5G, sindaci ancora contrari

‘Governo, Sindaci e 5G’ è il tema della nuova intervista di Maurizio Martucci su la Casa del Sole Tv per la rubrica ‘Allerta 5G’. Ci si è fermati a oltre 600 Comuni italiani ufficialmente contrari allo tsunami elettromagnetico del 5G, un dato unico al mondo, che hanno approvato atti amministrativi e ordinanze sindacali per la moratoria e la precauzione, in difesa della salute pubblica e dell’ecosistema. Il Piano Colao nella norma contenuta nel Decreto Semplificazioni convertito in legge, ha impedito ai Comuni di continuare a prendere posizione, nonostante le competenze sanitarie sui territori restino in capo ai Sindaci e in assenza di dati certi e studi sugli effetti a medio-lunga termine di una sommatoria multipla e cumulativa di radiofrequenze pensate per l’Internet delle cose. “Non è ammissibile che il Sindaco sia esautorato di poteri, anche perché Regolamento e Piano di Localizzazione Antenne consentono sempre all’industria di avere l’ultima parola sul sito dove installare o meno l’antenna in un luogo ritenuto strategico. Le legge è tutta in favore delle compagnie telefoniche”, queste le parole di Domenica Spinelli, Sindaco di Coriano, sulle colline della riviera romagnola in provincia di Rimini, tra le centinaia di primi cittadini contrari alle spericolate politiche del wireless promosse dal Governo Conte: “Il problema antenne riguarda tutta Italia e non ha colori politici – ha aggiunto il Sindaco di Coriano, dichiarandosi in prima linea per la costituzione di una Rete Nazionale dei Sindaci per ottenere il riconoscimento del ruolo di autorità sanitaria e di una discrezionalità politica nel posizionamento di infrastrutture così impattanti.”

 

5G, il 1° Novembre disobbedienza civile in Italia con lo sciopero digitale

5G, App Immuni e Covid Pass minacciano salute, diritti e libertà. 

Disconnessi Day, il 1° Novembre disobbedienza civile in Italia con lo sciopero digitale

I piani del Governo e del Forum Economico Mondiale confluiscono nell’iperconnessione permanente della società come progetto di sorveglianza globale e deriva elettromagnetica per minare salute, diritti e libertà dei cittadini, legate ad applicazioni per Smartphone, algoritmi, 5G, Big Data e Intelligenza Artificiale.

Noti i pericoli socio-sanitari e ambientali delle radiofrequenze onde non ionizzanti usate per lo scambio dati e le comunicazioni mobili senza fili, è risaputo come le irradiazioni wireless siano tra gli agenti cancerogeni riconosciuti dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, risultando in numerosi studi con revisione paritaria disponibili in letteratura biomedica come interferenti ambientali tossici correlati a numerose malattie. Eppure, tra negazionismo e mistificazione dell’evidenza, avanza la sperimentazione dei progetti 5G, App Immuni e CommonPass Covid che ora rischiano di replicare in Italia il modello tecnodittatoriale cinese delle Smart City e del Sistema di Credito Sociale, dove la vita di ogni singola persona è vincolata e percepita esclusivamente in funzione della tecnologia, al di fuori di qualsiasi contesto democratico e di libera scelta.

Immuni è un’applicazione per Smartphone pensata per gestire l’emergenza Covid 19: è in grado di identificare, geolocalizzare e tracciare gli spostamenti degli utenti con esposizioni cosiddette a rischio. Dopo una prima fase di prova non vincolante, adesso il Governo vuol renderla obbligatoria nonostante i pericoli di sovraesposizione elettromagnetica nell’uso compulsivo di devices, le falle del software, i rischi di cyber-sicurezza e privacy nella sorveglianza della popolazione.

