Tutti ricordiamo dove eravamo l’11 settembre 2001.
Io avevo sette anni e guardavo la Melevisione. A un certo punto la puntata si interrompe e appare l’edizione straordinaria del Tg3.
Da quel giorno ci è stato consegnato un nemico, e con lui una versione dei fatti che ha giustificato due guerre, i controlli in aeroporto, i bilanci del Pentagono. Venticinque anni dopo, quella narrazione si sta sgretolando.
L’ultimo colpo è un documento di poche settimane fa, passato quasi inosservato. Te ne parlo sotto.
E questa settimana vacilla anche altro.
Haaretz, il più antico e tra i più importanti quotidiani israeliani, rivela che Netanyahu fu avvertito giorni prima del 7 ottobre e non fece nulla.
Il mondo ne è rimasto choccato.
A Roma, nelle stesse ore, il Parlamento discute il DDL sull’antisemitismo, costruito su una definizione molto controversa: qui sotto ne parla il nostro editore, Andrea Pontini.
E la guerra all’Iran, l’ultima delle guerre nate dopo l’11 settembre, presenta il conto agli americani dove non se lo aspettavano.
Intanto a Ground Zero l’11 settembre uccide ancora, nei polmoni di chi respirò le polveri.
Da lì siamo partiti, lì torniamo.