sinistra in rete logo

[SinistraInRete] nlp: Claude Fable 5 e le sue potenzialità come ordigno

Sharing

Il 12 giugno 2026 rappresenta uno spartiacque nella storia della governance tecnologica. Alle ore 17:21 ora locale, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha emesso un provvedimento d’urgenza che ha imposto ad Anthropic la sospensione immediata dell’accesso ai suoi due modelli di intelligenza artificiale più avanzati…

 

nlp: Claude Fable 5 e le sue potenzialità come ordigno

codicerosso

Claude Fable 5 e le sue potenzialità come ordigno

di nlp

claude2 784x445.jpgIl 12 giugno 2026 rappresenta uno spartiacque nella storia della governance tecnologica. Alle ore 17:21 ora locale, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha emesso un provvedimento d’urgenza che ha imposto ad Anthropic la sospensione immediata dell’accesso ai suoi due modelli di intelligenza artificiale più avanzati, Claude Fable 5 e Claude Mythos 5, per qualsiasi cittadino straniero, sia all’interno che all’esterno dei confini statunitensi. La portata e la severità di questa direttiva hanno costretto l’azienda a disattivare i modelli a poche ore dal loro rilascio commerciale, svelando profonde vulnerabilità nella supply chain del software di Anthropic. Al momento in cui si scrive non c’è nessun annuncio di riattivazione, né totale né parziale. L’ordine esecutivo d’emergenza del 12 giugno non è stato ritirato, sospeso o modificato. Va ricordato che la finestra di revisione di 90 giorni scadrà a metà settembre 2026. Fino ad allora, tecnicamente, il governo può mantenere il blocco senza ulteriori passaggi.

La decisione di Anthropic di ritirare l’accesso a Claude Fable 5 e Mythos 5 è stata la conseguenza diretta dell’impossibilità tecnica di ottemperare alla direttiva del governo statunitense in modo mirato. Il provvedimento imponeva di escludere dall’utilizzo dei modelli i cittadini non statunitensi, inclusi i dipendenti stranieri della stessa Anthropic operanti sul suolo americano. Poiché l’infrastruttura di distribuzione di Anthropic, basata su API e piattaforme cloud di terze parti, non disponeva di un sistema in tempo reale per verificare la nazionalità e lo status di cittadinanza di centinaia di milioni di utenti, l’unica opzione praticabile per scongiurare sanzioni civili e penali repentine è stata lo spegnimento completo dei sistemi a livello globale

All’origine dell’ostilità tra l’amministrazione statunitense e la dirigenza di Anthropic è stata la ferma decisione di quest’ultima, alla vigilia della guerra con l’Iran di non rimuovere le limitazioni d’uso etiche dai propri contratti con il Dipartimento della Difesa. Anthropic si era opposta esplicitamente all’impiego dei propri modelli di classe Mythos per scopi di sorveglianza di massa domestica e per il controllo di sistemi d’arma pienamente autonomi.

Leggi tutto

Piero Bevilacqua: La guerra fredda culturale

lafionda

La guerra fredda culturale

di Piero Bevilacqua

i id14668 mw1000 1x.jpgChiunque abbia seguito, con non superficiale attenzione, le vicende che hanno fatto epoca nel secondo Novecento, vale a dire la trasformazione dell’Europa nell’Occidente euroamericano, non può non guardare all’imponente volume La guerra fredda culturale. Come la CIA ha influenzato l’immaginario europeo, prefazione di G. Fasanella, traduzione di S. Calzavarini (Fazi, 2026, pp. 617, € 22), grandiosa impresa storiografica della giornalista britannica Frances Stonor Saunders, come al libro più tacitamente atteso per fare nuova luce su quella vicenda. Per completare il quadro generale dei processi e delle vicende che hanno cambiato la natura culturale, politica e psicologica del nostro continente.

