L’Arabia Saudita deporta chi si oppone ai progetti di Bin Salman, ma a Renzi non importa

“Chi conosce l’Arabia Saudita sa che sotto la leadership del principe bin Salman sta attuando il più ambizioso progetto della storia della regione, che prevede notevoli passi in avanti nella cultura, nell’innovazione e nel campo dei diritti”. Read More “L’Arabia Saudita deporta chi si oppone ai progetti di Bin Salman, ma a Renzi non importa”

War in Yemen, Made in Europe: online action day

Nel quinto anniversario dell’intervento militare della coalizione a guida saudita in Yemen, unisciti a noi online per chiedere un embargo sulle armi a livello UE contro tutti i membri della coalizione.

Le Nazioni Unite definiscono la guerra nello Yemen il “peggior disastro umanitario provocato dall’uomo”. Migliaia di civili sono stati uccisi nel conflitto. Milioni di persone hanno sofferto e continuano a soffrire di carestie e malattie. Gli attacchi aerei della coalizione guidata dai sauditi sono una delle principali cause di vittime civili. Gli attacchi hanno colpito ospedali, scuole, autobus e aree residenziali.

Le compagnie di armi europee stanno approfittando della guerra nello Yemen e della sofferenza che ha causato, fornendo armi ai membri della coalizione guidata dai sauditi. Queste esportazioni sono autorizzate e supportate dai governi europei, nonostante siano in contraddizione con i criteri dell’UE sulla vendita di armi.

Questa guerra è anche “Made in Europe” e dobbiamo continuare a resistere qui. Nel quinto anniversario dell’inizio della guerra, parleremo con una sola voce alle compagnie di armi, ai governi nazionali e all’UE: smettere di armare la coalizione guidata dai sauditi!

 

testo originale:

On the fifth anniversary of the Saudi-led coalition’s military intervention in Yemen, join us online to call for an EU-wide arms embargo against all members of the coalition.

The UN calls the war in Yemen the “world’s worst man-made humanitarian disaster”. Thousands of civilians have been killed in the conflict. Millions have suffered, and continue to suffer, from famine and disease. The Saudi-led coalition’s airstrikes are one of the main causes of civilian casualties. Attacks have hit hospitals, schools, buses and residential areas.

European arms companies are profiting from the war in Yemen and the suffering it has caused, by supplying arms to members of the Saudi-led coalition. These exports are authorised and supported by European governments despite the fact that they contradict EU criteria on arms sales.

This war is also “Made in Europe” and we must continue to resist it here. On the 5th anniversary of the beginning of the war, we will speak with one voice to the arms companies, national governments and to the EU: Stop Arming the Saudi-led coalition!

Organizzato da Campaign Against Arms Trade

https://www.facebook.com/events/141821320453177/

 

L’Unicef conferma: 19 bambini sono morti nel recente attacco dell’Arabia Saudita allo Yemen

L’UNICEF riferisce che almeno 19 bambini sono morti nel recente raid aereo saudita nel nord dello Yemen. La notizia di questo ennesimo massacro saudita era stato riferito nei giorni precedenti dai media yemeniti

In una dichiarazione pubblicata oggi, l’agenzia ONU ha precisato che l’attacco aereo saudita effettuato sabato scorso nella provincia di Al Yauf, nel nord dello Yemen, ha causato la morte di almeno 31 civili, tra cui 19 bambini.

“Speriamo che la pace sia all’orizzonte dello Yemen, ma la preoccupante escalation della violenza nelle ultime settimane è un duro promemoria che i bambini continuano a sostenere il più grande fardello del conflitto”, ha dichiarato la rappresentante dell’UNICEF in Yemen, Sara Beysolow Nyanti.

Questo attacco è stato effettuato nello stesso luogo in cui è caduto un aereo del Tornado saudita, abbattuto dalla difesa aerea dello Yemen , con il sostegno del movimento popolare Ansarollah.

Lo Yemen è stato devastato e precipitato nel caos dal 2015, quando una cosiddetta coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita ha lanciato una campagna aerea in questo paese, che ha già provocato oltre 140.000 yemeniti morti e feriti.

