“Sarebbe ora di cambiare rotta”

L’8 dicembre delle prime bande partigiane e quello della liberazione di Venaus del 2005 hanno accompagnato la grande manifestazione NoTav. Donne, uomini e bambini ostinati nei loro percorsi con cui creare mondi nuovi.

 

    NEWSLETTER DI COMUNE  

 

IL CIOCCOLATO COMUNE NELLA CALZA
La notizia è delle più ghiotte. No, non si tratta del fatto che gli ordini del cioccolato Comune crescono giorno dopo giorno e hanno già superato le 2.500 barrette. Quello era un successo… scontato, vista la qualità degli ingredienti e la straordinaria storia di chi li produce. Così come lo era il fatto che molte persone singole e diverse esperienze collettive (Gruppi di acquisto solidale, spazi sociali, ecc.) comincino a mettersi insieme, da Palermo a Bruxelles, per fare acquisti collettivi e azzerare il gravoso costo di spedizione. La notizia vera è che, grazie alla disponibilità di Quetzal, siamo riusciti ad avere in extremis una nuova data limite, il 21 DICEM BRE, perché possiate fare un ultimo acquisto nell’anno che se ne va e ricevere il cioccolato in tempo per poter infilare le barrette in ogni calza della Befana che si rispetti. Vogliamo farla finita, una volta per sempre, con il consumo di carbone? Poi, a gennaio inoltrato, contiamo di poter regolarizzare periodicamente ordini e spedizioni in modo di avere davanti un anno intero perché possiate Ribellarvi Facendo Merenda con l’eccellenza di Modica

 


CONTRO IL DOMINIO DELL’AUTOMATICO
Far vedere, far pensare… Pensare è imparare di nuovo a vedere e a prestare attenzione, ma il dominio delle risposte automatiche degli stereotipi ci rende ciechi e ottusi. Come interrompere il suo mandato a vedere solo ciò che si vuol vedere? Dobbiamo imparare a ricreare il nostro sguardo su qualcosa, a vederlo in un modo diverso e prendere in considerazione un altro piano della realtà, quello in cui tutto non è già visto, già sentito, già pensato. Rinominando la realtà, vediamo quel che guardavamo senza vedere nulla e la nostra attenzione si accende
AMADOR FERNÁNDEZ-SAVATER

LE GRANDI DISTRAZIONI DI MASSA
Domande. Possibile che, nonostante tutto quello che accade, dai nostri vocabolari non siano state bandite parole come competitività, profitto e crescita? Possibile che l’ossessione della sicurezza riguardi i profughi in un paese dove ci sono ‘ndrangheta, camorra, mafia e sacra corona unita? Possibile che abbiamo paura di ragionare di reddito di cittadinanza e di patrimoniale? Siamo destinati a restare perdine di un gioco altrui oppure possiamo scoprire che quel gioco dipende anche da noi e dalla nostra capacità di mettere in discussione vocaboli e ossessioni? “Vogliamo guardare in avanti, oltre questo schifo, oltre al cancro che ci assedia, oltre alla retorica padronale della crescita ad ogni costo – scrive Paolo Mottana -, oltre alla professionalizzazione anche dei bambini e delle bambine per renderli da subito soggetti imprenditoriali?…”
PAOLO MOTTANA

QUANDO LA VIOLENZA INDOSSA LA TOGA
Per i molti lettori di Comune che in questi giorni assaggiano le nostre barrette di cioccolato, prodotte a Modica con il cacao della Comunidad de Paz di San José de Apartadó, si tratta di una sorpresa amarissima: Germán Graciano, rappresentante legale dei comuneros, rischia di essere arrestato. Un giudice locale lo ritiene colpevole di aver denunciato la connivenza dell’esercito colombiano con i paramilitari infangandone l’onorabilità. Poco meno di un anno fa, Germán è stato oggetto di un tentativo di omicidio, 16 componenti della sua famiglia sono già stati assassinati. Eppure, quel Tribunale non ammette che si dica una verità che persino la Corte Costituzionale ha riconosciuto più volte. In carcere, la vita di G ermán sarebbe esposta a un nuovo enorme rischio. La Comunità che resiste disarmata da 21 anni alla guerra interna più micidiale degli ultimi decenni resta assediata dai paramilitari e adesso, alla violenza delle armi, si aggiunge quella di una giustizia che, come i serpenti, morde soltanto chi cammina scalzo
MARCO CALABRIA
 

