Putin: “Cosa c’è di così tanto difficile da capire in questa crisi?”

«La presenza militare della Nato in Europa si sta sempre più espandendo vicino alla frontiera russa. La Nato non risponde nemmeno alle nostre proposte di ridurre le attività militari durante la pandemia […] ci sono anche cambiamenti significativi negli approcci concettuali all’uso delle armi nucleari contenuti nei documenti di pianificazione strategica degli Stati Uniti. Oggi la dottrina nucleare Usa registra la possibilità di utilizzare armi nucleari in risposta all’uso di armi non nucleari […] e la Russia è stata dichiarata direttamente il principale avversario militare degli Stati Uniti e della NATO

Le parole che avete letto sono del Presidente Putin, e qualcuno potrebbe pensare che siano di questi giorni.

No, non è così, perché le pronunciò nel novembre 2020, ed è da tempo che dichiara di essere preoccupato per l’espansione delle basi NATO, sempre più vicine al confine con la Federazione Russa.

Anche se io ho le miei opinioni al riguardo, non ho certo scritto questo articolo per fare da “megafono” a Putin. Se l’informazione dei nostri media fosse un po’ più imparziale – e non dico del tutto – non mi sarebbe venuto in mente di scrivere questo articolo, perché in molti già conoscerebbero quali posizioni, lamentele o richieste hanno manifestato i russi in questi ultimi 20 anni.

Non avrei dovuto nemmeno improvvisare un racconto allegorico sulla crisi in Ucraina a due giovani adolescenti, convinti che la Russia – la cattiva – già la stava invadendo “per riprendersela”, e gli “americani” – i buoni – erano già lì, pronti a combattere per difenderla.

E questo perché, nei Tg nazionali, avranno ascoltato descrivere la Russia come “il lupo affamato che sta per divorarsi l’agnello”; mentre la NATO è il “pastore buono” che accorre in sua difesa per salvarlo e riportarlo nell’ovile libero e democratico dell’Occidente.

Il punto di vista della Russia viene fatto ascoltare molto poco, eppure Vladimir Putin, nelle sue dichiarazioni pubbliche, usa un linguaggio molto chiaro e comprensibile, a prescindere se si è d’accordo o meno con quello che dice.

Ne è un esempio la risposta che ha dato alla giornalista di “Sky News”, Diana Magnay, in occasione (se non ricordo male) dell’incontro di fine anno con la stampa internazionale.

Ho scelto questa sua risposta (che ho tradotto dallo spagnolo, ma che non riporterò integralmente) perché è con poche parole che Putin ci fa capire 30 anni di rapporti tra Stati Uniti e Russia – dal crollo del Muro di Berlino ad oggi – ed è esposta con una sintesi e una chiarezza da fare invidia al migliore dei ghostwriter.

Diana Magnay: «Presidente, Lei ha parlato molto di garanzie per una sicurezza [della Russia]. Adesso conosciamo le sue proposte, e Lei dice che non ha nessuna intenzione di invadere l’Ucraina.

Quindi garantirà, incondizionatamente, che non invaderà l’Ucraina o qualsiasi altro Paese sovrano?

O questa decisione dipenderà solo da come andranno i negoziati?

E, secondo Lei, che cos’è che l’Occidente non riesce a comprende della Russia? Grazie.»

Vladimir Putin: «Per quanto riguarda le garanzie: Le dico che le nostre azioni non dipenderanno dal corso delle negoziazioni, ma dalla garanzia incondizionata sulla sicurezza della Russia. Sia oggi che in prospettiva storica.

In questo senso siamo stati chiari, è inaccettabile un maggior avanzamento della NATO verso Est.

Che cosa c’è di così tanto difficile da capire in questo? Per caso siamo noi che stiamo installando missili vicino al confine degli Stati Uniti?

No! Sono gli Stati Uniti che sono venuti da noi, fino alle nostre porte.

È per caso una esigenza eccessiva quando chiediamo di non installare più altri sistemi di attacco vicino a casa nostra?

Cosa c’è di così strano in questa richiesta?

Come si sentirebbero gli Stati Uniti se mettessimo i nostri missili alla frontiera del Canada e del Messico, e li puntassimo verso di loro?

Quindi, quello che a noi importa, non è tanto lo svolgimento della negoziazione, ma il risultato finale.

Loro pensano che noi ancora non li conosciamo abbastanza. Ma lo sanno bene, e l’ho ricordato molte altre volte: “Non un centimetro verso est”.

Questo è quello che loro ci dissero all’inizio degli anni ’90.

E poi cosa è accaduto? Ci ingannarono. Semplicemente ci ingannarono!»

Quello che Putin sta ricordando alla giornalista, sono gli accordi presi nei colloqui svolti al Cremlino nel 9 febbraio 1990.

In quell’occasione, il Segretario di Stato degli Usa, James Baker, fece una proposta al presidente Mikhail Gorbaciov, chiedendogli: “Preferiresti vedere una Germania unificata, ma fuori dalla NATO […] o una Germania unificata che sia legata alla NATO, con assicurazioni che la NATO non si sposterebbe di un centimetro verso est dalla sua posizione attuale?

