Forum Italiano dei Comunisti

“Contro il millenarismo comunista”

Sharing

Per uno sviluppo concreto e scientifico dell’organizzazione dei comunisti italiani

Ci dispiace per i compagni del PCUP che hanno organizzato il collegamento dell’11 sera per discutere un piano di sviluppo unitario dei ‘comunismi’ italiani, ma l’impressione che abbiamo ricevuta corrisponde alle previsioni che avevamo fatto.

Si è trattato di un incontro in cui diversi gruppi senza storia e futuro sviluppano teorizzazioni astratte sul comunismo senza avere coscienza di che cosa significhi riaffrontare la questione comunista in Italia. Di queste storie è lastricata la via dei fallimenti che si sono registrati fino ad oggi.

Per questo ribadiamo ciò che abbiamo detto nel corso del collegamento e lo  ribadiamo anche al PCUP, nella speranza che la sua disponibilità al dialogo venga impostata su un terreno fertile e non somigli a un’ammucchiata di cocci.

Qual è dunque la questione o meglio quali sono le questioni?

Innanzitutto si tratta di mettersi d’accordo sul fatto che una ripresa di dibattito tra comunisti italiani non può prescindere dal riconoscimento comune che i nostri tentativi stanno tutti dentro la storia del movimento comunista organizzato da Lenin e che è passato attraverso l’Internazionale Comunista, il rapporto con l’URSS e con Stalin, il movimento antifascista, antimperialista e anticolonialista sostenuto dai comunisti. E aggiungiamo che la storia del movimento comunista ha oggi eredi importanti, a partire dalla Cina. Dunque niente neo-comunismi che non si fondino sul rapporto storico con l’esperienza che, diversamente articolata, sta portando l’occidente imperiale alla crisi finale. Semmai si tratta di capire attraverso la nostra storia quali sono i compiti dei comunisti nel XXI secolo.

La seconda questione riguarda l’Italia. La ripresa del movimento comunista nel nostro paese non può prescindere dalla storia e dai risultati conseguiti dal P.C.I., quel partito che diretto da Gramsci e da Togliatti ha portato i comunisti italiani a essere protagonisti della storia nazionale. Dal lavoro scientifico impostato da Gramsci e dalla vittoria contro il bordighismo, alla capacità di Togliatti di guidare un grande partito rivoluzionario dentro la tempesta della seconda guerra mondiale, fino alla Repubblica, alla Costituzione, alla resistenza contro la restaurazione atlantista.

Ebbene, quando si parla di rapporto nell’area comunista e di una prospettiva unitaria, che noi auspichiamo, parliamo appunto di questo. Nell’incontro dell’11 tutto ciò era assente e non è un caso perchè gli interlocutori provengono da quel comunismo millenarista che ha ben poco a che fare coi compiti dei comunisti oggi.

Anche su questo bisogna essere chiari. Rapporto unitario non significa incontrarsi per mettere in piedi iniziative a cui appiccicare la bandiera con la falce e il martello, che è uno sport esercitato da anni senza costrutto, ma essere capaci invece di svolgere sul terreno politico e di classe  un’azione che porti i lavoratori, i settori democratici che sono contro le guerre, coloro che reclamano l’attuazione della Costituzione, a capire la nostra funzione e le nostre indicazioni.

Il movimentismo, per decenni, ha potuto esercitare la sua egemonia pratica e ideologica sul movimento reale in mancanza di un partito comunista all’altezza degli avvenimenti che hanno caratterizzato il nostro paese. Il primo passo perciò è partire dall’autocritica, senza flagellazioni ma con l’onestà e la determinazione che si addice a chi vuole chiamarsi comunista.

 

Forum Italiano dei Comunisti – 14/06/2026

forumdeicomunisti.it/edit113_millenarismo.html

 


Sharing