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Caro lettore, Cara lettrice
Questa settimana la Spagna sta affrontando una nuova emergenza migratoria dopo l’arrivo, in poche ore, di migliaia di persone a Ceuta, l’enclave spagnola in territorio marocchino da anni al centro delle tensioni tra Madrid e Rabat.
Almeno 54 migranti sono morti annegati nel tentativo di raggiungere la città, mentre il governo spagnolo ha disposto l’invio di truppe per rafforzare il controllo dell’area.
Sul piano politico interno, le opposizioni di destra accusano l’esecutivo guidato da Pedro Sánchez di eccessiva debolezza nella gestione delle frontiere. La crisi ha avuto ripercussioni anche sul piano diplomatico. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani si è detto favorevole alla sospensione dello spazio Schengen nei confronti della Spagna, dichiarazione che ha provocato l’immediata reazione del ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, che ha definito le parole del collega italiano “inaccettabili” e ha convocato l’ambasciatore italiano a Madrid. Venerdì 31 luglio l’Italia ha confermato la sospensione dello spazio Shengen, reintroducendo i controlli alle frontiere.
Passando alla Cina, Pechino ha deciso di rinunciare alla partecipazione alla nuova competizione organizzata dalla FIFA, l’Asean Cup, preferendo concentrarsi sulla preparazione in vista della Coppa d’Asia e delle qualificazioni ai Mondiali del 2030. Tra settembre e ottobre la nazionale cinese prenderà parte a un torneo amichevole a Chongqing, dove affronterà Uzbekistan, Corea del Nord, Tagikistan e Palestina. La scelta è stata interpretata come un segnale di distanza nei confronti della crescente espansione del calendario internazionale promosso dalla FIFA e, al tempo stesso, come la volontà di mantenere rapporti sportivi con Paesi che si trovano in una posizione di isolamento sul piano internazionale.
In Myanmar almeno otto civili, tra cui tre bambini, sono stati uccisi in un bombardamento condotto dalla giunta militare nel villaggio di Ley La Myoung, nella regione di Bago. L’attacco, avvenuto il 25 luglio, si è sviluppato in due fasi: inizialmente sono state sganciate bombe da 250 libbre, seguite alcune ore più tardi da un secondo bombardamento dell’area e da raffiche di mitragliatrice contro il centro abitato, che conta circa 6.000 residenti. Le vittime appartenevano a due famiglie e comprendevano tre bambini e un adolescente di età compresa tra i 7 e i 18 anni. Le immagini diffuse dopo l’attacco mostrano abitazioni civili e una chiesa gravemente danneggiate.
Negli Stati Uniti il Senato ha approvato l’avanzamento di un nuovo disegno di legge sulle sanzioni contro la Russia, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky assisteva alla votazione dalla tribuna di Capitol Hill durante la sua visita a Washington per i funerali del senatore Lindsey Graham, al quale il provvedimento è stato intitolato. Il testo, approvato con 86 voti favorevoli e 12 contrari, prevede nuove sanzioni nei confronti di funzionari e aziende russe e attribuisce al presidente Donald Trump la facoltà di imporre dazi fino al 100% ai Paesi che acquistano energia dalla Russia, con l’esclusione degli alleati NATO. La proposta originaria avanzata da Graham lo scorso anno prevedeva tariffe fino al 500%. Parallelamente, Zelensky ha annunciato di aver ottenuto da Trump un impegno per rafforzare la difesa aerea ucraina. In un’intervista a Fox News ha dichiarato che gli Stati Uniti concederanno a Kiev le licenze necessarie per produrre localmente i sistemi Patriot, accelerando così la disponibilità degli intercettori. Il presidente ucraino ha inoltre riferito di aver incontrato i vertici di alcune delle principali aziende statunitensi della difesa per discutere possibili programmi di coproduzione militare.
Ci sentiamo il prossimo sabato!
Raffaele Riccardo Buccolo
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