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| I movimenti contro la guerra, in tutte le loro sfumature, hanno oggi un problema enorme. Gli argomenti razionali usati per dimostrare l’insensatezza della risposta militare non sembrano in grado di convincere persone smarrite e impaurite. Non basta dimostrare che ogni denaro speso in armi è sottratto ad altre spese fondamentali. Non basta ricordare che la deterrenza difensivista è una tragica falsità. Non basta più nemmeno fare appello al diritto internazionale. Se vogliamo la pace dobbiamo quindi rimotivare il no alla guerra nella sua essenza e interezza. La pace è disarmata e disarmante o non è. L’idea che possa esistere una “guerra giusta” ha aperto le porte alla odierna barbarie |
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| Nata come mensile un anno prima di Seattle e diventata settimanale un mese prima di Genova 2001, la rivista Carta è stata una delle pochissime esperienze editoriali che hanno permesso da subito non solo di rompere la narrazione delle istituzioni e dei grandi media sui fatti di piazza Alimonda, della scuola Diaz e di Bolzaneto, ma soprattutto di fare emergere — prima, durante (anche tramite Carta.org) e dopo — le ragioni e la forza del movimento altermondialista. Uno dei firmatari dell’editoriale del numero di Carta uscito in edicola il 26 luglio (miracolosamente, considerando che quasi tutta la redazione era a Genova) è stato Marco Calabria, giornalista per vent’anni al manifesto, tra i fondatori di Carta. “Gridare, fare, pensare mondi nuovi” (Elèuthera editrice) è il libro che raccoglie numerosi testi di Marco, scritti soprattutto su Comune, tracciando un filo rosso tra le idee e le esperienze emerse negli ultimi vent’anni tra coloro che in ogni angolo del mondo non hanno mai smesso di proteggere la dignità dei più fragili. “La nostra dignità non è però la dignità delle vittime, delle denunce e delle rivendicazioni per un futuro migliore – scrive Marco – È la pratica di un modo e di un mondo diversi…” |
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| “Venticinque anni fa sono uscito da questa scuola in barella, umiliato e offeso potrei dire, e dopo tanto tempo sono di nuovo qui, in piedi, ancora offeso, perché lo stato in questi anni non è stato all’altezza della situazione e non ha avuto nemmeno la dignità e il coraggio di chiedere scusa, ma ho superato l’umiliazione, che è diventata consapevolezza e soprattutto voglia di fare, di pensare, di non essere come mi e ci volevano loro, cioè atterriti, impotenti, ridotti all’inerzia...” |
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| Il dottor Hussam Abu Safiya, arrestato il 27 dicembre 2024, dopo ripetuti attacchi all’ospedale Kamal Adwan, l’ultimo rimasto funzionante nel nord di Gaza prima della distruzione totale, dove lavorava come pediatra e direttore, è in pericolo di vita |
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| In Galizia i cittadini gestiscono in modo collettivo ed ecologico il territorio |
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| Dal 24 al 26 luglio, Venaus ospita la decima edizione del Festival Alta Felicità. Tre giorni di musica, cultura e resistenza No Tav con iniziative dedicate a Gaza, cambiamento climatico, guerra, diritto all’abitare, antifascismo… con molti ospiti e soprattutto tanti concerti. Migliaia di ragazzi e ragazze saranno in Val di Susa perché il Festival è un luogo dove non trova spazio l’arroganza del potere, dove è possibile costruire relazioni autentiche, qualcosa di non mercificato. “Mi piace pensare che i ragazzi, non ancora espropriati di un irreprimibile istinto alla vita e spinta alla felicità, della propria naturale capacità biologica di discernere cosa sia vero e autentico rispetto a cosa sia finzione, non abbiano rinunciato per sempre al sogno e al desiderio, come invece hanno fatto molti dei loro genitori… – scrive Matteo Rossi, ripensando al Festival 2025 – Che le valli e i quartieri del mondo possano essere tante Valsuse. Perché nelle loro lotte c’è gioia, speranza, voglia di vivere…” |
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| Pensare la città in modo diverso |
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| Dopo l’assurda morte di Fakir. cosa di diverso possiamo e dobbiamo fare? |
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| Il nuovo bando del Rosarno Filmfestival. Il tema scelto è il lavoro |
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| Scuola sotto attacco in Belgio. Una mobilitazione sorprendente ignorata dai grandi media |
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