| Atletico Diritti chiude la stagione sportiva con due buone notizie che raccontano, ancora una volta, come lo sport possa essere uno spazio di relazione, responsabilità e riconoscimento anche dentro e fuori gli istituti penitenziari.
La prima arriva da Rebibbia femminile, dove la squadra di calcio a 5 di Atletico Diritti, composta dalle detenute del carcere romano, ha conquistato la Coppa Disciplina del CSI. Un riconoscimento che, più ancora del risultato sportivo, premia la correttezza in campo, il rispetto delle regole e la qualità delle relazioni mantenute durante tutto il campionato. Un dato che assume un valore particolare se letto dentro il contesto detentivo, dove la pratica sportiva diventa spesso uno degli spazi strutturati di socialità e confronto.
La seconda riguarda invece le iniziative di fine anno, che hanno visto la polisportiva impegnata in due momenti distinti. Il primo si è svolto sempre all’interno del carcere femminile di Rebibbia, in collaborazione con l’associazione Manalive, con la partecipazione di ospiti esterni e l’organizzazione di un triangolare che ha incluso anche una squadra composta da operatori penitenziari, in un confronto sportivo che ha favorito l’incontro tra ruoli spesso separati da barriere formali e simboliche.
Il secondo appuntamento si è tenuto nella Casa di Reclusione maschile di Rebibbia, con un torneo di tennistavolo realizzato insieme all’Associazione Stampa Romana, che ha visto la partecipazione di detenuti, giornalisti e operatori in un contesto informale ma fortemente significativo, in cui lo sport ha funzionato da linguaggio comune.
In entrambi i casi, le attività di Atletico Diritti – nata nel 2014 dall’incontro tra Antigone e Progetto Diritti – confermano una traiettoria ormai consolidata: utilizzare lo sport non come parentesi, ma come pratica stabile di diritti, partecipazione e costruzione di comunità, anche nei contesti più complessi. |