[PCARC] Pensare positivo è rivoluzionario. Organizzarsi per il contrattacco

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Newsletter n. 23_ 2026

È uscito il n. 7-8/2026 di Resistenza

Editoriale

Pensare positivo è rivoluzionario. Organizzarsi per il contrattacco

La Terza guerra mondiale dilaga. Non solo in Ucraina, Iran e Palestina: il continente africano è in subbuglio, il Venezuela è stato aggredito ed è sotto scacco, Cuba è minacciata, il Sud America è sconvolto dai tentativi di imporre governi fantoccio degli Usa. Sullo sfondo, le manovre degli imperialisti Usa, sionisti e Ue contro la Repubblica Popolare Cinese. Il mondo non è di fronte al pericolo della Terza guerra mondiale, il mondo è già immerso nella Terza guerra mondiale. Tutto il movimento economico e finanziario dei paesi imperialisti gira attorno alle esigenze belliche e alle proiezioni sul loro sviluppo. Enormi quantità di denaro sono già dirottate nell’ingegneria, nella logistica e nella produzione bellica, sottratte alla sanità, all’istruzione, alle misure per fronteggiare l’emergenza climatica e ambientale, alle politiche sociali. Gli effetti si vedono, sono alla luce del sole e continuano ad aggravarsi.

E quanta più forza prendono gli allarmi che ciclicamente irrompono nel dibattito pubblico per questa o quella emergenza, quanto più sono disperati gli appelli a “fare qualcosa”, tanto più emerge che l’attuale classe dominante non vuole e non può cambiare rotta. La guerra è una esigenza oggettiva del capitalismo in crisi. E benché le conseguenze particolari di questo andazzo siano in parte diverse paese per paese, questo è il binario su cui procedono tutti i paesi imperialisti.

Pensare e agire insieme. Ora. Per un governo di emergenza popolare

A fine giugno, con i canali di informazione intasati dalle cronache sulla straordinaria ondata di caldo che ha travolto l’Europa e sulla resistibile ascesa di Vannacci nella scena politica italiana, è arrivata la “rivelazione” del segretario della Nato, Rutte: nei mesi scorsi, dalle basi Usa e Nato presenti in Italia sono partiti cinquecento aerei che hanno partecipato ai bombardamenti contro la Repubblica Islamica dell’Iran.

Rutte, che non è conosciuto per il suo acume, probabilmente con quelle dichiarazioni voleva dimostrare che la Nato aveva aiutato gli Usa nella guerra contro la Repubblica Islamica dell’Iran e stemperare così anche le relazioni fra Trump e Giorgia Meloni. Oppure, al contrario, quelle parole volevano essere un ulteriore carico sulla groppa del governo Italiano, già umiliato in mondovisione da Trump (“ho fatto una foto con Giorgia Meloni perché mi stava implorando e mi ha fatto pena”) e ulteriormente ridicolizzato proprio dalle risposte di Giorgia Meloni (“io e l’Italia non imploriamo mai”).

Sia quel che sia, all’inizio dell’estate è venuto a galla quello che il governo italiano ha cercato di nascondere per mesi. Il punto della situazione lo hanno fatto le autorità iraniane: l’Italia è considerata un paese ostile perché ha partecipato attivamente all’aggressione promossa da Usa e Israele. L’Italia è in guerra contro la Repubblica Islamica dell’Iran.

La resistibile ascesa di Vannacci

Non c’è giorno, da mesi, che per un motivo o per un altro i media mainstream non parlino di Vannacci, non diano spazio a qualcuna delle sue uscite strampalate, a qualcuno dei suoi ragionamenti senza capo né coda. Vannacci ha veramente poche cose da dire – e in genere sono idiozie – eppure è sempre sulle prime pagine dei giornali, dipinto come uno stratega in grado di mettere a soqquadro il sistema politico delle Larghe Intese. A ben vedere, però, Vannacci non è altro che un prodotto costruito a tavolino proprio per intossicare l’opinione pubblica nel tentativo di tenere in ordine il sistema politico delle Larghe Intese.