Tale dichiarazione sarà meglio compresa dal lettore se si ricorda che la storia degli Stati Uniti nei decenni successivi alla Seconda guerra mondiale ha ricevuto, in questo primo scorcio di millennio, due poderosi e clamorosi disvelamenti: la vasta ricerca di William Blum, Il libro nero degli Stati Uniti (il cui titolo originale è Killing Hope. U.S. Military and CIA Interventions), Fazi, 2003, un testo di ben 886 pagine; e la ricerca di Vincent Bevins, Il metodo Giacarta. La crociata anticomunista di Washington e il programma di omicidi di massa che hanno plasmato il nostro mondo, Einaudi, 2021.

Si tratta di due ricerche – che fanno onore al giornalismo americano e che a tutti gli effetti vanno qualificate come opere storiche – le quali, insieme ad altri saggi meno noti che qui non è possibile ricordare, hanno aperto la via alla comprensione della storia profonda degli USA negli ultimi ottant’anni. Perché questo Paese, forse caso unico nella storia contemporanea, possiede un doppio Stato e quindi una doppia storia: lo Stato delle relazioni ufficiali, lo Stato liberal-democratico, quello che si mostra al mondo, all’apparenza rispettoso (almeno fino a qualche anno fa) del diritto internazionale, e al tempo stesso lo Stato segreto, quello che organizza colpi di Stato in altri paesi, pianifica assassini di politici non graditi, tiranneggia le economie di chi non si piega al Washington Consensus, muove guerre arbitrarie contro chi, per interessi economici e geopolitici, viene classificato come nemico.

Leggi tutto

La Redazione de l’AntiDiplomatico: Terremoto e sanzioni: il Venezuela che non raccontano i media mainstream

Terremoto e sanzioni: il Venezuela che non raccontano i media mainstream 

di La Redazione de l’AntiDiplomatico

Le sanzioni che uccidono, i farmaci che mancano, la terra che trema: cosa si nasconde dietro la tragedia venezuelana

Per capire davvero cosa è accaduto in Venezuela dopo i due terremoti di mercoledì scorso, bisogna partire da lontano. Non si può leggere la tragedia senza inquadrare il contesto economico e sociale in cui è piombata. I primi report delle agenzie internazionali e dei soliti disinformatori del mainstream hanno subito puntato il dito contro il governo: servizi sanitari travolti nelle prime ore, emergenze al collasso, e una situazione particolarmente drammatica nello stato di La Guaira, che ha registrato le maggiori devastazioni e il numero più alto di vittime. Il ritratto che ne è uscito è stato quello di un governo venezuelano impreparato e inadeguato.

Ma la realtà, come spesso accade, è ben diversa da questa narrazione unilaterale. A pochi giorni dal sisma, la fotografia che arriva dagli ospedali pubblici di Caracas è differente dal pandemonio descritto da alcuni servizi. I quindici nosocomi della capitale hanno retto l’urto in regime di contingenza, certo, ma senza quel crollo totale che molti avevano paventato. E c’è un dato che merita attenzione: un centinaio di cliniche private, dotate di attrezzature all’avanguardia, si sono attivate immediatamente su coordinamento governativo, offrendo cure gratuite ai feriti. Una mobilitazione che ha alleggerito la pressione sul settore pubblico.

Leggi tutto

Gigi Sartorelli: Berlino-Kiev-Tel Aviv: triangolo bellicista per produrre missili a lungo raggio

contropiano2

Berlino-Kiev-Tel Aviv: triangolo bellicista per produrre missili a lungo raggio

di Gigi Sartorelli

La Germania ha detto di voler sviluppare l’esercito più potente d’Europa (che non ci stancheremo mai di ribadire essere cosa diversa dal costruire un esercito europeo), prima di consegnarlo probabilmente nelle mani dei fascisti di AfD, alle prossime elezioni. La sua logica di riarmo unisce perfettamente il cuore dell’imperialismo europeo con due stati che hanno fatto della guerra due elementi costitutivi.

Infatti, secondo documenti interni del ministero della Difesa tedesco visionati da Politico, Berlino ha avviato contatti diretti con startup e aziende sia israeliane sia ucraine per l’acquisizione rapida di missili da crociera a lungo raggio e a basso costo. La decisione ha risposto alla necessità emersa dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha deciso di bloccare il dispiegamento pianificato di una propria unità militare equipaggiata con missili Tomahawk sul suolo tedesco.