SAREBBE ORA DI CAMBIARE ROTTA

L’8 dicembre delle prime bande partigiane e quello della liberazione di Venaus del 2005 hanno accompagnato la grande manifestazione NoTav. Donne, uomini e bambini ostinati nei loro percorsi con cui creare mondi nuovi. “Per l’ennesima volta hanno detto noi esistiamo, non siamo finti – scrive Chiara Sasso – Siamo ancora qui a ricordare che forse sarebbe ora di cambiare la rotta…”
CHIARA SASSO

8 DICEMBRE, COMUNITÀ IN LOTTA
“Vedendo le immagini, misurando la folla, ho pensato: i No Tav hanno perso…”. Michele Serra, La Repubblica, 10 novembre a proposito dell’iniziativa Sì Tav. Qui un racconto fotografico sulla manifestazione di Torino (foto di Luca Perino) e di Melendugno (foto di Mamme No Tap)
FOTO

TAV. LA DITTATURA DELL’IGNORANZA
L’Italia deve ripartire, andiamo avanti. La retorica dei sostenitori politici e mediatici del Si Tav è disarmante. Nessuno entra ormai nel merito delle questioni di cui parla. Sarebbe sconveniente, d’altra parte, ammettere come le Grandi Opere inutili siano la quintessenza di quel capitalismo finanziario, estrattivo e predatorio – e parassitario nei confronti dello Stato – che si maschera dietro il termine neoliberismo. La dittatura dell’ignoranza è il titolo di un libro in versi di Giancarlo Majorino che Viale ha preso in prestito anni fa per designare il “liberismo” o “neoliberismo” del giorno d’oggi. Quel neoliberismo ha bisogno di una rappresentazione della realtà falsa, che impedisce di vedere e capire quello che ci sta intorno. Genera e prospera nell’ignoranza. Ed è una dittatura, perché questa visione viene imposta come “pensiero unico”, travalicando l’ambito delle discipline e delle attività economiche per imporre una “cultura” della competizione universale. Andiamo avanti e schiantiamoci!
GUIDO VIALE

IL TEMPO STA PER SCADERE
Nell’epoca dell’informazione in tempo reale e del mito dell’alta velocità si potrebbe definire buffo, se non fossero tragiche le conseguenze, il ritardo con cui gli Stati decidono qualcosa per ridurre il cambiamento climatico. La preparazione dell’ultima Conferenza sul clima, ad esempio, è partita con la consapevolezza che l’Accordo di Parigi da rendere operativo è comunque inadeguato per la velocità dei cambiamenti in corso: lo dimostrano, tra l’altro, gli impatti degli eventi meteorologici estremi recenti che hanno devastato la California, lo stato indiano del Kerala, la Grecia il nord d’Italia, il Giappone. Non ci sono alternative: occorre spingere verso una trasformazione energetica globale immediata (in particolare per ridurre le emi ssioni nei settori dell’energia e dei trasporti, degli edifici e dell’industria) grazie a coinvolgimento di cittadini, settori privati e istituzioni
ROBERTO BARBIERO
 

UN CLIMA DI GRANDE INGIUSTIZIA
Dopo due secoli di ingiustizie climatiche, è tempo che i paesi ricchi facciano spazio per i miliardi di persone che nel Sud del mondo non hanno ancora accesso ai servizi fondamentali sanciti dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile formulati dall’Onu nel 2015. L’idea che i paesi poveri possano seguire la stessa traiettoria di industrializzazione tracciata dall’Occidente così che un giorno tutto il mondo possa avere lo stesso attuale stile di vita dell’europeo medio dimostra la follia del nostro presente sistema economico. Questo implica una riduzione drastica dell’impronta di carbonio nei paesi ricchi per assicurare giustizia fra i popoli su di un pianeta dal clima sempre più fragile. Intanto, dovremmo cominciare a registrare le emissioni non in funzione della produzione ma piu ttosto del consumo di merci, in modo che il bilancio del carbonio destinato ai paesi che non hanno affermato il loro sviluppo economico non sia interamente assorbito dalle merci per l’esportazione
RICCARDO MASTINI

