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| L’incendio che ha costretto oltre 400 persone a lasciare le proprie case ha generato una mobilitazione straordinaria in tutta Roma, a partire dall’Esquilino, dove si è attivata una vasta rete di accoglienza e sostegno. Associazioni, cittadine e cittadini stanno dimostrando la forza concreta della solidarietà e della cura reciproca. La questione di Spin time non riguarda solo il destino di un singolo edificio. Interroga il modo in cui Roma affronta il diritto all’abitare e le fragilità sociali. Interroga la capacità della città di riconoscere e valorizzare le esperienze che, negli anni, hanno costruito servizi, cultura, mutualismo nei quartieri. Interroga l’idea stessa di città che vogliamo costruire |
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| Ciò che lega gli incendi che hanno devastato, e continuano a farlo, diverse regioni della Spagna con quanto accaduto a Ceuta è la solidarietà e l’impegno, poco raccontato, di migliaia di persone comuni. Stanno salvando il mondo |
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| La questione migrante non riguarda l’ordine pubblico. È una questione sociale e politica: riguarda la libertà di movimento, l’irrisolta eredità del colonialismo, nel caso di Ceuta anche le relazioni tra Spagna, Marocco e Algeria |
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| Qualcuno taglia la legna con cui si accenderanno i fuochi che scalderanno mani e pentole nei campi. Altri tagliano verdure e lavano pentoloni enormi. Altri ancora mettono da parte qualche giocattolo e molti vestiti. Ma ci sono pure collettivi che si occupano di diritti, oppure che pensano alle schede SIM da distribuire o a documentare le violenze della polizia e a segnalare la presenza dei fascisti. “È qui che bisogna stare”, scrive Luciano Ummarino in questo diario da Calais, in Francia, a 33 chilometri dall’Inghilterra, dove un gruppo di persone di Casetta Rossa Spa, spazio sociale autogestito di Garbatella, a Roma, è andato per portare un solidarietà ai migranti. “Su una parete bianca, in fondo alla spiaggia di Calais, c’è un murale di Banksy. Una bambina, la valigia appoggiata a terra, guarda con un cannocchiale verso l’Inghilterra. Sopra di lei, appollaiato sull’obiettivo, un avvoltoio aspetta. Quello sguardo non appartiene solo a Calais. Si posa sull’Evros e sull’Egeo, tra la Turchia e la Grecia. Attraversa il canale di Sicilia, davanti a Lampedusa. Si perde nel deserto tra il Messico e gli Stati Uniti, o si ferma contro il filo spinato di Ceuta, tra il Marocco e la Spagna” |
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| L’ultimo rapporto di Reaching Critical Will, il programma per il disarmo della Women’s International League for Peace and Freedom, è dedicato all’analisi degli impatti di genere della militarizzazione dei sistemi ad alta intensità di dati. Sulla base di un’ampia mole di fonti, il rapporto offre un quadro dei caratteri, degli scopi e dell’utilizzo di questi sistemi che stanno incrementando la violenza statale sia in ambito militare che civile. Inasprendo la sorveglianza, la discriminazione, la detenzione, la deportazione, la violenza statale si ripercuote in particolare su coloro che già subiscono varie forme di ingiustizia nella vita quotidiana: donne, minoranze etniche, persone LGBTQ+ |
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| La verità si definisce attraverso la possibilità dell’errore. E ora, con l’AI? |
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| La gestione nonviolenta dei conflitti si insegna facendola, non predicandola |
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