Per l’Unione Sovietica la cosa più importante era che la Nato non si espandesse e, tra le due opzioni, avendo avuto la garanzia da parte degli Stati Uniti sul “Non un centimetro verso est”, Gorbaciov accettò la riunificazione della Germania nel ‘blocco occidentale’.

Appresa la notizia, il giorno dopo (10 febbraio), il Cancelliere tedesco Helmut Kohl si recò subito a Mosca dal leader sovietico per riceve il via libera alla riunificazione del Paese, confermandogli la promessa che la NATO non si sarebbe allargata verso est.

Passarono solo 14 giorni e, il 24 febbraio, al ‘Summit di Camp David’, il Presidente George Bush già aveva cambiato idea e, fregandosene della promessa fatta a Gorbaciov, disse a Helmut Kohl: “Al Diavolo…! alla fine abbiamo vinto noi, non loro”.

E infatti, come ricorda Putin, le cose andarono diversamente:

 «… Ben cinque espansioni della NATO. E ora le loro basi le hanno messe anche in Romania e Polonia.

È di questo che stiamo parlando.

Per favore, cercate di comprenderlo. Non siamo noi che stiamo minacciando. Sono loro che sono venuti da noi.

E adesso ci vengono a dire che anche l’Ucraina starà nella Nato. Così anche in quel Paese avranno le loro basi. E se non saranno con la NATO, si assicureranno armi e sistemi di attacco facendo tra loro un accordo bilaterale.

I fatti sono questi.

Ed esigono che siamo noi a dover dare delle garanzie.

Siete Voi che dovete darcele. Voi! E darcele adesso!

Invece avete taciuto per decenni.

Negli anni ’90 facemmo tutto il possibile per avere normali relazioni con gli Stati Uniti e l’Occidente. I loro “specialisti” si misero a lavorare tutti i giorni nelle basi di armamenti nucleari della Russia. Consiglieri e specialisti della CIA lavoravano con il governo russo.

Cosa si può pretendere più di questo?

Ditemi perché, [dopo questa nostra disponibilità. N.d.T.], appoggiarono i terroristi nel Caucaso del Nord [Cecenia]?

E perché hanno anche utilizzato organizzazioni, chiaramente terroriste, per provare a distruggere la Russia?

Lo hanno fatto, no? E per quale motivo?

Tutto questo lo so molto bene, essendo io stato direttore dell’FSB [Servizio Federale per la sicurezza della Russia. N.d.T.].

Abbiamo lavorato con i nostri agenti infiltrati, e loro ci informavano degli incarichi che i servizi dell’Intelligence occidentale gli affidavano.

Perché con noi si sono comportati in questo modo? Avrebbero dovuto trattare la Russia come un possibile alleato. E invece no, tutto il contrario, ulteriori tentativi pianificati per annientarci. E a quel punto iniziarono anche a espandere la NATO verso Est.

Ci avevano detto che non l’avrebbero mai fatto. Ce lo avevano promesso!

E adesso che glielo ricordiamo ci dicono: “Dove sono i documenti di questi accordi? Non ci sono? E allora che volete, potete anche andare, perché a noi, delle vostre preoccupazioni, non ci importa nulla”.

[Putin si riferisce alla promessa (confermata da documenti desecretati) che fecero a Gorbaciov quel 9 febbraio del 1990, e poi mai sottoscritta. N.d.T.]

«… Questo è tutto quello che è accaduto nel corso degli anni.

Ed è solo quando decidiamo di “mostrare i denti” che riusciamo ad evitare il peggio.

Una, due, tre, quattro, cinque. Ben cinque espansioni della Nato.

Cosa è che non capisci? Che cos’è che ancora non riuscite a capire?

Penso che tutto sia molto chiaro. Noi vogliamo garantire solo la nostra sicurezza

Con questa risposta, dal suo punto di vista, Putin ha riassunto quello che è accaduto e continua ad accadere tra Stati Uniti e Russia, e come tutto questo abbia portato alla crisi ucraina.

Qualcuno potrebbe obiettare che manca la versione degli Stati Uniti e dei suoi alleati, ma sarebbe ridicola come obiezione, perché sono quasi 80 anni (dalla fine della Seconda Guerra mondiale) che ascoltiamo la loro versione su ogni tipo di crisi, massacri e guerre in cui sono stati e sono coinvolti, e anche questa non fa eccezione.

Sarebbe invece legittimo chiedersi se sono vere o no tutte le cose elencate da Putin alla giornalista di ‘Sky News’, Diana Magnay.

È facile, basta rileggersi quello che ha detto e “barrare”, una per una, tutte le frasi che non corrispondono a verità.

Non è così difficile, anche da soli ci si può riuscire.

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Articolo: “La crisi in Ucraina spiegata a due adolescenti” https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_crisi_in_ucraina_spiegata_a_due_adolescenti/42370_44924/

 

Video: risposta di Putin alla giornalista di Sky News:

Documenti desecretati dei colloqui Baker – Gorbaciov:  https://nsarchive.gwu.edu/document/16116-document-05-memorandum-conversation-between

30 Gennaio 2022

Putin: “Cosa c’è di così tanto difficile da capire in questa crisi?” – Non solo Cuba – L’Antidiplomatico (lantidiplomatico.it)

 

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