Il pantano in cui si è cacciata la Casa Bianca in Iran ha sostanzialmente drenato le scorte di armamenti e munizioni stelle-e-strisce: stando alle analisi del Washington Post, nell’aggressione alla Repubblica Islamica sarebbero stati usati 850 Tomahawk. Berlino ha allora deciso di guardare altrove, e di approfittarne per sviluppare un programma missilistico maggiormente autonomo dagli Stati Uniti.

Quel che insegnano queste indiscrezioni è che qualsiasi avanzamento sul terreno del riarmo da parte europea è strettamente collegato con l’economia israeliana del genocidio e con la continuazione della guerra sulla pelle degli ucraini.

Leggi tutto

Kulturjam: Il mercato in cattedra: il saggio che smonta il mito dell’istruzione-azienda

kulturjam

Il mercato in cattedra: il saggio che smonta il mito dell’istruzione-azienda

di Kulturjam

 

La scuola italiana è ancora un luogo di formazione o è diventata un ingranaggio del mercato? Il mercato in cattedra analizza riforme, burocrazia, competenze e neoliberismo con una tesi netta e documentata, riaprendo un dibattito che riguarda il futuro dell’istruzione.

 

La scuola è diventata un mercato? Un libro che costringe a riaprire il dibattito

Ci sono libri che cercano il consenso e libri che cercano il conflitto. Il mercato in cattedra di Pier Paolo Caserta (Mario Pascale Editore) appartiene senza esitazione alla seconda categoria. Non concede scorciatoie al lettore, non attenua il linguaggio per renderlo più digeribile e non tenta di costruire improbabili punti di equilibrio tra posizioni opposte. La sua tesi è dichiarata fin dalle prime pagine: la scuola pubblica italiana sarebbe ormai il terreno sul quale si è compiuta una progressiva colonizzazione delle logiche di mercato, un processo che avrebbe trasformato l’istruzione da strumento di emancipazione a meccanismo di adattamento alle esigenze dell’economia contemporanea.

È una tesi radicale, ma il pregio principale del volume è quello di non fermarsi allo slogan.

Leggi tutto

Alessandro Volpi: I nodi al pettine

sinistra

I nodi al pettine

di Alessandro Volpi

I nodi cominciano a venire al pettine? Mi scuso se sarò lungo e un po’ noioso, ma penso che questo tema sia davvero centrale perché oramai riguarda milioni di risparmiatori e ha a che fare con un modello – quello dell’oggettività della finanza – che ha retto il tecnoliberalismo.

A giugno 2026, il settore Big Tech sta attraversando una fase di forte volatilità, con i titoli dei cosiddetti “Magnifici Sette” (e nuovi protagonisti come SpaceX) che hanno registrato perdite significative, entrando ufficialmente in territorio di correzione con un calo superiore al 10% dai massimi. I titoli più colpiti sono:

Nvidia: Dopo una corsa senza precedenti, il titolo ha subito cali giornalieri superiori al 4% a fine giugno. Gli investitori temono che la domanda di chip AI possa aver raggiunto un picco temporaneo. Vale la pena ricordare che questo titolo è presente in praticamente tutti i fondi pensione degli italiani.

Alphabet (GOOGLE): In forte perdita (circa -5% in sessioni recenti) a causa di preoccupazioni interne alla divisione AI, acuite dalla partenza di ricercatori di alto profilo e premi Nobel del team.

Tesla: Continua a soffrire per il rallentamento della crescita nel settore dei veicoli elettrici e per margini di profitto ridotti, con il mercato scettico sulla velocità di realizzazione dei progetti su robotica e guida autonoma.

