Il Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez in occasione del 95° compleanno di #Raul e del 65° anniversario del Ministero dell’Interno.

| Raúl è Cuba. E Cuba non si tocca. Non finché rimane una cubana o un cubano degno di vita per mettere scudo dove il nemico intende piazzare il proiettile.

| Nessun odio, nessuna bugia potrà mai contro la sua forza morale e l’alto valore simbolico dell’opera rivoluzionaria che ha guidato con fermezza esemplare.

| Raúl raggiunge i suoi 95 anni accompagnandoci e guidandoci con la sua proverbiale saggezza, che è una fortuna che tutti noi rivoluzionari celebriamo e apprezziamo questo e tutti i giorni.

| L’audace guerrigliero, il leader rivoluzionario, lo statista intelligente, bisogna aggiungere le sue innegabili qualità di essere umano sensibile e giusto, provato in tutte le sfaccettature della vita come figlio devoto, fratello leale e amorevole marito, padre, nonno, amico e capo, senza smettere di essere esigente.

| Raul è anche la nostra America e il Sud Global. Lo conferma la sua dimensione di statista che ha segnato importanti linee guida nelle relazioni internazionali, una di queste, senza dubbio, il suo effettivo contributo alla pace internazionale.

| Raúl è stato il mediatore attivo ed efficace dei dialoghi di pace in Colombia, che hanno permesso la firma dell’accordo tra le FARC e il governo colombiano, nonché il facilitatore di quell’incontro inedito e conciliante tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa russa.

| La sua convinzione che sia possibile convivere civilmente in mezzo alle differenze lo ha portato a guidare con pazienza, saggezza e discrezione l’inizio di un percorso verso la normalizzazione delle relazioni tra Cuba e USA. USA , troncato nel 2017 con improbabili pretesti prodotti da segmenti anticubani.

| Viva Cuba Libero! Questo grido storico nato nella manigua cubana identifica come nessun’altra frase l’oratorio politico di Raúl e sintetizza il suo appassionato impegno a difendere l’identità nazionale e la vera storia di Cuba.

| Raúl, come lo chiamiamo familiaremente dal popolo, come Fidel, è anche insostituibile e ha vinto nel cuore di questa Nazione un luogo molto speciale per il suo percorso esemplare.
Sul Ministero dell’Interno

| Nonostante gli incessanti piani di ogni tipo, le risorse finanziarie e tecniche di cui avete messo a disposizione, non siete riusciti ad annientare la Rivoluzione perché, tra le altre ragioni, abbiamo avuto voi come instancabili sentinelle della Patria.

| Di fronte a ogni sfida si sono reinventati e hanno dato lezioni chiare che nessun avversario, per quanto potente, è invincibile. Voi siete la migliore espressione di cosa significa resistere e sconfiggere, in modo creativo, l’embare dell’impero.

| Così lo hanno dimostrato i 32 eroi caduti in Venezuela lo scorso 3 gennaio. Non si sono preoccupati del fattore sorpresa, né della sproporzione di armi e forze con cui il nemico li superava, sono andati a combattere e lo hanno fatto con fererezza e determinazione.

| Se per qualcuno fosse rimasto qualche dubbio sulla taglia che li contraddistingue, poco tempo dopo, altri cinque compagni delle truppe di frontiera avrebbero riaffermato il coraggio quando senza tempo per la sorpresa, hanno neutralizzato il tentativo di una squadra di infiltrazione terroristica che, con un notevole deposito di armi da guerra, volevano stabilirsi sul territorio nazionale.

| Cinque ne hanno battuto dieci, e per maggior onore, il comandante della nostra nave, gravemente ferito, non ha mai abbandonato la sua missione: la difesa della Patria.

| “Il Ministero”, come lo chiamiamo popolarmente, ha avuto, insieme alle Forze Armate Rivoluzionarie, la missione di affrontare i piani più oscuri dell’imperialismo yankee negli oltre sei decenni di Rivoluzione.

| A tutti, la profonda ammirazione e la gratitudine infinita del popolo cubano, per l’opera nobile e sacrificata che hanno compiuto in questi 65 anni, mantenendo non solo la salvaguardia della Patria, ma anche accompagnando, proteggendo, salvando il popolo nei momenti più difficili.
Sulle relazioni con gli Stati Uniti

| Il governo USA commette un atto di genocidio che impone terribili limitazioni alla vita quotidiana del nostro popolo. Il modo perverso con cui gli USA eseguono contro Cuba un piano volto a provocare una crisi umanitaria in tutta la nazione non può essere chiamato in altro modo che crimine contro l’umanità.

|Il blocco energetico che hanno implementato il 29 gennaio tramite un Ordine Esecutivo è un atto di crudeltà estrema per le sue implicazioni umanitarie. Gli USA minacciano misure coercitive chiunque ci fornisca questa risorsa.

| Nei primi cinque mesi dell’anno Cuba ha ricevuto solo una nave di carburante, di 40 anni che avrebbe fatto causa in quel periodo. Una sola nave, con 100.000 tonnellate, che abbiamo potuto utilizzare durante la seconda quindicina di aprile e che, pur non coprendo appieno le esigenze, è stata sufficiente a dimostrare quanto sarebbe cambiata la nostra realtà senza questo aberrante divieto.

| Non chiudiamo gli occhi di fronte alle nostre stesse insufficienze, ma non potrà mai funzionare normalmente uno Stato a cui viene negata o difficile la possibilità di importare cibo, medicine, carburante e pezzi di ricambio, bloccando le sue finanze internazionali e impedendogli di accedere a crediti o di commerciare liberamente, minacciando terzi.

| Quello che l’impero chiama Stato fallito è, in realtà, uno Stato aggredito e rifiutato di arrendersi.

| È una punizione collettiva che cerca di piegare e mettere in ginocchio un’intera nazione che nonostante i momenti difficili che vive non rinuncia alla sua indipendenza, né cede alle pretese di trasformare Cuba in uno Stato da loro tutelato.

| Cuba non si arrende. Cuba insiste e resiste. E questa insistenza è intollerabile per loro.

| Cuba vuole la pace. Cuba non provoca, non gradisce, non sfida. Continuiamo a scommettere su un clima di intesa con gli Stati Uniti, sulla base del rispetto reciproco, nonostante le nostre differenze, come è stato dimostrato che è possibile.

| Ora, se la Patria verrà attaccata risponderemo in legittima difesa, e se entreranno, che non ci siano dubbi, ci sarà una lotta decisa e ferma.

| Con le bugie hanno iniziato una guerra contro l’Iran, sostenendo che stava per fabbricare armi nucleari, senza una sola prova. E con più bugie si intende costruire un pretesto per un’aggressione militare a Cuba, sulla base del ridicolo e patetico racconto che questo piccolo arcipelago bloccato rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale degli USA.

| L’attacco al GAE non è casuale, non è un’altra campagna mediatica. Puntano contro un sistema di imprese perché sanno della sua efficacia nei confronti del permanente assedio economico degli USA contro il popolo cubano.

| Hanno scatenato questo terrore globale sulla base di un’altra grande bugia: la criminalizzazione di un sistema imprenditoriale cubano come il GAE. Senza presentare una sola prova o prova, hanno creato una storia di corruzione che entra solo nelle loro teste viziate.

| Oggi, quando si reinventeranno questi vecchi metodi contro la Rivoluzione e il suo storico leader, la nostra risposta non sarà diversa, e nemmeno la nostra fiducia nella vittoria sarà minore.

| Continua ad accompagnarci la ferma convinzione di: PATRIA O MORTE! VINCEREMO!!!
Presidenza di Cuba – 06/06/2026