Una dichiarazione di umanità, per Emergency

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UNA DICHIARAZIONE DI UMANITÀ
5x1000
Con la tua firma per il 5×1000 a Emergency puoi costruire ospedali, offrire cure mediche, fare formazione e riconoscere dignità alle vittime della guerra e della povertà.

È questa la nostra dichiarazione di umanità. 

Anche grazie al tuo 5×1000 continueremo a curare bene e gratis chi ne ha bisogno, in Afghanistan, Iraq, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sudan, Uganda e anche in Italia; formeremo il personale nazionale; renderemo concreto, ogni giorno, il diritto alla cura.

Senza discriminazioni.

Lo faremo mettendo in pratica la nostra idea di cura basata sui principi di Eguaglianza, Qualità, Responsabilità sociale.

Donare è semplice, basta indicare il Codice Fiscale 97147110155 sulla tua dichiarazione dei redditi.

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I 12 ANNI DEL NOSTRO CENTRO SALAM 
Master per infermieri al Centro Salam
Ecco i nostri colleghi nazionali e internazionali durante il cambio turno nel reparto di terapia intensiva del Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan, a Khartoum.

L’ultima a destra è Rasha, una dei 14 infermieri studenti del secondo anno del master in terapia intensiva che da poche settimane hanno iniziato il periodo di formazione nel nostro ospedale. Affiancheranno il nostro staff fino a dicembre.

Siamo molto contenti di aver raggiunto questo importante traguardo e di poterlo festeggiare proprio oggi, giorno in cui il nostro Centro di eccellenza festeggia 12 anni di attività.

Dal 2007 abbiamo curato oltre 75 mila pazienti ed effettuato 8 mila operazioni chirurgiche, nell’unico ospedale di cardiochirurgia totalmente gratuito in un’area abitata da oltre 300 milioni di persone. La data di oggi ci fa guardare indietro, a quando abbiamo iniziato.

Questa foto, invece, proietta il nostro sguardo verso il futuro, che avrà sempre, anche grazie a giovani infermieri come Rasha, un unico obiettivo: curare chi ha bisogno, dove c’è bisogno.

 

RICONOSCI LA BAMBINA DI QUESTA FOTO?
Peace insieme al cardiochirurgo Juha
Si chiama Peace e abbiamo raccontato la sua storia, e quella di sua madre Miriam, a gennaio.
Peace era affetta da una patologia cardiaca, prima di essere trasferita dalla Nigeria ed essere operata nel nostro Centro “Salam” di cardiochirurgia in Sudan.
Qui offriamo cure gratuite ai pazienti provenienti da tutta l’Africa.
A cinque mesi di distanza l’abbiamo incontrata di nuovo.
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INIZIATIVE
“PE’ STRADA” MUSICA E PAROLE PER EMERGENCY 
Locandina
Il 27 e il 28 aprile ti aspettiamo a Roma in Piazza del Popolo con “Pe’ strada”. Saliranno sul palco i più importanti musicisti jazz del panorama italiano insieme alla nostra presidente Rossella Miccio e al fondatore Gino Strada. 
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TUTTE LE INIZIATIVE DEI NOSTRI VOLONTARI
I banchetti di EMERGENCY
Banchetti, eventi, incontri di approfondimento… Sul nostro sito puoi trovare tutte le iniziative organizzate dai nostri volontari in Italia e sapere dove incontrarli per avere informazioni sulle attività umanitarie di Emergency.
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Emergency – Via Santa Croce 19 – 20122 Milano Tel (+39) 02 881881 Fax (+39) 02 86316336

Negato accesso al CARA di Mineo al team medico-psicologico di Medu

Negato l’accesso al team medico-psicologico di Medu presso il CARA di Mineo, dove si reca un giorno a settimana da quattro anni, per portare assistenza medico-psicologica alle persone sopravvissute a tortura e trattamenti inumani e degradanti nei paesi di origine e lungo le rotte migratorie.

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“Oggi mi sento più sicura, e amo il mio lavoro”

“Incontriamo Gulstan, 20 anni, nel laboratorio di sartoria del Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale: è qui che ha imparato il suo lavoro e dove è diventata una sarta professionista. Uomini, donne e bambini vittime di guerra rappresentano la maggioranza dei pazienti che riceviamo e assistiamo nel Centro”.

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Padova, piazza principale della Giornata della Memoria e dell’Impegno

Il 21 marzo rappresenta “sempre la tappa di un impegno che dura 365 giorni all’anno nelle scuole, nelle università, nelle associazioni, nelle parrocchie e dovunque i cittadini vivono quella responsabilità per il bene comune che è il primo antidoto al male delle mafie e della corruzione”.

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“Sono tutte le donne che curano e che curiamo ogni giorno”

“Sono le nostre infermiere, fisioterapiste, psicologhe, pediatre, anestesiste, ginecologhe, ostetriche, promotrici sanitarie, coordinatrici, amministratrici, cuoche, volontarie… Ma sono anche le nostre pazienti, piccole o grandi, che tutti i giorni vedono e subiscono le conseguenze della guerra e della povertà”.

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“Siamo contenti di continuare a far parte della sua vita”

Puoi riconoscerlo dalla sua immancabile kefiah e dal bastone di legno con cui si aiuta per camminare. Si chiama Aziz Ahmed, ma nel Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale di Emergency, in Iraq, tutti lo conoscono come “Mam Aziz”, lo “zio Aziz”.

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“Ogni paziente che riceviamo è una ferita nell’anima”

“Basta guardare le facce delle persone che sono qui e i numeri di questo ospedale per capire questo Paese. Non c’è sicurezza. Le persone hanno perso completamente la speranza, continuano a perdere la fiducia che le cose possano migliorare. Siamo tutti rassegnati. E provo molto dolore.

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“Pietrificato, guardavo i medici e gli infermieri prendersi cura di mio figlio”

“Sembrava un oggetto innocuo, quello con il quale stava giocherellando mio figlio Khudai Noor. Invece, quando è scoppiato, in un attimo l’ho visto in un bagno di sangue. L’ho portato subito al Posto di primo soccorso di Emergency e poco dopo eravamo su un’ambulanza”.

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