Leggi tutto

Fulvio Grimaldi: Iran latinoamericano cercasi. Cuba, capitalismo o muerte

mondocane

Iran latinoamericano cercasi. Cuba, capitalismo o muerte

La dottrina Donroe in progress

di Fulvio Grimaldi

Xu488WUMsDa Emiliano Zapata a Raul Castro

Emiliano Zapata: “Meglio morire in piedi, che vivere in ginocchio”. Morì in piedi, il rivoluzionario messicano, e, grazie a lui, il Messico in piedi ci visse. Qualcuno se n’è scordato. Con tutte le attenuanti e responsabilità del caso. Le prime dei cubani, le seconde di chi è rimasto a guardare e rischia col finire di vivere in ginocchio anche lui. E le colpe imperdonabili e vergognose degli incredibili giustificazionisti di professione che, davanti a una fortezza che finisce in polvere, metafora dei socialismi cubano e venezuelano, grida ammirato “che bella e creativa ristrutturazione”. Ci avranno le loro ragioni questi fornitori di assist. O i loro interessi.

Cuba! Quella Cuba! La presa nella quale inserivamo la spina da cui ci arrivava la luce. La luce della fiducia che l’altro mondo sarebbe stato possibile, quello vero, meglio di Mosca, meglio di Pechino, quello definitivamente dei giusti. Giusti e belli come il Che, il vero uomo nuovo, come Fidel, come Camilo, come tutti i cubani che incontravamo, sorridenti, militanti, allegri, coscienti. E ci impegnavamo a sostenerli manifestando, parlando ai convegni, Yankee go home, Cuba libre, facendo parte di Italia-Cuba, sventolando la bandiera. Riempiendo per anni, decenni, container e navi. Chissà chi cavalca laggiù a quest’ora la mia adorata Yamaha 600 Enduro.

E le vacanze, anche quelle dell’ICAP, Istituto Cubano per l’Amicizia dei Popoli, generose per molti fiduciari dell’estero, e le brigate di lavoro, a costruire qualcosa, a coltivare, a potare, a ripulire. E quei medici che ci ritrovavamo in giro per il mondo a rimediare dove della sanità pubblica ai padroni non importava un frego, tipo in Calabria. E quegli insegnanti, che te li ritrovavi nelle foreste, nei deserti, nelle metropoli, nei villaggi, a rimediare a chi le sue genti preferiva tenerle incolte, inconsapevoli, neanche padrone dei propri linguaggi e, quindi, pensieri. E la musica e la cultura, anche alta, ma popolare, per tutti.

Leggi tutto

Roberto Iannuzzi: La mobilitazione europea contro la Russia e i fantasmi del passato

intelligence for the people

La mobilitazione europea contro la Russia e i fantasmi del passato

di Roberto Iannuzzi

https substack post media.s3.amazonaws.com public images 40c5776f e809 4a91 9b25 379b5f5bd46a 1027x647.jpegIl conflitto è ormai uno scontro militare diretto tra Mosca e i paesi membri della NATO. Dal punto di vista russo, la storia si ripete a 85 anni dall’inizio dell’Operazione Barbarossa

Il 22 giugno di ottantacinque anni fa (1941), la Germania nazista lanciò contro l’Unione Sovietica la più grande invasione militare della storia mobilitando milioni di soldati e migliaia di aerei, carri armati e veicoli motorizzati.

Denominata “Operazione Barbarossa”, l’invasione avrebbe aperto il rovinoso fronte orientale della seconda guerra mondiale.

La distruzione di intere città, lo sfollamento e la morte di decine di milioni di persone, e le immense sofferenze umane prodotte da una simile catastrofe, avrebbero rappresentato un monito per l’intera umanità negli anni a venire.

Nella sua opera “The Wages of Destruction”, lo storico Adam Tooze evidenzia la logica economica alla base dell’operazione nazista. Per sfidare lo strapotere economico degli Stati Uniti e dell’impero britannico, Hitler aveva bisogno delle enormi risorse naturali dell’Europa orientale e del Caucaso.

Secondo Tooze, l’invasione tedesca dell’Unione Sovietica può essere meglio compresa come l’ultima grande conquista territoriale nella lunga e sanguinosa storia del colonialismo europeo:

Lo sterminio della popolazione ebraica fu il primo passo verso l’eliminazione dello stato bolscevico. A ciò seguì una gigantesca campagna di bonifica e colonizzazione. Questa non comportò solo l’eliminazione della popolazione ebraica, ma anche lo “sgombero” della stragrande maggioranza della popolazione slava e l’insediamento di coloni tedeschi su milioni di ettari di Lebensraum orientale.

