“Definire l’obiettivo e organizzare il Movimento”

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Lo avevamo già detto nei nostri commenti degli ultimi tempi: il tentativo di passare all’incasso (alle elezioni) prima di chiarire obiettivi e strategia fa parte di quella deprecabile tradizione del minoritarismo di sinistra che non è riuscito mai ad emergere come solido riferimento politico.
Puntualmente la storia si sta ripetendo e a iniziare le danze, cogliendo di sorpresa quelli che già in un loro convegno preconizzavano che dalle piazze si dovesse entrare in Parlamento, è stato il prof. D’Orsi che con la proposta di creare un’AGORÀ ha di fatto deciso di creare qui e subito un movimento politico in vista delle elezioni del 2027.

La storia però non è finita qui, perchè altri soggetti si stanno scaldando sulla pista. Si è capito infatti che la dialettica politica tra i vari soggetti in campo non si esaurisce nelle dichiarazioni dei “4 dell’Ave Maria” (parliamo di Conte, Schlein, Bonelli e Fratoianni) e che il popolo italiano ha bisogno di certezze per dare il voto in funzione di una alternativa al governo Meloni. Conoscendo la logica del campo largo, i dubbi e le critiche sono molte e spingono i ‘soliti noti’ a soluzioni elettorali farlocche, nell’illusione di poter catturare la vasta platea dei critici del sistema.

Non si sono accorti costoro, legati a vecchi schemi, che la situazione li ha sopravanzati da tempo e che nel paese è aperto un dibattito sul valore della Costituzione come punto di riferimento di quanti aspirano al cambiamento e dunque in molti settori della società italiana sta emergendo un’indicazione sul che fare? che riscuote consensi e sta diventando un obiettivo di senso comune.

Prendiamo ad esempio i due articoli usciti su”Il Fatto quotidiano” il 5 e il 7 luglio a firma di Domenico Gallo [qui] e di Roberto Scarpinato [qui]. Il primo è molto chiaro già dal titolo: UNITI PER LA COSTITUZIONE. DUNQUE: NO ALLA GUERRA. Gallo parla di principi costituzionali, ma alla fine va al dunque e dice che Costituzione significa rifiuto delle guerre, anche per evitare di rimanere sulla Costituzione al livello della retorica mattarelliana.

Non meno importante è l’articolo di Roberto Scarpinato che agli smemorati della sinistra ‘alternativa’ ricorda che l’attuazione della Costituzione è parte del processo storico del cambiamento dell’Italia e che fin dal dopoguerra si è sviluppata una campagna accanita delle forze reazionarie per cambiare il corso della storia italiana impedendone l’attuazione, dalla strage siciliana di Portella della Ginestra al luglio’60 di Tambroni al periodo stragista degli anni ’70 e oltre.

Il dibattito dunque va avanti e la coscienza dell’obiettivo si allarga.

Per questo stiamo insistendo da tempo e per tempo su un lavoro di ricucitura di un tessuto che definisca la prospettiva politica da qui alle elezioni del 2027. Sappiamo tutti che cosa comporta lasciare la conduzione della battaglia, assolutamente necessaria, per un’alternativa al governo Meloni in mano ai fautori del campo largo e ai sostenitori dell’Europa imperiale. Ma questo non ci porta a chiudersi in una prospettiva minoritaria, semmai ci induce a rafforzare l’impegno perchè le tendenze positive che stanno emergendo diventino egemoniche nei contenuti e trovino la forma organizzativa per spingere in avanti la situazione.

Bisogna dunque impedire che i dubbi e le perplessità su come affrontare la prova del 2027 prevalgano e si ritorni a logiche di nicchia o alla politica del meno peggio. E bisogna avere fiducia sul fatto che, se insistiamo, possiamo farcela. Questo ottimismo potrà contagiare quei milioni di persone pronte a rimanere o ritirarsi nell’Aventino elettorale. Ma le esortazioni retoriche non servono, ci vuole il coraggio delle idee e della prospettiva concreta su cui lavorare.

Forum Italiano dei Comunisti – 10/07/2026

forumdeicomunisti.it/edit116_definire_obiettivo_organizzare_movimento.html


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