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[PCARC] Solidarietà a Leonardo, Giovanni e Mattia accusati di aver diffamato Marco Carrai

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Newsletter n.20 del 12 giugno 2026

10 giugno. Perquisizioni a Firenze

Solidarietà a Leonardo, Giovanni e Mattia accusati di aver diffamato Marco Carrai

Su disposizione del Pubblico Ministero Francesco Sottosanti, alcuni membri e simpatizzanti del Partito dei Carc a Firenze hanno subito delle perquisizioni domiciliari nelle proprie abitazioni.
Sul mandato di perquisizione sono indicate le seguenti ipotesi di reato:
– articoli 110 e 595 comma 3 per concorso in diffamazione aggravata per mezzo di affissione di alcuni volantini “riportanti la foto di Marco Carrai, l’attività lavorativa e professionale e la scritta: criminale di guerra – agente sionista complice del genocidio”.
– articoli 110 e 639 comma 2 per concorso in imbrattamento delle pareti esterne del Teatro Puccini “affiggendo ventiquattro volantini”.
Obiettivo delle perquisizioni è il sequestro dell’abbigliamento che secondo le indagini della Digos è stato usato nel corso dell’affissione, della documentazione cartacea e digitale utilizzata per realizzare i volantini e di tutti gli strumenti informatici necessari al compito dei reati previsti per le ipotesi di reato. Al termine delle perquisizioni i compagni sono stati portati in Caserma per il rituale tentativo di interrogatorio senza avvocato e le altre tipiche forme di intimidazione che la polizia politica riserva ai più giovani militanti per spaventarli.

È uscito il numero 6/2026 di Resistenza

Rivoluzionari, non apprendisti stregoni. Un bilancio delle mobilitazioni di maggio

Nel mese di maggio appena trascorso si sono accumulati molteplici episodi molto istruttivi per tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo della lotta di classe e ragionano dello sviluppo del movimento rivoluzionario in Italia.
Episodi che sono, allo stesso tempo, sia il risultato della rottura politica che non c’è stata quando, nell’autunno scorso, il movimento popolare era nella sua fase dispiegata ed “esplosiva”, sia il risultato pratico di concezioni, idee e condotte deleterie che si trascinano da anni e hanno guidato – e tuttora guidano – le principali organizzazioni politiche e sindacali anti Larghe Intese del nostro paese.
Se in circa otto mesi si è passati dalla partecipazione di milioni di persone alle battaglie di strada per occupare le stazioni, i porti e le autostrade (blocchiamo tutto) ai sit-in con pochi partecipanti inginocchiati a terra “per denunciare la brutalità di Israele”, se si è passati dal pretendere la sospensione di tutte le relazioni fra Italia e Israele all’apprezzamento per le parole di circostanza con cui Giorgia Meloni e Sergio Mattarella hanno “condannato la condotta” di Ben Gvir, allora significa che in questi otto mesi sono successe cose che hanno mortificato il movimento e i lavoratori e le masse popolari che ne erano stati i protagonisti.

Imparare a pensare come chi si vuole liberare (prima di tutto dal governo Meloni)

La lotta di classe è una guerra di posizione. Nessun episodio della lotta di classe è slegato dagli altri, da quelli che lo precedono e da quelli che lo seguono, e nessun episodio è di per sé risolutivo, né in bene né in male.
Ogni episodio va valutato per il contributo che dà a conquistare posizioni nel processo pratico attraverso cui la classe operaia e le masse popolari organizzate rovesciano il sistema di potere della borghesia imperialista e instaurano il loro sistema di potere, il socialismo.
Ogni episodio va valutato per il contributo che dà nell’avanzamento della rivoluzione socialista.
Alle condizioni attuali del nostro paese il percorso più diretto per avanzare nella rivoluzione socialista coincide con la lotta per imporre un governo di emergenza popolare. In ragione di ciò, ogni episodio della lotta di classe va valutato per il contributo che dà nel raggiungere questo obiettivo.
Alla luce di questa premessa è utile analizzare le dinamiche della lotta di classe in corso. A partire dal fatto che negli ultimi otto mesi, sul piano generale, il movimento popolare ha perso alcune delle posizioni conquistate con le mobilitazioni dello scorso autunno, di settembre e ottobre.

Sulle mobilitazioni per la Global Sumud Flotilla

Nel nostro paese ci sono alcune decine di migliaia di persone, forse centinaia di migliaia, che si stanno seriamente interrogando sui motivi per cui la mobilitazione a sostegno della seconda missione della Global Sumud Flotilla (GSF) sia stata di livello, estensione e radicalità così diversi dalla prima.

Democrazia, progresso e caporalato

L’1 giugno, in provincia di Cosenza, quattro lavoratori immigrati sono stati ammazzati dai caporali: intrappolati nell’abitacolo di un’auto e bruciati vivi. Si è chiusa così la “vertenza” – le virgolette sono d’obbligo – sulla rivendicazione di un contratto di lavoro e il pagamento del salario.
Anche se i volti noti del governo erano tutti impegnati a soffiare sul fuoco della retorica nazionalista e guerrafondaia e i media fin troppo impegnati a offrire loro un palcoscenico, la strage ha scosso una parte del paese.
L’inconciliabile contraddizione fra lavoro e capitale è tornata alla ribalta.

