Il Papa su cellule staminali, ma dimentica elettrosmog Radio Vaticana

Il Coordinamento dei Comitati Roma Nord prende spunto dalle critiche di Benedetto XVI circa l’uso delle cellule staminali per riaprire lo scottante tema delle radiazioni provocate da Radio Vaticana.

COMUNICATO STAMPA del 19 Novembre 2011

 

RADIO VATICANA. DA QUALE PULPITO VIENE LA PREDICA. SABATO SCORSO IL PAPA E’ INTERVENUTO SULLA RICERCA SULLE CELLULE STAMINALI AFFERMANDO CHE NESSUNA PROMESSA DI SALUTE ATTRAVERSO L’USO DELLE CELLULE STAMINALI EMBRIONALI VALE LA DISTRUZIONE DELLA VITA UMANA. COME SI CONCILIA QUESTA POSIZIONE DEL PONTEFICE CON QUANTO AVVIENE DA DECENNI IN UN ENORME TERRITORIO INTORNO ALLA RADIO VATICANA ?

 

“Ci sono dimensioni dell’esistenza umana – afferma il Papa – che si trovano oltre i limiti di ciò che le scienze naturali sono competenti a determinare. Se tali limiti vengono violati, c’è il serio rischio che la dignità unica e inviolabile della vita umana possa essere subordinata a considerazioni meramente utilitaristiche”.

“Coloro che sostengono la ricerca sulle cellule staminali embrionali nella speranza di raggiungere un tale risultato (“… la cura delle malattie degenerative …”) – continua il Pontefice – commettono il grave errore di negare il diritto inalienabile alla vita di ogni essere umano, dal momento del concepimento alla morte naturale. La distruzione anche di una sola vita umana non può mai essere giustificata nei termini del beneficio che essa un giorno potrebbe portare a un altro”.

Come possono mai conciliarsi queste parole del Papa in difesa della vita umana con le evidenze scientifiche emerse a Roma Nord e nei Comuni limitrofi a seguito dell’indagine epidemiologica svolta per il Tribunale di Roma che ha dimostrato l’esistenza di “un’associazione coerente, importante e significativa” di rischio di morte per leucemia e di rischio di ammalarsi di leucemia, linfoma e mieloma per lunga esposizione residenziale alla Radio Vaticana fino a 12 chilometri di distanza da questa e che, è stato affermato dagli epidemiologi che hanno condotto lo studio, “… l’eccesso di rischio è clamorosamente alto. … L’effetto è molto importante e non può essere dovuto al caso … I risultati ottenuti sono assolutamente impressionanti. … Non siamo stati in grado di trovare un fattore di causa diverso dalla Radio Vaticana. … Non si può non pensare che lì sia successo qualcosa di importante per la vita di quelle persone, che non è spiegabile con altra causa che non siano le emissioni della Radio Vaticana. …” ?

Non è un palese comportamento utilitaristico quello della Santa Sede voler utilizzare la Radio Vaticana anche nel caso di solo sospetto, e non di certezza scientifica peraltro completamente dimostrata dall’indagine epidemiologica, che pur una sola vita umana possa essere distrutta da quelle emissioni ?

 

Non è commettere un grave errore negare il diritto inalienabile alla vita di ogni essere umano voler insistere a mantenere quel sito radiofonico come se nulla fosse successo in almeno trenta anni in quel territorio di Roma Nord e nei comuni limitrofi ?

 

Intanto, a quasi un anno e mezzo dalla conclusione dell’indagine epidemiologica, a nove mesi dalla sentenza definitiva della suprema Corte di Cassazione per il reato di getto pericoloso di cose che ha visto la conferma dell’esistenza di quel reato a carico della Radio Vaticana, pur prescritto a causa dei tempi lunghi della Giustizia italiana (oltre 11 anni), e ad un anno esatto dalla chiusura dell’incidente probatorio nell’ambito del processo indiziario per lesioni e omicidio plurimi colposi, per il quale è stata effettuata quella indagine epidemiologica, siamo ancora in attesa delle decisioni della Procura della Repubblica sul proseguimento giudiziario della vicenda.

 

 

COORDINAMENTO DEI COMITATI DI ROMA NORD

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