Ricordando questo tragico periodo della storia del suo paese, il giornalista e storico russo Evgeny Norin ha scritto nei giorni scorsi che il 22 giugno del 1941 avrebbe segnato l’inizio del disastro per l’URSS e per la Russia:

Leggi tutto

Marco Veruggio: Un impietoso atto d’accusa dal ventre della classe dirigente

officinaprimomaggio

Un impietoso atto d’accusa dal ventre della classe dirigente

di Marco Veruggio

Venti contrari. Imprese e politica nel declino economico italiano (Il Mulino, 2026) è un impietoso atto di accusa alla classe dirigente italiana, che tuttavia proviene dal suo interno. Gli autori Pietro Modiano e Marco Onado, infatti, sono o sono stati (Onado è morto nel 2025) due autorevoli esponenti delle élites: manager bancario Modiano, economista ed esperto di diritto bancario Onado, entrambi formatisi alla Bocconi, insieme già autori di un altro saggio sferzante verso il capitalismo italiano, Illusioni perdute. Banche, imprese, classe dirigente in Italia dopo le privatizzazioni (Il Mulino, 2023).

In Venti Contrari gli autori riprendono e generalizzano la critica relativa a quella singola stagione, stilando un lungo elenco di capi di imputazione, dentro una scansione in fasi della storia del capitalismo italiano dal primo dopoguerra mutuata da Michele Salvati e che fa da sfondo all’intero lavoro, con sintetiche ma accurate ricostruzioni storiche di alcune delle pagine più controverse di questi ottant’anni – dalla strategia della tensione alla P2, con occhio attento alle complicità tra Stato, imprese e criminalità organizzata. L’accusa rivolta alla borghesia liberale – imprenditori e politici – è quella di aver disperso un prezioso patrimonio di idee innovatrici accumulato nel corso della Resistenza antifascista e condensato in testi come il Manifesto di Ventotene e di aver sprecato le occasioni presentatesi a più riprese, vedi l’avvio del processo di unificazione monetaria e poi l’era delle privatizzazioni, e potenzialmente utilizzabili per instaurare nell’economia italiana un sistema di “buone regole di mercato” e un “rapporto equilibrato tra capitale e lavoro”, ignorando le preziose indicazioni di alcuni esponenti “illuminati” del mondo bancario e politico-accademico, tra i più citati l’ex governatore di Bankitalia Baffi e l’economista e l’otto volte ministro Andreatta.

Leggi tutto

Michele Blanco: Da “Tigre di carta” a “Impero della narrazione”: il grande inganno del potere USA

lantidiplomatico

Da “Tigre di carta” a “Impero della narrazione”: il grande inganno del potere USA

di Michele Blanco

Molti non lo sanno o, quantomeno, non lo ricorderanno: nel 1946, Mao Zedong definì l’imperialismo statunitense una “tigre di carta”. Molto più recentemente, nel 2022, lanciando l’Operazione militare speciale contro l’Ucraina, il presidente russo Putin si riferì agli USA come “l’impero della menzogna”, riferendosi alle continue manipolazioni dell’informazione presenti nei mass media occidentali. Queste due definizioni si potrebbero molto bene sintetizzare in una terza, secondo il mio modesto parere molto più appropriata, che sarebbe molto più calzante: “l’impero della narrazione”.

Gli Stati Uniti basano fondamentalmente il proprio potere, prima che sulla violenza, colpi di stato, elezioni manipolate e truccate, la sopraffazione e le note misure coercitive, che pur praticano da secoli, sulla diffusione costante con la manipolazione dell’informazione mondiale dell’idea del loro essere onnipotenti e indispensabili. Sono delle vere e proprie “catene mentali” imposte dall’egemonia culturale degli Stati Uniti d’America nelle nazioni da essa controllate, soprattutto nelle opinioni pubbliche di queste nazioni, a fungere da primo fondamentale ostacolo in qualsiasi possibile e necessario processo di liberazione.