Il Forum Economico Mondiale, cartello economico-finanziario tra le più potenti e influenti multinazionali al mondo riunite per la cooperazione pubblico-privato, sostiene poi lo sviluppo e il lancio del CommonPass Covid, un vero e proprio passaporto sanitario digitale. Si tratta di un’applicazione finalizzata a mappare, controllare e monitorare i cittadini nei viaggi internazionali e nell’attraversamento delle frontiere nel mondo. L’obiettivo prevede che senza, nessuno potrà più viaggiare all’estero, pregiudicando così i diritti del passeggero e di libera circolazione e soggiorno previsti invero nei trattati internazionali.

Per denunciare le insidie socio-sanitari e ambientali nell’overdose multipla e cumulativa del wireless, i lati oscuri della società digitale 5G e la deriva liberticida nascosta nelle più innovative applicazioni smart, Alleanza Europea Stop 5G proclama per ogni primo giorno del mese lo “STOP 5G DISCONNESSI DAY, GIORNATA EUROPEA DI SCIOPERO DIGITALE”, un’iniziativa di sensibilizzazione sociale pensata per la prevenzione del danno da elettromagnetismo e l’autodeterminazione digitale, rivendicando la libera scelta nel Principio di Precauzione e nel Servizio Universale di Comunicazione l’uso di strumenti tecnologici alternativi e sicuri, ovvero rispettosi per l’umanità, l’ecosistema, i diritti e le inviolabili libertà.
Domenica 1° Novembre 2020 l’Alleanza Italiana Stop 5G proclama in Italia il Disconnessi Day, giornata di disobbedienza civile, invitando i cittadini italiani ad attivarsi consapevolmente per un’intera giornata di sciopero digitale. All’iniziativa aderiscono Comitato Marcia della Liberazione, Movimento 3V, R2020.

Come aderire?

È semplice, ognuno può spontaneamente aderire allo sciopero digitale non usando collegamenti wireless, inviando un forte segnale tanto alle aziende private quanto agli organismi pubblici decisori: per 24 ore niente uso di cellulari, niente Smartphone, niente Tablet, niente Wi-Fi e nessun utilizzo di tecnologia wireless, optando per connessioni più sicure e meno impattanti come il telefono fisso con filo e la navigazione in Internet via cavo o con tecnologia di trasmissione Li-Fi.

Cosa fare?

Nelle giornate precedenti l’iniziativa e come ultimo messaggio prima di disconnettersi nel girono dello sciopero, si può condividere e rilanciare suoi propri canali social, pagine, gruppi e profilo sia la locandina dell’evento che gli aggregatori tematici #disconnessiday #scioperodigitale @disconnessiday @scioperodigitale

Quando?

Domenica 1° Novembre 2020 e per ogni successivo primo giorno del mese.

Alleanza Italiana Stop 5G

aderiscono
Comitato Marcia della Liberazione
Movimento 3V
R2020

5G e ROBOT per cambiare
(controllare e sostituire) l’umanità

 


 

 

 

Vodafone sul Corriere della Sera sdogana la distopia 5G e i robot nella scuola

Governo, Parlamento e lobby lo sanno: col 5G, Intelligenza artificiale e robotica 800milioni di posti di lavoro a rischio (nel silenzio dei sindacati). Col digitale sarà strage occupazionale

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L’ennesima brutta storia all’italiana. Un ragazzo di 16 anni residente in Lombardia si ritrova la vita completamente stravolta dalla malattia dell’Era Elettromagnetica. Read More “Como, Wi-Fi a scuola: 16enne (elettrosensibile) costretto a casa. La mamma si sfoga: “vergognoso!””

L’appello di Maurizio Martucci in tv su Euronews: “Fermate il 5G, i malati ci sono già!”

Maurizio Martucci, dell’Alleanza Italiana Stop 5G, chiede ai governi nazionali e al Parlamento europeo una moratoria, perché la tecnologia 5G utilizza radiofrequenze inesplorate, possibile causa di effetti nefasti sull’uomo. Read More “L’appello di Maurizio Martucci in tv su Euronews: “Fermate il 5G, i malati ci sono già!””

