Venezuela, Chavez e Bolivar tornano nell’Assemblea Nazionale

Simbolicamente i primi a fare ritorno nell’Assemblea Nazionale dopo cinque anni sono stati ritratti di Chavez e Bolivar. Buttati fuori dalla sede dell’organo legislativo da un’opposizione grossolana, rozza, rozza, ignorante e piena d’odio per i simboli della sovranità del paese. Sappiamo bene che questo è un sentimento alieno per dei polli di batteria allevati e pasciuti da Washington.

Le immagini furono buttate fuori dall’allora presidente del Parlamento Henry Ramos Allup. «Non voglio vedere Chávez, o Maduro qui, portate tutto questo a Miraflores o in bagno», disse il dirigente della destra adesso ridotto all’irrilevanza.

Oggi è il giorno. Il PSUV e i suoi alleati uniti nel Gran Polo Patriottico hanno recuperato alla piena istituzionalità e operatività l’Assemblea Nazionale del paese sudamericano dopo i i disastrosi cinque anni dove i golpisti l’avevano squalificata e utilizzata come mero strumento per rovesciare Maduro.

Jorge Rodriguez presidente

La maggioranza parlamentare dell’Assemblea nazionale venezuelana ha eletto come nuovo presidente Jorge Rodríguez, come informa l’emittente teleSUR.

«Qual è il motivo supremo della nostra presenza qui? (…) siamo qui per mandato del popolo, perché una democrazia è sostenuta dal corpo di leggi, perché non c’è democrazia se le norme non vengono rispettate», le prime parole del dirigente chavista che guiderà il parlamento unicamerale della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Insieme a Jorge Rodríguez hanno prestato giuramento i 277 deputati che costituiranno il ramo legislativo per i prossimi cinque anni.

Come leader del gruppo parlamentare del PSUV – Gran Polo Patriótico (GPP) è stato scelto il dirigente chavista Diosdado Cabello.

Cabello ha proposto Iris Varela per la prima vicepresidenza e Didalco Bolívar come secondo vicepresidente.

Da parte sua, il deputato Pedro Carreño, anche lui del GPP, ha proposto i deputati Rosalva Gil come segretario dell’Assemblea Nazionale; e Inti Hinojosa come sottosegretario.

Presidente, giunta direttiva e nuovi deputati si sono impegnati a difendere l’istituzionalità, la Costituzione, le leggi, la sovranità e l’integrità territoriale della Patria.

In precedenza, i deputati eletti hanno partecipato a un atto molto simbolico ed emblematico in Plaza Bolívar, dove sono state recitate parole di incoraggiamento alla democrazia e alla libertà pronunciate all’epoca da El Libertador, Simón Bolívar.

Da lì, i parlamentari hanno marciato verso il Palazzo Legislativo portando le immagini di Bolívar e del leader della Rivoluzione Bolivariana, Hugo Chávez, che come abbiamo spiegato in precedenza hanno così fatto ritorno in seno all’organo democratico simbolo del potere popolare.

L’opposizione parlamentare

Il deputato dell’opposizione e presidente del partito El Cambio, già candidato alle ultime presidenziali, Javier Bertucci, ha affermato che il Paese e l’opposizione venezuelana hanno bisogno di un cambiamento.

«Il Paese ha bisogno di un messaggio di cambiamento, e se quel messaggio non uscisse da questa Assemblea Nazionale, cadremmo nello stesso errore dell’AN uscente. Abbiamo bisogno di cambiamenti, (chavismo) e l’opposizione hanno bisogno di cambiamenti», ha detto.

Bertucci ha assicurato che nessuno dei deputati dell’opposizione ha nella propria agenda golpe o un programma di invasione. Ha anche sottolineato che le etichette dovrebbero essere rimosse dai parlamentari, poiché ha sostenuto che dovrebbero essere chiamati «deputati della Repubblica che vengono a cercare soluzioni».

«Crediamo che i deputati dell’opposizione debbano partecipare alla composizione della direttiva», ha sottolineato, opponendosi alla proposta presentata dal deputato Diosdado Cabello che la nuova leadership di AN sia composta da Jorge Rodríguez (presidente ), Iris Valera (primo vicepresidente) e Didalco Bolívar (secondo vicepresidente).

Le principali sfide per la nuova AN

Quali saranno le principali sfide che attendono la nuova Assemblea Nazionale? Sicuramente in cima alle priorità c’è l’infame blocco economico statunitense che strozza l’economia del paese e di conseguenza impatta violentemente sul popolo venezuelano che vede inesorabilmente degradarsi la sua qualità della vita.

Altra questione  – ricorda RT – è definire lo status di Guaidó una volta che cessa di essere un membro dell’organo legislativo e la sua immunità parlamentare termina. Dalla sua autoproclamazione a ”presidente incaricato” ??quasi due anni fa, la Giustizia venezuelana ha aperto diverse indagini per usurpazione di funzioni, per tentato colpo di Stato, per corruzione, per i suoi rapporti con gruppi paramilitari e per la trattativa illegale sul territorio dell’Esquibo.

Nella campagna elettorale 2020, il deputato eletto Diosdado Cabello aveva affermato che una volta insediatosi il nuovo Parlamento avrebbe promosso una legge per applicare la giustizia ai “traditori della patria” e a quanti hanno invocato un’invasione armata del paese.

Sfidando il ridicolo, Juan Guaidò, che non si è candidato alle elezioni parlamentari, insiste per restare in carica senza essere stato rieletto. Ma le sue aspirazioni sono state bloccate dalla Corte Suprema di Giustizia che ha spiegato come la presunta “continuità legislativa” della sua carica e dell’Assemblea da lui presieduta è “nulla” e priva di “effetti legali”.

  • La Redazione de l’AntiDiplomatico

Venezuela, Chavez e Bolivar tornano nell’Assemblea Nazionale. Jorge Rodriguez nuovo presidente – MONDO MULTIPOLARE – L’Antidiplomatico

 

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