Dibattito verso le elezioni

Alcune note sui percorsi proposti da Pap e Agorà

A giugno si sono svolte due distinte iniziative per avviare la costruzione di liste alternative alle Larghe Intese per le prossime elezioni politiche. La prima, promossa da Potere al Popolo (Pap) si è svolta il 14 giugno a Roma con l’obiettivo dichiarato di “costruire un campo politico indipendente”. La seconda si è svolta, sempre a Roma, il 27 giugno e ha preso le mosse dall’appello di Angelo D’Orsi: “Agorà, dalle piazze al parlamento”. In entrambi i casi è positivo che i promotori abbiano preso l’iniziativa per tempo.

Nel 2022, con le elezioni politiche di settembre indette a luglio, il fronte anti Larghe Intese si era trovato in difficoltà. E questo aveva favorito le tendenze settarie tanto che alla fine sulla scheda elettorale erano presenti più liste “di alternativa” in concorrenza fra loro anziché in concorrenza con le Larghe Intese. Essere partiti per tempo offre margini di manovra più ampi per promuovere la convergenza ed evitare la situazione del 2022 e convergere è una condizione essenziale per risultare credibili agli occhi delle masse popolari. Tuttavia, da quanto è emerso dalle iniziative di cui sopra, sembra che la coazione a ripetere gli stessi errori stia prevalendo.

Leggi gli altri articoli

Agenzia Stampa Staffetta Rossa

L’intervento del P.Carc all’assemblea di Agorà del 27 giugno

Siamo in guerra! Sull’appoggio italiano alle operazioni militari in Iran

Dal dibattito: “Fronte comune contro la repressione: organizziamo il contrattacco!” del 19 giugno alla Festa della Riscossa Popolare della Toscana

Firenze. Foglio di via nell’indagine per diffamazione a Carrai. La campagna per la cacciata di Carrai deve continuare e continuerà!

Il 10 giugno avevamo scritto delle perquisizioni svolte dai Carabinieri di Firenze ad alcuni membri e simpatizzanti del P.Carc con l’accusa di concorso in diffamazione aggravata a Marco Carrai e imbrattamento. Il 27 giugno i Carabinieri si sono presentati per l’ennesima volta, in poche settimane, alla porta di uno dei compagni indagati per diffamazione contro Marco Carrai. Come già successo a Leo e Giò anche Mattia è stato raggiunto da una misura preventiva. Questa volta ben più pesante: un foglio di via per un anno dalla città di Firenze con effetto immediato.

Il provvedimento, oltre ad essere illegittimo politicamente, non ha nemmeno i presupposti giuridici per essere erogato dato che vi si afferma che la presenza del compagno in città sarebbe: “priva di alcuna valida giustifica”. In realtà il compagno a Firenze ci studia. Il provvedimento si basa, inoltre, su notizie mendaci in quanto vi si afferma che durante le perquisizioni del 10 giugno sono stati trovati “numerosi volantini dello stesso tenore diffamatorio”. Peccato che nel verbale degli stessi carabinieri, che pubblichiamo a questo link, questo non stia scritto da nessuna parte.

Cacciare Manfredi da Napoli e Meloni dal governo. Questo lo sbocco per la lotta del movimento dei disoccupati organizzati

Dopo anni di lotta, un percorso sbloccato con finanziamenti ministeriali e regionali, 300/600 ore di formazione individuale in aula, altre di stage, dopo una selezione ai fini della verifica dei requisiti, la firma dei contratti di formazione e l’avvio dei tirocini improvvisamente 1200 disoccupati napoletani sono stati rimandati a casa. Il governo Meloni e la giunta di Napoli, guidata da Manfredi, hanno cercato di far credere che i problemi sono burocratici o nel migliore dei casi dovuti a problemi di incapacità amministrativa dell’una o dell’altra parte. Ma è una balla. Il governo Meloni e la giunta Manfredi stanno attaccando il movimento dei disoccupati, cercando in vari modi di far saltare i progetti per cui da anni stanno lottando. Si tratta di un attacco a queste organizzazioni popolari che lottano per il diritto al lavoro. Lottano per l’attuazione di un diritto previsto e sancito dalla Costituzione, su cui addirittura sarebbe “fondata la Repubblica”. La verità è che Manfredi e Meloni sono eversori delle stesse leggi borghesi dietro cui a seconda della loro convenienza cercano di nascondersi. Ma per loro sfortuna la lotta dei disoccupati organizzati viene da lontano. A Napoli da decenni i movimenti di lotta per il lavoro hanno dimostrato di avere chiaro cosa è necessario fare. Innanzitutto, rendere la città ingovernabile. E da qui la prima parola d’ordine per imporre le assunzioni necessarie a tutta la platea: rendere la vertenza un problema di ordine pubblico!

