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Il meglio della settimana di InsideOver

Caro lettore, Cara lettrice

Buongiorno. Oggi è sabato 27 giugno e nella Weekly di oggi partiamo dal terribile terremoto che ha devastato il Venezuela.

Due violenti terremoti, di magnitudo 7.2 e 7.5 della scala Richter, si sono verificati nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno, con epicentro localizzato nella regione di La Guaira, in Venezuela

La scossa, avvertita distintamente anche nella capitale Caracas, ha provocato il collasso di decine di edifici.
I danni alle infrastrutture sono ingenti: si stimano 250 edifici danneggiati o distrutti e otto ospedali colpiti, alcuni dei quali sono stati evacuati d’urgenza. La sola città di La Guaira ha visto il crollo di più di 100 edifici, con oltre 2.927 famiglie rimaste senza un tetto dove vivere.

Nella serata di venerdì 26 giugno il bilancio delle vittime è arrivato a contare quasi 1000 decessi, raddoppiato da poche ore prima, quando il bollettino alle 16:00 ora italiana contava 562 decessi. Le stesse autorità venezuelane hanno dichiarato che il bilancio è, purtroppo, destinato a crescere in maniera esponenziale.

Oltre al tragico numero di vittime, il governo ha reso noto che per ora si contano 300 dispersi e circa 400 persone ancora intrappolate sotto le macerie. Sui canali Telegram di informazione interni al Paese vengono pubblicate centinaia di foto di donne, uomini e bambini con la sigla “desaparesidos”, scomparsi.

Uno di questi canali è Venezuela al Minuto, dove sono stati pubblicati centinaia di nomi di persone che non si trovano: interi nuclei famigliari con indirizzi di appartamenti che ora sono solo macerie.

Ora uno sguardo ai mondiali con una storia dal Congo. Di ritorno ai Mondiali di calcio per la prima volta dal 1974, quando ancora si chiamava Zaire, la Repubblica Democratica del Congo era attesa all’evento non tanto per i suoi giocatori, ma per un suo tifoso. Il suo nome è Michel Nkuka Mboladinga ma è conosciuto come “Lumumba Vea”.
Il 23 giugno a Guadalajara, durante la partita tra la RD Congo e la Colombia, “Lumumba Vea” si è messo una mano davanti alla bocca e un’altra puntata alla tempia, a mo’ di pistola.

Un gesto di denuncia delle violenze in corso da anni in Congo, in particolare nella zona orientale, la regione del Kivu.

In Colombia si sono tenute le elezioni finali per la presidenza.
Secondo i risultati elettorali, Abelardo de la Espriella, avvocato milionario di estrema destra ammiratore di Trump, ha vinto il ballottaggio presidenziale sconfiggendo il senatore di sinistra Iván Cepeda.

De la Espreilla ha staccato Cepeda, alleato del presidente progressista uscente Gustavo Petro, di 250mila voti, assicurandosi il 49,66% dei voti contro il 48,7% di Cepeda. La vittoria di De la Espriella segna un netto ritorno a destra dopo quattro anni di presidenza Petro, il primo e unico presidente di sinistra della Colombia.

Petro ha denunciato irregolarità nello spoglio preliminare dei voti citando modifiche agli indirizzi IP dei server del registro nazionale, che a suo dire indicano che il software elettorale potrebbe essere stato compromesso. “L’unica entità al mondo in grado di effettuare la presunta interferenza informatica è lo Stato di Israele” ha dichiarato Petro.

L’Unione Europea ha invitato a Bruxelles i rappresentanti dei talebani. A Bruxelles, l’UE ha incontrato cinque delegati del regime per negoziare i rimpatri degli afghani decretati “indesiderabili”. Il 12 giugno è entrato in vigore il nuovo Patto asilo e immigrazione e si parte dagli afghani perché, secondo dati Eurostat, sono da quasi dieci anni la seconda nazionalità in assoluto a chiedere asilo in Europa. L’incontro organizzato dall’Unione europea serviva proprio a questo: cooperare con un regime totalitario per ottenere i documenti di viaggio necessari per le espulsioni. Guarda il Reel di Simona Losito sul profilo Instagram di InsideOver.

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Ci sentiamo il prossimo Sabato,

Raffaele Riccardo Buccolo

 
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