GILET GIALLI, DECRESCITA E DISUGUAGLIANZE
Cosa si nasconde dietro un movimento così eterogeneo e così ostile all’ordine stabilito? Nel movimento della decrescita francese c’è chi si interroga senza ingenuità e presunzione rispetto ai Gilet gialli. La grande protesta nasce prima di tutto da migliaia di persone che non possono soddisfare i bisogni essenziali per una vita dignitosa. Naturalmente l’ecologia punitiva e socialmente ingiusta imposta dal governo è lontana dalla convivialità e dal “ben vivere” sostenuti dai movimenti della decrescita. Si tratta allora di accettare la complessità e di non rifiutare la rabbia esplosa contro il vecchio mondo, c’è bisogno di scendere nei luoghi d’incontro, con umiltà e una grande disponibilità all’ascolto, per far conoscere esperienze e proposte che conciliano i vincoli ecologici con la giustizia sociale. Si tratta di imparare a dialogare e sperimentare nuove forme di solidarietà con le persone comuni
AA.VV.

LA LINGUA VARIOPINTA DI DEFENSA ZAPATISTA
Ci sono stati giorni, non molte lune fa, in cui la bambina Difesa Zapatista decise di esprimersi verbalmente solo nominando i colori. Faceva a pezzi, così, la scienza del linguaggio. E poi grandi detective e ribelli mascherati alle prese con il misterioso caso delle mantecadas scomparse in un libro che non racconta un mondo nuovo, perché parla di qualcosa di ancora più terribile e meraviglioso: della sua possibilità di esistere
COOP. REBELDE NAPOLI

EDUCAZIONE SCONFINATA
La campagna “Mille scuole aperte per una società aperta” è iniziata il 10 dicembre e durerà per tutto l’anno scolastico. Insegnanti ed educatori che hanno progettato o stanno realizzando percorsi di educazioni ai diritti, alla cittadinanza, allo studio delle migrazioni e alla comprensione delle diverse realtà del mondo, possono raccontare ciò che stanno realizzando nelle scuole o in altri luoghi educativi (scrivendo il titolo e una sintesi di ciò che stanno facendo in una piattaforma). “Vogliamo dare un nome alle mille e più scuole che stanno realizzando percorsi di ‘educazione sconfinata per l’infanzia, i diritti, l’umanità’ – scrive il Tavolo SalatMuri – Cominciare a comporre una s orta di catalogo, che potrà poi arricchirsi, trasformandosi in un repertorio di pratiche per saltatrici e saltatori di muri…”
FRANCO LORENZONI

I MURI ITALIANI DI SALVINI
“…Il nostro paese sta tirando su i muri. È un gioco suicida. Che però gli fa accumulare una montagna di voti. Tanti punti come al supermercato – scrive Ascanio Celestini – Salvini si merita un’aspirapolvere in omaggio. E Di Maio un asciugacapelli. Io me li immagino così. Me li immagino come ragazzini che dicono tutte quelle cose orrende solo per accumulare punti. Che si vanno a vedere quanti like gli mettono gli italiani sulla pagina Facebook. Quanti voti prenderebbero se si votasse ‪domattina‬. E intanto c’è la gente che soffre per davvero. Che muore. Lo fanno solo per questo motivo? Per accumulare punti? No. È una visione del mondo che cercano di far passare…”
ASCANIO C ELESTINI

LA RUSPA NEL PRESEPE
“Io la vedo la povertà. Posso girarmi dall’altra parte. Pensare che non mi riguardi. La vedo negli occhi di alcuni bambini – scrive Penny, maestra e scrittrice – Possiamo dirci che lontano da qui non ci sono guerre. Che non c’è dolore. Nemmeno fame. È tutta un’invenzione. Possiamo abbattere con le ruspe. Rispedire lo straniero al mittente. La povertà lontano. Dove non dà fastidio. Dove non la vediamo… Penso ai presepi nelle case dei politici, di tutti noi…. Buon Natale a tutti. Buon decreto sicurezza a tutti…”
PENNY