Dal coordinamento Nazionale No Nato

Centinaia di arresti di militanti per il controvertice No Nato in Turchia

Accademici, giornalisti, avvocati, sindacalisti e rappresentanti della società civile sono stati arrestati su basi arbitrarie in Turchia alla vigilia del prossimo vertice NATO previsto ad Ankara il 7 e 8 luglio e del controvertice organizzato da diversi movimenti. Sono state centinaia gli arresti tesi a intimidire e reprimere ogni forma di dissenso e contestazione alle politiche guerrafondaie della Nato e dei suoi stati membri. Esprimiamo solidarietà a tutti i fermati e ci uniamo a ogni appello e chiamata per l’immediata liberazione. Rilanciamo di seguito il comunicato diffuso dal Coordinamento Nazionale No Nato.

Nasce la Sezione di Palermo del Partito dei Carc!

Il 27 e 28 giugno si è tenuta a Palermo la Festa della Riscossa Popolare locale e con il suo primo congresso è stata sancita la nascita della sezione di Palermo del Partito dei Carc. Si tratta di un evento molto importante per il Partito dei Carc e per tutta la Carovana del (n)PCI e facciamo le nostre congratulazioni ai compagni che con impegno e dedizioni si dedicano alla costruzione del Partito in Sicilia. Rilanciamo a seguire i saluti che il Comitato Centrale del (n)PCI ha inviato al dibattito “I lavoratori possono fermare la Terza Guerra Mondiale – Per un governo che attui la Costituzione”.

Lotta al degrado e lotta di classe

Nelle ultime settimane giornali, telegiornali e trasmissioni tv promuovono con particolare forza una propaganda terroristica che riguarda la sicurezza delle masse popolari. Notizie di stupri, omicidi, baby gang sono all’ordine del giorno dipingendo uno scenario di guerra che si combatte tra poveracci. E il politicante delle larghe intese, di destra come Vannacci o di sinistra come Borrelli, che cerca di acquisire visibilità e spazio con la sua propaganda reazionaria, che cavalca la paura e l’insicurezza, che promuove la caccia al mostro, al delinquente o all’immigrato.  Nei quartieri, nelle città, si riversa tutto questo. E trova anche basi fondate, perché è vero che gli effetti della crisi in corso, della guerra condotta da padroni, speculatori e istituzioni sulla pelle di chi lavora e di chi cerca di barcamenarsi per restare a galla attanagliano le masse popolari nel nostro paese. E sempre di più. 

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Manuale di storia contemporanea. Prenota il terzo volume

A dicembre 2026 uscirà il volume 3 del Manuale di Storia contemporanea. Con questa pubblicazione proseguiamo l’impegno che ci siamo assunti di sistematizzare e pubblicare le dispense dei corsi di storia della Scuola di Base Anton Makarenko, una scuola popolare di italiano e storia i cui corsi sono rivolti principalmente a giovani e lavoratori. La Scuola ha cominciato a operare nel 2020 e, a oggi, ha organizzato decine di corsi e seminari da Nord a Sud del paese.

I testi che pubblichiamo sono frutto di questa esperienza, sono materia di discussione collettiva e del ragionamento sulla storia che è utile che i giovani e i lavoratori conoscano per attivarsi, mobilitarsi e organizzarsi oggi; una storia dalla quale emerga il ruolo delle masse e della lotta di classe come motore della trasformazione sociale.

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Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
e-mail: carc@riseup.net – sito: www.carc.it

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