 

 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-video_lunicef_conferma_19_bambini_sono_morti_nel_recente_attacco_dellarabia_saudita_allo_yemen/82_33179/

 

Sanders efinisce governo israeliano “razzista” e i monarchi sauditi “criminali” e “assassini”

L’aspirante candidato alla presidenza degli Stati Uniti, il democratico Bernie Sanders denuncia nuovamente l’alleanza di Washington con il regime “omicida” dell’Arabia Saudita e definisce l’attuale governo israeliano “razzista”

“Per anni abbiamo amato l’Arabia Saudita, il nostro meraviglioso alleato; l’unico problema è che le persone che gestiscono quel paese sono assassini e criminali”, ha dichiarato ieri il candidato democratico in un’intervista alla rete televisiva CNN.

Il favorito dell’ala democratica nei sondaggi ha anche rimproverato gli ottimi rapporti tra la Casa Bianca e il principe ereditario saudita, Muhamad bin Salman Al Saud, che ha descritto come “un dittatore multimilionario”.

Sanders ha anche criticato le enormi spese del governo degli Stati Uniti nelle infinite guerre che ha avviato e alimentato nella regione dell’Asia occidentale.

Di fatto, nonostante la preoccupazione internazionale per i crimini contro l’umanità perpetrati quotidianamente dagli Al Saud e dai loro alleati nello Yemen, Trump difende i legami con Riyad e il suo principe ereditario saudita, per i milioni di dollari spesi dalla monarchia araba negli acquisti di armi dal paese nordamericano.

Riguardo a Israele, Sanders ha fatto una distinzione tra stare “con il popolo israeliano” e sostenere i “governi razzisti di destra che attualmente esistono in Israele”.

Quando una persona dal pubblico ha posto la domanda “Come saranno  le relazioni USA-Israele sotto la tua amministrazione?” Sanders ha risposto: “Stare con il popolo israeliano ed essere per la pace in Medio Oriente non significa che dobbiamo sostenere i governi razzisti di destra che attualmente esistono in Israele”. La sua risposta ha suscitato entusiasti applausi da parte del pubblico.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-candidato_alla_casa_bianca_sanders_scatenato_definisce_governo_israeliano_razzista_e_i_monarchi_sauditi_criminali_e_assassini/82_33156/

Yemen, nuovo massacro di bambini a causa di un brutale attacco aereo dell’Arabia Saudita

Ennesimo massacro dell’Arabia Saudita in un bombardamento dello Yemen. 35 morti, tra i quali, 26 bambini

Le forze saudite hanno bombardato il distretto di Al-Maslub nella provincia di Al-Yauf, nel nord dello Yemen, lo scorso venerdì, uccidendo almeno 35 persone – tra cui 26 bambini – e ferendone altre 23, tra cui 18 minori, ha riferito oggi il Ministero della salute yemenita.

Il dicastero yemenita ha chiesto alla comunità internazionale e alle organizzazioni umanitarie di alzare la voce per condannare e denunciare i crimini commessi da Riyad e dai suoi alleati nello Yemen.

La televisione di stato yemenita Al Masirah ha pubblicato lo stesso giorno un video della brutale aggressione dell’Arabia Saudita, che mostra come la popolazione locale rimuove i corpi senza vita dei bambini dalle macerie dopo l’attacco.

Video Al Masirah. Si sconsiglia la visione alle persone sensibili. Link:

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-video_yemen_nuovo_massacro_di_bambini_a_causa_di_un_brutale_attacco_aereo_dellarabia_saudita/82_33139/

Immagini terribili che parlano da sole. I Media mainstream sono tutti concentrati in Siria, in particolare su Idlib dove l’esercito siriano sta conducendo un’operazione per liberare quello che è l’ultimo bastione dei gruppi armati nel paese. E come sempre accade quando Damasco avvia un’operazione anti terrorismo si scatena la propaganda occidentale che accusa Russia e Siria di bombardare case, ospedali, scuole e altre nefandezze. I massacro dell’Arabia Saudita nello Yemen sono completamente ignorati

(Foto di repertorio)

Il caso Rwm, i comuni e la regione. Perché un Ricorso al TAR e una denuncia alla Procura

Il caso Rwm è emblematico di come funziona l’economia in assenza di regolazione o in presenza di regole drogate. Forse è più questo il caso. Read More “Il caso Rwm, i comuni e la regione. Perché un Ricorso al TAR e una denuncia alla Procura”