Infatti, vista la base economica dell’imperialismo statunitense, non potrebbe essere altrimenti. Il sistema capitalista contemporaneo non si basa sulla realtà oggettiva della produzione e dell’economia reale, ma sull’irrealtà di una finanza globalizzata ormai slegata da qualsiasi reale processo produttivo e ridotta alla sola speculazione tramite la creazione “dal nulla” di ricchezze virtuali e non esistenti realmente.

Leggi tutto

Fabrizio Casari: L’operazione Barbarossa 85 anni dopo

altrenotizie

L’operazione Barbarossa 85 anni dopo

di Fabrizio Casari

Nel giugno di ogni anno, l’anniversario dell’Operazione Barbarossa richiama alla memoria uno degli eventi più drammatici del XX secolo. Il 22 giugno 1941 la Germania nazista lanciò con sei milioni di soldati l’invasione dell’Unione Sovietica, aprendo il più vasto fronte terrestre e aereo della storia e inaugurando una guerra di annientamento che avrebbe provocato decine di milioni di vittime e disegnato la sconfitta strategica del Terzo Reich. Ottantacinque anni dopo, il ricordo dell’operazione Barbarossa torna al centro del discorso politico in un contesto radicalmente diverso ma non privo di richiami inquietanti: il riarmo della Germania e le minacce di guerra alla Russia.

Il riarmo tedesco è una svolta storica. Per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale, Berlino ha scelto di assumere un ruolo di guida militare del continente proprio mentre la sua leadership economica viene meno. Negli ultimi anni, infatti, la Germania ha visto rallentare la propria economia, ha subito gli effetti della crisi energetica seguita alla rottura dei rapporti con la Russia e si confronta con problemi strutturali che vanno dalla deindustrializzazione alla crescente riduzione del welfare.

Berlino è stata locomotrice europea in ragione di una forza produttiva ed una capacità di commercio internazionale che si basava su due elementi: qualità alta dei propri prodotti, particolarmente nel mercato dell’auto e degli elettrodomestici, e crescita annuale del suo PIL, dovuta anche ad uno stato di salute eccellente della sua economia che riuscì (con gli aiuti europei) a riassorbire i costi della riunificazione in tempi molto più rapidi di quanto si prevedeva.

Leggi tutto

Alessandro Visalli: Circa Angelo Calemme e “La variabile legittima della storia”

tempofertile

Circa Angelo Calemme e “La variabile legittima della storia”

di Alessandro Visalli

la variabile legittima della
storia.jpgPremessa

Il libro di Angelo Calemme, pubblicato da Orthotes nel 2026, prosegue un’opera che nel 2013, due anni dopo la laurea in Filosofia e Politica all’Orientale di Napoli, si avvia con la curatela di un primo libro per La Città del Sole, L’illuminismo prima dell’illuminismo. Perché la chiesa condannò Galilei[1]; quindi, nel 2017, l’anno del dottorato alla Universitat de Barcelona in Filosofia contemporanea e studi classici, pubblica La ragione galileiana del mondo. Tra metafisica, filosofia e tecnologia[2]; nel 2018, Il popolo dei mezzogiorni uniti e l’Europa di Maastricht. Per un pensiero dell’integrazione[3]; ancora, nel 2020, Alle origini della tecnologia scientifica. Ricezione e sviluppo del pensiero galileiano nell’opera di Isaac Newton[4], per Mimesis. Quindi per Meltemi, nel 2022, Dalla rivoluzione scientifica alla rivoluzione industriale. Sulle condizioni marxiane dello sviluppo scientifico-tecnico[5].

Fino a questo anno, e per otto anni, Calemme per lo più si è occupato, quindi, di storia della scienza. Un tema molto importante e apparentemente confinato tra specialisti. È, in realtà, un tema cruciale e di grande rilevanza politica. Come tale viene affrontato.

L’anno successivo, il 2023, la prescrizione politica diventa però molto più esplicita, con ripresa della Questione meridionale e utilizzo di materiali esplicitamente ripresi da un autore tanto importante quanto marginalizzato, come Nicola Zitara[6]. In questo anno esce, per Guida Editore, La Questione meridionale dall’Unità d’Italia alla disintegrazione europea. Contributo alla teoria del socialismo di mercato[7].

