A Mosca viene accolta con sincera gratitudine la reazione manifestata dai nostri amici e partner stranieri che hanno espresso parole di condanna in riferimento all’attacco terroristico compiuto dal regime di Kiev nella notte tra il 28 e il 29 dicembre contro la residenza di Stato del Presidente della Federazione Russa, situata nella regione di Novgorod.
Siamo riconoscenti per le parole di sostegno e di solidarietà rivolte al Capo di Stato della Federazione Russa, nonché al nostro Governo e al nostro popolo.
Quanto accaduto conferma ancora una volta la natura terroristica del gruppo di individui che detiene illegalmente il potere a Kiev. È su loro espresso ordine che, anche in precedenza, sul territorio della Russia sono stati perpetrati attentati contro treni passeggeri, numerosi attacchi ai danni di obiettivi puramente civili, nonché omicidi di giornalisti, politici e personalità pubbliche.
A questo proposito, a coloro che all’interno dell’UE e della NATO esigono a gran voce “garanzie di sicurezza granitiche” per l’Ucraina nell’ambito del processo di risoluzione della crisi guidato da Russia e Stati Uniti, non farebbe male rispondere a questa domanda: “Quale regime stanno cercando di proteggere con tutte le loro forze, e a quale scopo?
La domanda è retorica: non c’è ancun dubbio sul fatto che l’obiettivo principale di Bruxelles, Berlino, Parigi e Londra consista nel voler preservare un regime che sogna ardentemente di essere aiutato a sopravvivere e a mantenere il controllo su una qualche porzione di territorio dove, in violazione di tutte le norme del diritto internazionale, la lingua russa e i media russofoni sono vietati per legge, dove viene perseguita l’ortodossia canonica, dove vengono demoliti i monumenti legati alla storia e alla cultura russa, dove si coltivano l’ideologia e le pratiche naziste e dove gli oppositori, così come i semplici dissidenti, sono oggetto di una brutale repressione.
È proprio un’entità del genere situata accanto alla Russia ad essere necessaria ai russofobi europei affinché possano attuare quei piani, da loro annunciati, atti a preparare una nuova aggressione ai danni del nostro Paese.
Sono certo che la natura razzista del regime di Kiev e il cinismo degli sponsor esterni che su tale regime vegliano siano evidenti ai membri ancora onesti della comunità internazionale, i quali non possono non comprendere che, senza porre fine a tutta questa politica criminale, è impossibile che i negoziati mirati al raggiungimento di una soluzione solida e duratura della crisi ucraina abbiano esito positivo.
30/12/2025