In arrivo a Genova una nave carica di esplosivo e di morte annunciata

La Bahri Yanbu in arrivo nel porto di Genova con un carico di esplosivo e chissà quanti e quali armamenti, diretti in Arabia Saudita per uccidere popolazioni civili nelle sporche guerre del Medio Oriente. Read More “In arrivo a Genova una nave carica di esplosivo e di morte annunciata”

Perchè la lotta dei portuali genovesi va sostenuta e ampliata sul territorio italiano

Intervento all’assemblea indetta dalla Federazione Anarchica Livornese

Da mesi i portuali di Genova sono in lotta contro il commercio di armi e il transito delle stesse lungo le banchine.

I portuali di Genova mostrano una grande sensibilità poltica e sindacale che non ritroviamo tra i colleghi di tante altre città italiane nelle quali le armi transitano senza alcuna protesta.

L’importanza di questi scioperi è dimostrata anche da altri fatti oltre a quelli legati alla guerra sui quali torneremo piu’ avanti. Ci rifeferiamo alla catena logistica che attraversa i porti, la logistica è sempre più un fattore di produzione, per questo motivo ha poco senso escludere questa categoria dai lavoratori dall’industria poichè innumerevoli settori terziari rispondono da tempo a regole e modalità organizzative analoghe a quella della fabbrica.
E non è casuale che le associazioni datoriali vogliano escludere dalle materie negoziabili nel nuovo contratto nazionale proprio l’organizzazione del lavoro nei porti, gli orari e i tempi, le modalità con le quali il lavoro viene gestito. E proprio l’automazione è organizzazione del lavoro nel senso più puro e preciso del termine
Per queste ragioni i padroni del porto non ne vogliono parlare con il sindacato, liberi di portare avanti processi di ristrutturazione che modificheranno radicalmente il modo di lavorare nei porti abbattendo il numero della forza lavoro e costruendo meccanismi di controllo che si ripercuoteranno negativamente su noi tutti, con aumento dei carichi di lavoro e con l’uso delle tecnologie a fine capitalistico, non certo per migliorare le condizioni di vita, lavorative, contrattuali e retributive, men che mai per creare nuova occupazione.
Nel corso del tempo il lavoro portuale ha subito alcune trasformazioni diventando sempre meno lavoro portuale tradizionale.
La posta in gioco è elevata, non ultima i processi di automazione e di riorganizzazione della logistica attorno ai poli portuali e aeroportuali, la frammentazione della forza lavoro tra differenti datori e molteplici contratti determina crescenti difficoltà a costruire una vertenza comune che metta insieme lavoratori e lavoratrici uniti da rivendicazioni comuni.
L’importanza dei porti è dimostrata da quanto accade anche sul nostro territorio con il collegamento via acqua della Base militare Usa di Camp Darby al Porto di Livorn, analogo discorso vale per il potenziamento della stazione di Tombolo, abbandonata da lustri, in funzione del trasporto di armi via ferrovia.
Non essere riusciti a costruire un movimento sindacale e popolare contro il potenziamento della base Usa di camp darby è stato un grave limite, l’ insuccesso è anche riconducibile  all’approccio ideologico di molti ad un problema che poi è legato alle crescenti servitu’ miliari, ai processi di ammodernamento delle basi stesse rese piu’ funzionali al trasporto di armi e truppe, al supporto nevralogico verso le aree di guerra che vedono sempre piu’ impegnate Usa e Nato.
La radicalità della azione intrapresa dai portuali genovesi, a partire dagli scioperi contro la nave saudita nella primavera scorsa, dimostrano concretamente che la forza lavoro puo’ esercitare un ruolo dirimente e di forte impatto sull’opinione pubblica, se sappiamo unire istanze di lotta legate ai contratti, alla salvaguardia della salute e sicurezza dei lavoratori rifiutando il concetto che ogni opportunità occupazionale debba essere valorizzata, anche quando si tratta del trasporto di armi ad alimentare conflitti contro i popoli con stragi, devastazione dei territori e la catena di servitu’ , miseria e carestie che i conflitti bellici determinano da sempre.
Da anni ormai non si parla piu’ di riconversione dell’industria di guerra, se ne parla solo in termini strumentali e mai come elemento portante di una rivendicazione complessiva, tanto che la perdita di memoria e di coscienza finisce con il giocare brutti scherzi anche agli smemorati politici locali che anni fa votarono ordini del giorno nei consigli degli enti locali per la riconversione delle basi militari salvo poi, negli ultimi anni, accordare favori, aiuti, supporti tecnici e logistici, finanziamenti al potenziamento delle basi militari in territorio italiano.
Per queste ragioni crediamo che la lotta intrapresa dai portuali di Genova sia da esempio per i portuali di tutte le altre città italiane e l’occasione per rilanciare le parole d’ordine antimilitariste antimperialiste un tempo patrimonio del movimento operaio.