Nel 2026, finalmente, il libro di cui ci occuperemo, La variabile legittima della storia. Per un meridionalismo critico, multipopolare e a portata di territori[8].

Ritorniamo ai saggi di storia della scienza. Per Calemme la conquista compiuta dalla tecnologia scientifica è emancipatrice. Solo che il suo potenziale è catturato dal capitale e va liberato.

Leggi tutto

Francesco Cappello: Economia occidentale: un castello di carte su cui si sta levando un forte vento

seminaredomande

Economia occidentale: un castello di carte su cui si sta levando un forte vento

di Francesco Cappello

Gemini Generated Image
b0pppub0pppub0pp 1140x641.pngL’economia occidentale, in questa metà del 2026, assomiglia a un castello di carte su cui si sta levando un forte vento. Gli indici azionari corrono apparentemente inconsapevoli del rischio incombente di disastro finanziario. Siamo davanti a un rischio di rottura sistemica del sistema monetario che tiene in piedi il commercio mondiale, quello che tecnicamente chiamiamo sistema degli eurodollari.

Questo sistema ovvero il cosiddetto Shadow Banking, o sistema bancario ombra, è un universo parallelo di crediti e prestiti che opera lontano dal controllo delle istituzioni ufficiali [1]. È qui, in questo vasto oceano di denaro privato creato dalle banche commerciali internazionali, che nasce la vera liquidità che fa funzionare le navi, le fabbriche e le rotte commerciali. Non si tratta di banconote stampate dalle banche centrali; la linfa vitale del mondo moderno nasce da una stretta di mano tra banchieri. Ricordiamo che le banche hanno bisogno di prestarsi soldi a vicenda principalmente perché, ogni giorno, i flussi di denaro in entrata e in uscita non sono mai perfettamente bilanciati. A fine giornata, una banca potrebbe trovarsi con un surplus di liquidità, mentre un’altra ha un temporaneo bisogno di contanti per far fronte ai prelievi dei clienti o per rispettare le soglie di riserva imposte dalle autorità di vigilanza. Invece di vendere asset o bloccare operazioni, le banche preferiscono prestarsi denaro tra loro per poche ore o giorni: è il modo più rapido ed efficiente per mantenere i conti in ordine e garantire che il sistema finanziario resti fluido e operativo senza intoppi.

Tuttavia, questo fiume invisibile non scorre sulla fiducia astratta, ma su garanzie concrete: il collaterale. Immaginate il mercato Repo [2], che è il vero “banco dei pegni” del sistema finanziario globale. Ogni giorno, le banche si scambiano migliaia di miliardi di dollari dandosi in pegno dei titoli, i collaterali, come garanzia per la notte… Se la Banca A presta denaro alla Banca B, vuole in cambio un titolo di Stato di qualità eccelsa. Finché il mercato si fida della qualità di quel titolo, l’ingranaggio gira.

Leggi tutto

Pino Arlacchi: Trump regalerà all’Iran più di un anno del suo PIL

fattoquotidiano

Trump regalerà all’Iran più di un anno del suo PIL

di Pino Arlacchi

La superficialità e l’ignoranza di molti commentatori impedisce loro di valutare le effettive proporzioni del fiasco di Donald Trump in Iran nonché la situazione a dir poco sconcertante creata dai termini dell’intesa di pace in discussione. I 14 punti del Memorandum of understading vengono scorsi senza rendersi conto del peso reale di uno di essi. Quello che riguarda il fondo per la ricostruzione del Paese attaccato dall’operazione “Epic Fury” tra il 28 febbraio e il 17 giugno. “Epic Fury” vuol dire “Furia Epica”. Ma contro chi, in fin dei conti?

