Censura sui social, come rispondere al compagno Claudio Grassi

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COMBATTERE IL NEMICO IN CASA NOSTRA
COSTRUIRE UN FRONTE UNITO
CONTRO LE GUERRE
E PER LA COSTITUZIONE ANTIFASCISTA

 

COME RISPONDERE AL COMPAGNO CLAUDIO GRASSI
(Nel riquadro sottostante il suo messaggio, censurato da Meta-Facebook, dopo i fatti di Bologna)

La censura di Facebook

Le due sciagure che incombono in modo simmetrico sulla sinistra sono un campo largo a guida PD e il rinnovarsi della deriva antagonista di coloro che, più che dagli interessi generali, sono eccitati dalla prospettiva elettorale. Dobbiamo quindi combattere su due fronti per arrivare al risultato che in questo momento conta.
Qual è questo risultato? Visto come stanno rapidamente avanzando le prospettive vannacciane è bene che tutti insieme ci poniamo il problema non solo di difendere la memoria antifascista, ma di combattere la cultura reazionaria su cui si vogliono ridefinire i rapporti dentro la società italiana. Questo non è per noi un obiettivo elettorale, ma soprattutto un modo per contrastare una destra che intende e sta di fatto travolgendo il sistema repubblicano-costituzionale, e rovesciare l’ideologia reaziona­ria e neofascista che prende piede nelle istituzioni e nel sistema legislativo.
Per raggiungere questo obiettivo, che è il punto di partenza di tutto, bisogna rendersi conto che ci vuole un movimento unitario di cui però non si vede ancora traccia all’orizzonte. C’è solo un campo largo ambiguo e neppure definito nel suo programma che cerca di occupare la scena senza essere un’alternativa credibile. Il movimento unitario che auspichiamo invece deve ancora nascere e travalicare le vecchie impostazioni fatte di schieramenti e di nicchie che tendono continuamente a distinguersi, mentre servirebbe un punto di sintesi su due questioni essenziali: fuori l’Italia dalle guerre, per una società democratica e progressista in cui non ci può essere posto per i rigurgiti fascisti. Oggi la posta in gioco è questa e questo deve essere chiaro a tutti: o si consolida l’ondata neofascista che ha portato la Meloni al governo del nostro paese o si riesce a ribaltare la corrente.
Per raggiungere il nostro risultato non bastano alcune contestazioni che, alla luce della gravità della situazione, possono sembrare anche patetiche (se non ispirate). Ci vuole ben altro. Ci vuole, a sinistra, una coscienza che da decenni non si è mai espressa politicamente, la coscienza cioè che, se si vuole vincere, bisogna avere idee chiare sulla praticabilità e la condivisione dell’obiettivo e far crescere questa coscienza unitaria che spinga nella stessa direzione.
Ben vengano dunque considerazioni come quelle di Claudio Grassi, ma bisogna passare dalle parole ai fatti e sgombrare il terreno dalle vecchie categorie fatte di politicismo e di retorica, anche se bisogna riconoscere che in questa fase di guerre il contributo di personaggi ‘informati dei fatti’ ha certo aiutato la mobilitazione. Adesso però ci vuole qualcosa di più, rendere organica e militante la coscienza dei problemi drammatici della nostra epoca partendo dal fattore principale, il nemico che abbiamo in casa e che, quale che sia il suo colore, sta dalla parte delle guerre o si dimostra inadeguato di fronte ai nodi da sciogliere.
Il popolo italiano, la sua parte progressista e popolare, deve ritrovarsi in un percorso credibile e noi tutti dobbiamo lavorare perchè questo avvenga. Non basta gridare, non basta inveire. Abbiamo ancora pochi mesi per affrontare questo lavoro e il 2027 sarà l’anno in cui si deciderà se l’Italia sarà neofascista o Repubblicana e Costituzionale.

Forum Italiano dei Comunisti 27/07/2026

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