In alcuni porti, come in tanti territori italiani, l’arrivo di finanziamenti da parte di multinazionali, è avvenuto di pari passo alla militarizzazione dei territori, sindacati complici ed enti locali hanno accolto a braccia aperte i cosiddetti salvatori dei posti di lavoro, salvo poi scoprire che i posti di lavoro non sono stati salvati e al contempo abbiamo sostenuto tacitamente i processi di privatizzazion e di militarizzazione dei nostri territori anche quando hanno portato malattie (come in Sardegna attorno al famigerato poligono militare), servitu’ e la debacle politica e sindacale

Sindacato Generale di Base Toscana

08-02-2020

http://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2020/02/perche-la-lotta-dei-portuali-genovesi.html?m=1

Yemen, mobilitazione per nave saudita con armi di nuovo nei porti europei

Azioni legali, proteste e altre iniziative sono in programma in alcuni porti europei per opporsi allo scalo del cargo saudita “Bahri Yanbu” che già in passato ha trasportato armi del valore di decine di milioni di dollari destinate alla guerra in Yemen. Read More “Yemen, mobilitazione per nave saudita con armi di nuovo nei porti europei”

Fincantieri costruirà 4 navi da guerra per l’Arabia Saudita… negli Stati Uniti!

Una società italiana di costruzioni navali costruirà quattro nuove navi da guerra per l’Arabia Saudita all’interno di un consorzio guidato da Lockheed Martin in un cantiere navale nel Midwest degli Stati Uniti, ha reso noto Fincantieri Marinette Marine (FNN) attarverso un comunicato stampa.

“La Marina degli Stati Uniti ha assegnato a un team guidato da Lockheed Martin, che include Fincantieri Marinette Marine, un ordine multimiliardario per la costruzione di quattro navi da combattimento multi-missione di superficie”, recita il comunicato.

“Queste navi saranno destinate al Regno dell’Arabia Saudita”.

Fincantieri costruirà le navi nel cantiere Marinette nello stato nordamericano del Wisconsin nell’ambito del programma di vendite militari straniere, viene specificato nel comunicato.

“Il contratto ora concluso ha un valore complessivo di circa 1,3 miliardi di dollari per Fincantieri Marinette Marine”.

La Multi-Mission Surface Combatant è una nave da guerra di superficie manovrabile progettata con un monoscafo e una gamma di 5.000 miglia nautiche e velocità superiori a 30 nodi, ha aggiunto il rilascio.

Fonte: Sputnik

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-fincantieri_ottiene_contratto_da_13_miliardi_di_dollari_per_costruire_4_navi_da_guerra_per_larabia_saudita_negli_stati_uniti/82_32360/

 

Arabia Saudita: femminismo, omosessualità e ateismo sono “idee estremiste”

Amnesty International ha condannato il comunicato ufficiale diramato dal Dipartimento saudita per la lotta all’estremismo che ha definito il femminismo, l’omosessualità e l’ateismo “idee estremiste” punibili col carcere o con le frustate. Read More “Arabia Saudita: femminismo, omosessualità e ateismo sono “idee estremiste””

Guerra Yemen, ecco come gli USA consegnano “in segreto” armi all’Arabia Saudita

È stato riferito che la consegna della nuova spedizione di armi per la coalizione a guida saudita nello Yemen è avvenuta il 29 ottobre scorso nel porto di Aden Read More “Guerra Yemen, ecco come gli USA consegnano “in segreto” armi all’Arabia Saudita”