Lascia senza parole, in verità, la somma di 300 miliardi di dollari che gli Stati Uniti si impegnano a convogliare in Iran per la ricostruzione del Paese. Il Pil dell’Iran, infatti, ammonta esattamente a questa cifra, a cui vanno aggiunti i fondi derivanti dalla riduzione delle sanzioni (stimabili in 40-70 miliardi anno), più i 24 miliardi di depositi iraniani congelati finora nelle banche internazionali, più le entrate dei pedaggi futuri su Hormuz. Anche se si materializzerà in forma ridotta, il pool di risorse trumpiane si aggiunge al programma venticinquennale da 400 miliardi di dollari di investimenti cinesi in Iran firmato nel 2021 e in fase di esecuzione. Esso riguarda la ristrutturazione dell’industria degli idrocarburi e la modernizzazione dei trasporti e della manifattura, in cambio di

una fornitura di petrolio stabile e a prezzi scontati.

Leggi tutto

Miguel Martinez: Non c’è più Laicità!

kelebek3

Non c’è più Laicità!

di Miguel Martinez

La signora Anna Maria Cisint è eurodeputata, e già sindaca di Monfalcone.

Una città che ospita un’eccellenza del Made in Italy, anzi un player mondiale, le officine di Fincantieri. Made in Italy non solo si dice in una lingua che non è l’italiano, ma si fa con braccia non italiane. Infatti, il segreto di tanto success ce lo rivela Gianni Barbacetto. La Fincantieri ha tagliato del 75% la manodopera diretta, creando una rete di subappalti che ha ridotto il costo del lavoro del 50 per cento. 1600 lavoratori nei cantieri sono dipendenti Fincantieri,

“Gli altri, spiega il segretario provinciale della Cgil Thomas Casotto,
“lavorano per 400 ditte che spesso applicano condizioni di lavoro semilegali o del tutto illegali: precariato, minacce, ricatti, caporalato; e paga ‘globale’ (che cioè mette insieme e forfetizza ferie, straordinari, malattia, tredicesima, tfr, permessi, infortuni: di fatto azzerandoli). È successo anche che il ‘padrone’ consegni una busta paga di 1.500 euro e poi pretenda di andare con il dipendente al bancomat, facendosi restituire 500 euro in contanti”.

Non sorprenda quindi che nei cantieri lavorino operai di 67 paesi diversi, tra cui spiccano 7.076 bengalesi. Che faticano e rischiano la vita, ma non votano e non saprebbero come spiegarsi a un avvocato.

Ora, il partito di Anna Maria Cisint si trova al governo, e recentemente, proprio quel governo ha autorizzato l’ingresso di 500mila lavoratori extracomunitari per il triennio 2026-28.

Leggi tutto

Alessandro Volpi: I titoli tecnologici non sono crollati “solo” per lo scetticismo verso l’intelligenza artificiale

altreconomia

I titoli tecnologici non sono crollati “solo” per lo scetticismo verso l’intelligenza artificiale

di Alessandro Volpi

A fine giugno il mercato azionario statunitense è stato attraversato da una fase di forte volatilità che ha coinvolto in particolare le Big Tech, a partire da Nvidia. Una crisi innescata in realtà dal veicolo che ha gonfiato quella bolla, ovvero l’investimento passivo in Etf, e che ora sta funzionando al contrario. Affidare pensioni e sanità di fasce crescenti di popolazione a meccanismi del genere è una follia. L’analisi di Alessandro Volpi.

* * * *

A giugno 2026 il settore Big Tech sta attraversando una fase di forte volatilità, con i titoli dei cosiddetti “Magnifici sette” (e nuovi protagonisti come SpaceX) che hanno registrato perdite significative, entrando ufficialmente in territorio di correzione con un calo superiore al 10% dai massimi. Segue una panoramica dei titoli più colpiti.

Partiamo proprio da Nvidia. Dopo una corsa senza precedenti, il titolo ha subito cali giornalieri superiori al 4% a fine giugno. Gli investitori temono che la domanda di chip Ai possa aver raggiunto un picco temporaneo. Vale la pena ricordare che questo titolo è presente in praticamente tutti i fondi pensione degli italiani.

Alphabet (Google) è in forte perdita (circa -5% in sessioni recenti) a causa di preoccupazioni interne alla divisione Ai, acuite dalla partenza di ricercatori di alto profilo tra cui John Jumper, premio Nobel per la Chimica nel 2024, che ha lasciato per Anthropic.

Leggi tutto

 


Sharing