue idee e delle sue battaglie e perché è anche un pilastro di questo baluardo di dignità e giustizia che continua a essere Cuba, affrontando oggi il più vorace e spietato degli imperi. senza piegare le bandiere, senza abdicare ai nostri sogni, senza arrendersi.”

E ancora una volta, assicurò: “Raúl è Cuba. E Cuba non viene toccata. Non finché ci sarà un uomo o una donna cubana degna di mettere uno scudo dove il nemico intende mettere il proiettile.”

Díaz-Canel ha inoltre ringraziato, su richiesta del Generale dell’Esercito, le innumerevoli espressioni di affetto e rispetto ricevute in questi giorni, sia dal nostro popolo che dagli amici del mondo che hanno alzato la voce contro le minacce imperiali.

Nessun odio, affermò il Presidente, nessuna menzogna, potrà mai essere contro la sua forza morale e l’alto valore simbolico dell’opera rivoluzionaria che ha guidato con esemplare fermezza.

Riguardo al Ministero dell’Interno, riconobbe che tutte le generazioni si sono distinte per lealtà e coraggio, senza mai cedere nemmeno un attimo di fronte alle circostanze più difficili o ai piani più astuti.

Menzionò, innanzitutto, il Comandante della Rivoluzione Ramiro Valdés Menéndez, membro e capo fondatore del MININT, e rassegnò le gloriose pagine scritte dai suoi combattenti, alcuni dall’anonimato più assoluto e umile, come instancabili sentinelle della Patria.

Nelle ore cruciali che il paese sta vivendo, minacciato come mai prima d’ora dall’imperialismo, Díaz-Canel ha ratificato che Cuba non si arrende. Cuba insiste e resiste. Cuba vuole la pace. Cuba non provoca, non piace, non sfida. “Ora, se la patria verrà attaccata, risponderemo in difesa legittima! E se proveranno a entrare, non ci siano dubbi: ci sarà una lotta determinata e salda!”

Durante il gala, il membro del Bureau Politico e Ministro delle Forze Armate Rivoluzionarie, il Generale del Corpo d’Armata Álvaro López Miera, ha donato al Ministero dell’Interno la Replica del Machete del Maggiore Generale Antonio Maceo Grajales, come meritato riconoscimento dell’integrità e della consacrazione di ciascuno dei suoi membri.

RAÚL, NONNO DI TUTTI I FIGLI CUBANI

La celebrazione del 95° compleanno di Raúl si è conclusa con una pièce teatrale davvero bella della compagnia teatrale per bambini La Colmenita, perché non c’è tributo più sincero di quello dei bambini, coloro che sanno amare e sono, come ha detto Martí, la speranza del mondo.

Sul palco non parlavano di Raúl, il leader della Rivoluzione cubana, o almeno non in quei termini, parlavano del “nonno”, amorevole e sensibile, perché è così che i più piccoli lo vedono.

Il profondo amore tra “nonno e nonna”, che non erano altri che il Generale dell’Esercito e Vilma, era il filo conduttore della storia, perché se noi cubani capiamo qualcosa, è l’amore, per quanto difficili possano essere i tempi, e perché sono questi sentimenti a guidare i rivoluzionari, coloro che hanno cementato e sostenuto la Rivoluzione.

Toccando l’essenza di tutte le cose, gli apicoltori hanno reso omaggio ai 32 coraggiosi caduti a Caracas, agli uomini e alle donne del Minint presenti in ogni compito; Parlavano, nel linguaggio puro dei bambini, dell’orrore della guerra, della pace che vogliamo, del mondo migliore che i bambini meritano, senza dover desiderare che le luci nel cielo fossero stelle cadenti e non bombe.

Tra aneddoti, decimi e canti, la vita di un eroe, impeccabile e straordinaria, passò davanti agli occhi di tutti, raccontata dagli angoli più umani, quello dell’uomo innamorato e del fratello fedele, il più fidelista di tutti i cubani.

Anche altri eroi si unirono all’opera di La Colmenita: Gerardo Hernández, per dire che la stella che porta sul petto, e che lo accredita come tale, è quella di Raúl, che un giorno gliel’ha regalata; e Mijaín López, che gli dedicò la sua eredità e baciò di nuovo le sue scarpe da ginnastica, con cui “tutta Cuba combatté.” Poi scese dal palco e abbracciò Raúl, come i bambini abbracciano i genitori e i nipoti abbracciano i nonni, anche se sono due giganti.

Accompagnato da Frank Fernández, la voce di Vilma si è sentita cantare El mambí, ed è stata sublime. E non mancava mai Cuba, quanto Cuba è bella, che ha, come si diceva lì, “un Fidel, insieme a Raúl, in montagna.”

“Nonno”, come insistevano i piccoli artisti, che è una bandiera e un interiora, è molto necessario per la nostra Patria. E, a favore di tutti, continua con il piede nella staffa.

 Yudy Castro | castro@granma.cu – 6 giugno 2026

Il tributo di Cuba a Raúl e al suo infinito lavoro d’amore › Cuba › Granma – Organo ufficiale del PCC

Foto: Estudios Revolución


Sharing