L’ordine via Telegram, poi i raid, quindi le ruspe. Oltre cinquanta villaggi nel sud del Libano sono già stati demoliti con escavatori. Quasi un milione di persone, di cui un terzo bambini e bambine, sono sfollate.
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| L’ordine via Telegram, poi i raid, quindi le ruspe. Oltre cinquanta villaggi nel sud del Libano sono già stati demoliti con escavatori. Quasi un milione di persone, di cui un terzo bambini e bambine, sono sfollate. Sull’esercito israeliano non c’è alcun freno |
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| “Transizioni fest”, quest’anno dedicato al tema della convivialità, è nato tra i boschi della Brianza da un’idea della cooperativa Liberi sogni, ma è stato presto condiviso con tanti altri e per il 2026 ha fatto tappa in Val Cavallina, ospiti della cooperativa L’innesto: qui, a piedi delle Alpi, 180 persone diverse per età, passioni, saperi, provenienza (9 regioni) si sono incontrate dal 30 maggio al 2 giugno. |
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| In molti angoli del mondo, il sistema ha inglobato i vertici dei settori popolari attraverso il ruolo delle Ong. Una questione nota da tempo, ma che è stata solo parzialmente messa in discussione. Anche per questo motivo, l’impegno degli zapatisti e delle zapatiste a non arrendersi, a non cedere e a non svendersi resta un punto di riferimento politico ed etico imprescindibile |
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| Edgar Morin non è più con noi |
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| Stiamo raccogliendo molte adesioni per la riunione di redazione aperta di sabato 13 giugno a Roma, dedicata al tempo che viviamo e a come Comune-info può rendersi più utile. C’è chi arriverà da Napoli, Cagliari, Venezia, Bologna, Torino, Reggio Emilia… Per questo abbiamo organizzato anche un pranzo (a prezzi popolari). Proviamo a prenderci spazi di invenzione del possibile |
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| Dopo una vita stentata è calata una pietra tombale sulla sostenibilità |
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| Se la guerra viene normalizzata e perfino i luoghi del sapere trasformati per accogliere le forza armate allora la protesta contro il ritorno della leva militare nei paesi europei, a cominciare dall’Italia, può diventare un fiume di obiezione individuale e collettivo. Lo sostiene l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole che ha promosso un “Manifesto di resistenza” costruito su 5 punti. Nel Manifesto, tra l’altro, si legge: “Invitiamo a mettere in atto azioni di disobbedienza civile contro tutte le misure adottate dal Governo del nostro Paese e dalle altre istituzioni nazionali ed europee per militarizzare la società, incluso il ritorno della leva obbligatoria in qualsiasi forma…” |
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| L’Occidente senza autocritica |
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| De Gregori si imbarazza se un artista prende posizione pubblica sulla politica |
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| Raduno dei cori sociali a Roma: in un giardino, a cantare e condividere |
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