Ravenna. Nasce l’Osservatorio popolare permanente sul porto

A maggio è stato presentato a Ravenna il progetto dell’Osservatorio popolare permanente sul porto, a cura di una rete di organismi fra cui reti di lavoratori e società civile, la rete dei portuali internazionali contro la guerra, Bds Italia, Weapon Watch, Rete Pace e Disarmo, Opal, No Harbour for Genocide, i Giovani Palestinesi e gruppi di giuristi e avvocati italiani e internazionali. Riportiamo stralci del testo di riferimento.

Ferrovieri contro la guerra. Appelli contro il settarismo e per la vigilanza antimilitarista

Le sorti degli scioperi indetti dal sindacalismo di base e conflittuale nelle scorse settimane sono state compromesse dal prevalere del settarismo e dei piccoli interessi di bottega dei promotori. Lo spirito di concorrenza è stato uno degli elementi che ha impedito il ricrearsi della vasta partecipazione che, al contrario, caratterizzò gli scioperi e le mobilitazioni dei mesi di settembre e ottobre del 2025.
In questo scenario assume un valore particolare l’iniziativa presa dal collettivo dei Ferrovieri contro la guerra. Coerentemente col suo spirito costitutivo, caratterizzato dalla trasversalità rispetto alle appartenenze sindacali dei singoli aderenti, Ferrovieri contro la guerra ha agito promuovendo la partecipazione a entrambi gli scioperi indetti nel mese di maggio, sia a quello in solitaria di Usb del 18, che a quello di Cub, Si Cobas, Sgb, Adl Varese, Usi-Cit e Usi del 29 maggio.

Marco Carrai, perché non te ne vai?

Prosegue da più di due anni la mobilitazione per la cacciata di Marco Carrai dalla Fondazione Meyer, un rinomato ospedale pediatrico di Firenze. La sua nomina, avvenuta a ottobre 2023, non era stata ben accolta dai lavoratori della struttura, in quanto Carrai è un sionista dichiarato e console onorario di Israele per la Toscana, l’Emilia-Romagna e la Lombardia. Oltre a ciò, è anche nipote di un torturatore fascista della Banda Carità, mai dissociatosi dalle imprese di famiglia; imprenditore di varie aziende israeliane di tech e cyber security; presidente di Toscana Aeroporti e vicepresidente esecutivo della Jsw (società amministratrice delle acciaierie di Piombino (LI) e della Azovstal in Ucraina).
La mobilitazione dei lavoratori per destituirlo dalla sua carica al Meyer è iniziata a gennaio 2024 con un presidio davanti all’ospedale pediatrico e la restituzione di 140 ombrelli: il regalo ai dipendenti fatto a Natale dalla Fondazione

Albania. Imponenti mobilitazioni contro gli agenti sionisti

I media italiani la chiamano “rivoluzione dei fenicotteri” perché in Italia non c’è libertà di informazione che tenga ed è vietato chiamarla per quello che è: una sollevazione contro gli agenti sionisti e il colonialismo.
I fenicotteri c’entrano, è vero, come pure la tutela dell’ambiente, ma sono manifestazioni epidermiche dell’imponente movimento popolare contro chi ha il progetto di trasformare un’enorme riserva naturale in una nuova “isola di Epstein”.

Anche in Venezuela la lotta di classe è guerra di posizione

Lo scorso febbraio le autorità venezuelane hanno arrestato Alex Saab, ricercato dagli Usa per riciclaggio e corruzione. Il 17 maggio lo hanno estradato a Miami.
Alex Saab è stato ministro del Venezuela bolivariano, un perno delle manovre per aggirare le sanzioni a cui il paese era sottoposto. E per questo nel 2020 era già stato rapito dagli Usa e per la sua liberazione si era sviluppata una vasta campagna internazionale – capeggiata direttamente da Maduro – che nel 2023 aveva spinto Biden a concedergli la grazia.
Innegabilmente il suo arresto è un ulteriore “scossone” nei sommovimenti in corso dopo il rapimento di Maduro a opera degli Usa a inizio gennaio.
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Dal dibattito “I lavoratori possono fermare la guerra, per un governo che attua la Costituzione” del 7 giugno nella Festa della Riscossa Popolare della Lombardia

Intervento all’assemblea nazionale No Autonomia Differenziata del 6 giugno a Napoli

Reggio Emilia. In memoria del compagno Ramon

Firenze. Lettera aperta di un compagno del Partito dei Carc sotto inchiesta per la lotta contro il sionismo

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Manuale di storia contemporanea. Prenota il terzo volume

A dicembre 2026 uscirà il volume 3 del Manuale di Storia contemporanea. Con questa pubblicazione proseguiamo l’impegno che ci siamo assunti di sistematizzare e pubblicare le dispense dei corsi di storia della Scuola di Base Anton Makarenko, una scuola popolare di italiano e storia i cui corsi sono rivolti principalmente a giovani e lavoratori. La Scuola ha cominciato a operare nel 2020 e, a oggi, ha organizzato decine di corsi e seminari da Nord a Sud del paese.
I testi che pubblichiamo sono frutto di questa esperienza, sono materia di discussione collettiva e del ragionamento sulla storia che è utile che i giovani e i lavoratori conoscano per attivarsi, mobilitarsi e organizzarsi oggi; una storia dalla quale emerga il ruolo delle masse e della lotta di classe come motore della trasformazione sociale.


Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
e-mail: carc@riseup.net – sito: www.carc.it
Milano, 12 giugno 2026

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