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È aperta la call per spettacoli da inserire nella Nuova Stagione della Rassegna di Teatro Civile del Sereno Regis “Scenari di Storia collettiva“. La call è rivolta a singoli, collettivi, compagnie teatrali.
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Un mondo senza Israele sarà più al sicuro e più pacifico?
Maung Zarni
Nessun essere umano, ebreo o meno, che desideri vivere in pace e armonia con gli altri, può più girellare attorno ai temi di portata globale dei Suprematisti Ebrei in cerca di attuare “Mein Kampf a rovescio”. Specificamente, non c’è assolutamente alcun rifiuto del tentativo dei sionisti alla guida d’Israele di controllare le istituzioni globali, compresi i mass media e i meccanismi di giustizia globale, nonché le narrazioni sull’Olocausto in Palestina…leggi tutto>> |
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Spin Time, quando un rione diventa comunità
L’incendio che ha costretto oltre quattrocento persone a lasciare le proprie case ha generato una mobilitazione straordinaria in tutta Roma, a partire dall’Esquilino, dove si è attivata una vasta rete di accoglienza e sostegno. Associazioni, cittadine e cittadini stanno dimostrando la forza concreta della solidarietà e della cura reciprocaleggi tutto>> |
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Cosa ha ottenuto il “Cockroach Party” indiano — e cosa succederà ora
Gaurav Kumar
Trentasei giorni dopo che una battuta sugli “scarafaggi” si è trasformata in un movimento giovanile, il ministro dell’Istruzione indiano se n’è andato. Il 25 luglio, Dharmendra Pradhan si è dimesso dopo settimane di proteste contro le carenze del sistema degli esami pubblici e le richieste di responsabilità politica.
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Quelli che seminano vento…
Marco Revelli
Quelli che seminano vento… e raccolgono tempesta. Quelli che devastano interi territori e accusano chi gli resiste di devastazione. Quelli che preparano la guerra e accusano gli altri di essere violenti. Quelli che accusano di terrorismo gli indignati che protestano, essendo loro, i potenti d’ogni colore, terrorizzati all’idea che la gente capisca i loro giochi perversi, e reagisca.
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Resist to exist oppure exist to resist? La voce della Valle del Giordano attraversa l’Italia
Gigi Eusebi
Nelle tappe finali in varie città del tour di testimonianze dalla Palestina occupata (tra cui Roma, Pistoia, Udine, Trieste, Milano, Sondrio), incontro Rasheed Khudeiri (dopo più di un anno dall’ultimo periodo vissuto in loco con la campagna di interposizione chiamata Faz3a, ndr.), agricoltore e storico coordinatore del movimento Jordan Valley Solidarity (JVS).
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Tre anni dopo il colpo di Stato in Niger. Il silenzio diventa complice
Mauro Armanino
Ho vissuto una trentina d’anni in Africa occidentale come missionario. Dapprima laico e successivamente come membro della Società delle Missioni Africane. La Costa d’Avorio, con il passaggio dal partito unico al multipartitismo. La Liberia, dalla guerra civile di 15 anni alla sua conclusione e infine, il Niger dove ho trascorso 14 anni.
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Il doppio standard nucleare di Washington in Asia occidentale
Vijay Prashad
Il 22 luglio, gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita hanno firmato quello che Washington definisce un «accordo di cooperazione nucleare pacifica».
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“Para bellum”, scegliere tra l’Inferno e la ragione
Roberta De Monticelli
La risposta A Vito Mancuso – che in un mondo senza cielo e legge predica il riarmo necessario – con le parole di Albert Camus: «La pace è la sola battaglia per la quale valga la pena combattere»
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Guerra contro l’Iran: vulnerabilità e future aggressioni
Richard Falk
Nel riflettere su come ripristinare la speranza di evitare ulteriore spargimento di sangue, devastazione e sofferenza derivanti dalla ri-escalation del confronto tra USA/Israele e Iran, è di cruciale rilevanza tenere conto del fatto che la situazione attuale deriva da una guerra di aggressione non provocata iniziata dagli Stati Uniti il 28 febbraio e alla quale Israele si è presto unito, riprendendola poi a intervalli successivi.
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Rispetto ai fatti avvenuti in Valle di Susa sabato 25 luglio, che meritano una riflessione profonda e non dettata dall’urgenza giornalistica né dalla necessità di un superficiale schieramento, proponiamo alcune considerazioni anche rispetto all’ordine pubblico.
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Festival dell’Alta Felicità, 10ma Edizione: Non fermerete il vento
Ivan Basadonna
Fatevene una ragione: non fermerete il vento!
«Non siamo terrorist3
Non siamo come i media cercano di dipingerci.
Siamo student3, lavorator3, disoccupat3: siamo persone comuni che si stanno ribellando a questo marcio sistema.
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