L’uso militare nascosto della tecnologia 5G

Al Summit di Londra i 29 paesi della Nato  si sono impegnati a «garantire la sicurezza delle nostre comunicazioni, incluso il 5G». Perché questa tecnologia di quinta generazione della trasmissione mobile di dati è così importante per la Nato?

Mentre le tecnologie precedenti erano finalizzate a realizzare smartphone sempre più avanzati, il 5G è concepito non solo per migliorare le loro prestazioni, ma principalmente per collegare sistemi digitali che hanno bisogno di enormi quantità di dati per funzionare in modo automatico.

Le più importanti applicazioni del 5G saranno realizzate non in campo civile ma in. campo militare.

Quali siano le possibilità offerte da questa nuova tecnologia lo spiega  il rapporto Defense Applications of 5G Network Technology, pubblicato dal Defense Science Board, comitato federale che fornisce consulenza scientifica al Pentagono: «L’emergente tecnologia 5G, commercialmente disponibile, offre al Dipartimento della Difesa l’opportunità di usufruire a costi minori dei benefici di  tale sistema per le proprie esigenze operative».

In altre parole, la rete commerciale del 5G, realizzata da società private, sarà usata dalle forze armate statunitensi con una spesa molto più bassa di quella che sarebbe necessaria se la rete fosse realizzata unicamente a scopo militare.

Gli esperti militari prevedono che il 5G avrà un ruolo determinante nell’uso delle armi ipersoniche: missili, armati anche di testate nucleari, che viaggiano a velocità superiore a Mach 5 (5 volte la velocità del suono). Per guidarli su traiettorie variabili, cambiando rotta in una frazione di secondo per sfuggire ai missili intercettori, occorre raccogliere, elaborare e trasmettere enormi quantità di dati in tempi rapidissimi.

Lo stesso è necessario per attivate le difese in caso di attacco con tali armi: non essendoci il tempo per prendere una decisione, l’unica possibilità è quella di affidarsi a sistemi automatici 5G.

La nuova tecnologia avrà un ruolo chiave anche nella battle network (rete di battaglia). Essendo in grado di collegare contemporaneamente in un’area circoscritta milioni di apparecchiature ricetrasmittenti, essa  permetterà ai reparti e ai singoli militari di trasmettere l’uno all’altro, praticamente in tempo reale, carte, foto e altre informazioni sull’operazione in corso.

Estremamente importante sarà il 5G anche per i servizi segreti e le forze speciali. Renderà possibili sistemi di controllo e spionaggio molto più efficaci di quelli attuali. Accrescerà la letalità dei droni-killer e dei robot da guerra, dando loro la capacità di individuare, seguire e colpire determinate persone in base al riconoscimento facciale e altre caratteristiche.

La rete 5G, essendo uno strumento di guerra ad alta tecnologia, diverrà automaticamente anche bersaglio di ciberattacchi e azioni belliche effettuate con armi di nuova generazione.

Oltre che dagli Stati uniti, tale tecnologia viene sviluppata dalla Cina e altri paesi. Il contenzioso internazionale sul 5G non è quindi solo commerciale.

Le implicazioni militari del 5G sono quasi del tutto ignorate poiché anche i critici di tale tecnologia, compresi diversi scienziati, concentrano la loro attenzione  sugli effetti nocivi per la salute e l’ambiente a causa dell’esposizione a campi elettromagnetici a bassa frequenza. Impegno questo della massima importanza, che deve però essere unito a quello contro l’uso militare di tale tecnologia, finanziato indirettamente dai comuni utenti.

Una delle maggiori attrattive, che favorirà la diffusione degli smartphone 5G, sarà quella di poter partecipare, pagando un abbonamento, a war games di impressionante realismo in streaming con giocatori di tutto il mondo. In tal modo, senza rendersene conto, i giocatori finanzieranno la preparazione della guerra, quella reale.

di Manlio Dinucci

(il manifesto, 10 dicembre 2019)