NEL NOME DELLE MADRI. LAURA
In questi sei anni, non sono stata mai creduta, le violenze subite screditate, negate, minimizzate; mio figlio non è stato mai creduto e siamo sempre stati valutati e giudicati da soggetti aderenti alla teoria dell’alienazione genitoriale, pertanto da vittima sono stata descritta e considerata io la carnefice e mio figlio considerato come un bambino privo di proprie volontà e di diritti. Laura racconta come, dopo la separazione, è passata dalla violenza dell’ex convivente (giudicata “conflittualità”) a quella delle istituzioni e dei servizi sociali. Una piccola storia ignobile che minaccia da troppo tempo di calpestare il diritto alla felicità di un bambino e della sua mamma
DALE ZACCARIA

QUEI DONI DIMENTICATI DEI CONTADINI INGEGNERI
Dobbiamo smettere di pensare ai terrazzamenti della Liguria soltanto come elemento del paesaggio. Quei muretti fatti con le pietre trovate sul posto o camallate dal fondo valle per essere posate, l’una sull’altra, a secco e con sapienza, ricorda Massimo Angelini, sono prima di tutto “un’impresa di ingegneria ambientale che non conosce uguali, e ancora oggi, pur nel parziale e progrediente abbandono, testimoniano un genio che non è secondo a quello dei costruttori delle grandi piramidi… Nelle fasce c’è la storia di un’economia fondata sulla penuria delle risorse, di un’agricoltura strappata a una terra magra…”
MASSIMO ANGELINI

UN MONDO ALLA ROVESCIA
Il Mediterraneo divenuto una fossa comune scavata nella e dalla democratica Europa, la criminalizzazione delle Ong e dei “sindaci buonisti”, il capitalismo delle piattaforme e il precariato a vita, le crescenti spinte sovraniste, le guerre commerciali e quelle tecnologiche, la povertà strutturale e la beffa del reddito gialloverde, e ancora il business di morte connesso alle industrie e all’export bellico (anche italiano, come nello Yemen), il capitalismo estrattivo e il riscaldamento globale, i profughi ambientali … ma anche le ribellioni dal basso: sono tanti e intrecciati i fili delle analisi contenute nel 16° Rapporto sui Diritti Globali Un mondo alla rovescia, a cui ha collaborato anche quest’anno la redazione di C omune con interventi di Ascanio Celestini, Amador Fernández-Savater, Mauro Biani, Chiara Sasso, Paolo Mai, Laura Fano, Daniele Barbieri, Caterina Amicucci, Deborah Lucchetti, Marco Calabria, Riccardo Troisi, Gianluca Carmosino. Il Rapporto, di prossima uscita, sarà presentato a Roma venerdì 14 dicembre. Vi aspettiamo
R.C.

 

RIBELLARSI FACENDO, APPUNTAMENTI CONSIGLIATI:

10 DICEMBRE, ITALIA. DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI
In piazze, scuole, luoghi di lavoro, iniziative per i 70 anni della Dichiarazione

10 DICEMBRE, FRANCOFORTE. LA GERMANIA CON RIACE
Rete dei Comuni solidali in iniziative contro l’UE che respinge i profughi

11 DICEMBRE, PERUGIA. CLIMA E AMBIENTE
Incontro con Luca Mercalli

11 DICEMBRE, NAPOLI. PARTE IL DOPOSCUOLA GRATUITO
Nello spazio autogestito Sopra San Laise di Bagnoli

12 DICEMBRE, LIVORNO. LA GUERRA NELLO YEMEN CI RIGUARDA
No all’uso del porto di Livorno per la guerra: presidio

13 DICEMBRE BOLOGNA. MERCATO DI CAMPI APERTI E @XM24
Mercato contadino bio, a chilometro zero e autogestito.

14 DICEMBRE, ROMA. UN MONDO ALLA ROVESCIA
Presentazione del Rapporto Diritti Globali 2018

 

 

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