Alternanza scuola-lavoro, ora basta agli omicidi di Stato

Konrad Nobile – 18/09/2022

Ora basta! – Studenti Contro il Green Pass

 

Giuliano De Seta, questo è il nome dell’ultima vittima diciottenne della così detta “Alternanza Scuola-Lavoro”.

E’ il terzo ragazzo a morire nel corso di uno “stage” in questo maledetto 2022, anno che ha visto la scomparsa in circostanze analoghe anche del nostro corregionale Lorenzo Parelli (18 anni) e di Giuseppe Lenoci (16 anni).

Sento innanzitutto l’esigenza di esprimere la mia vicinanza al dolore della famiglia del giovane defunto e di porgere le mie più sentite condoglianze.

Lo stesso vorrei fare anche nei confronti dei genitori di Lorenzo e Giuseppe.

Vorrei dire altro per esprimere il mio cordoglio e la mia solidarietà nei confronti dei cari di questi giovani, ma in queste situazioni  ammetto che spesso mi mancano le parole, e di questo mi scuso.

Personalmente però, all’udire di quest’ennesima morte, mi sono ritrovato particolarmente scosso e sento di non poter rimanere in silenzio e non dire la mia sulla questione:

Ciò che voglio comunicare d’impulso è che tutto questo è semplicemente INACCETTABILE!

Morire appena maggiorenni in una fabbrica (o per la strada o in un qualsiasi altro luogo di lavoro), in cui si è stati mandati dal sistema scolastico nazionale a prestare la propria manodopera gratuitamente, è un’onta alla dignità della gioventù, della classe lavoratrice e della popolazione tutta!

Le nostre scuole non solo crescono nuove generazioni di “ingranaggi” (sul tema vedasi lo scritto di L.Vacchiani “Fabbrica di ingranaggi”, pubblicato sul sito degli Studenti Contro Il Green Pass di Udine) per una società serva del profitto e del Capitale (spacciando questo indottrinamento e questa “educazione” come mera opera di insegnamento, metodo di acculturazione e instaurazione di una precisa politica sociale), ma si abbassano addirittura (palesandosi per ciò che sono chiamate dal sistema a fare realmente) a fare da agenzia interinale per fornire alle attività economiche giovane manodopera gratuita.

Esprimo dunque, mosso appunto da un viscerale impulso, il mio sdegno e la mia rabbia! Lancio però anche degli appelli tanto ambiziosi quanto, a mio avviso, doverosi e legittimi:

–  Mi rivolgo ai giovani e agli studenti, auspicando che loro si muovano e si mobilitino in massa per far finire quella forma di sfruttamento quale è  “l’Alternanza Scuola Lavoro”, ottima occasione per molte imprese di estorcere plusvalore senza sborsare neanche un soldo. Che gli studenti delle scuole superiori ed i giovani lavoratori scendano in strada e blocchino quelle fabbriche di marionette chiamate “Scuole”. Che inizino così anche un percorso di maturazione che li porti a rendersi conto che l’istituzione scolastica (dalle elementari fino all’università) ha come scopo profondo non tanto quello di farci crescere, esprimerci ed istruirci quanto quello di educarci ad essere delle rotelle funzionali al presente stato delle cose, di trovare un senso ed un posto in questa disumana società, regolata in primis dalle leggi del Mercato, del profitto e del “Dio Denaro” (nel quale ci dicono possiamo trovare la nostra personale ed egoistica “realizzazione”).

Che i giovani, fin dalle superiori, imparino a far valere la loro voce, ad esprimere le proprie vere rivendicazioni e ad organizzarsi per non accettare ogni misura fatta calare dall’alto. Che i ragazzi difendano la loro dignità, manifestino la loro forza e facciano comunità, rompendo magari anche il giogo del digitale per riscoprire forme di socializzazione e comunicazione più vere, autentiche e forti.

– Ai lavoratori mi rivolgo per chiedere loro di rompere l’imbarazzante situazione di passività in cui verte, con qualche piccola eccezione, la classe operaia del nostro paese. Non sono solo i giovani studenti a morire, o infortunarsi, nei luoghi di lavoro d’altronde. Che i lavoratori si organizzino, solidarizzino ed agiscano per arginare questa degenerazione e per far sì che nessun lavoratore possa piangere per la morte sul lavoro di un collega o, addirittura, del proprio figlio tirocinante.

– Un appello anche alla categoria degli insegnanti, per auspicare che la loro generale e diffusa complicità con questo andamento cessi, per sperare che anch’essi si muovano per far sì che nessun allievo possa più essere sfruttato e rischiare la salute (e la vita). Che loro diano concreta dimostrazione che in questa scuola non tutto è marcio, e che la loro categoria possa dimostrare concretamente di essere capace di far crescere ed arricchire le nuove generazioni e di non essere un mero strumento di indottrinamento.

Recentemente ho urlato assieme ai miei compagni di Studenti Contro Il Green Pass Udine il loro motto “Toccano Uno, Toccano Tutti”.

Sono pronto a gridarlo anche in questa drammatica situazione, confidando di assistere ad una giusta ed adeguata risposta da parte della popolazione a quest’ennesima tragedia.

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