Le prospettive del Fronte costituzionale contro le guerre

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L’indicazione contenuta nel titolo di questa nota è un tema di cui si discute da tempo e che noi condividiamo, ma riteniamo sia venuto il momento di definirne in concreto prospettiva e funzione.
Certamente la questione va valutata nel contesto dell’evoluzione della situazione italiana per individuare esattamente il significato e il ruolo di un Fronte costituzionale in Italia nelle varie fasi che andremo ad attraversare.

In una prima fase, la necessità si è posta in relazione alle ambiguità che investivano tutto il campo largo. La giusta diffidenza di una parte della sinistra si basava sul fatto che un’alternativa che non sciogliesse il nodo della pace non poteva rappresentare una vera svolta.

Recentemente però la situazione è cambiata. I 5Stelle e Conte hanno esplicitamente dichiarato che non sostengono il riarmo e l’ invio di armi all’Ucraina e, a ruota, anche AVS si è espressa in questo senso. Per un possibile Fronte costituzionale contro le guerre il ruolo deve essere declinato pertanto tenendo conto delle novità, nel senso che si pongono contemporaneamente due obiettivi: agganciare l’area istituzionale che si oppone alle guerre, al riarmo e alla collaborazione con lo Stato d’Israele e vuole il riconoscimento dello Stato di Palestina e rafforzare il Fronte con l’organizzazione di un movimento di massa che non lasci le scelte solo ai partiti. Su questo punto bisogna essere chiari e definire contenuti e importanza di un movimento di questo tipo.

Un momento importante di questa discussione si è avuto nell’incontro organizzato dal PCI a Roma il 19 settembre [qui] con numerosi intervenuti tra cui Pap, PRC, Agora e altri compresi naturalmente noi del Forum. Nella prospettiva della scadenza elettorale del 2027, la proposta di un ampio fronte democratico e costituzionale è stata centrale. Nel dibattito sulle scelte da fare però è regnata l’incertezza. Per quanto ci riguarda, sull’opzione della presentazione di una lista elettorale minoritaria abbiamo messo in chiaro che non ci sono le condizioni perchè svolga un ruolo effettivo e che l’opzione del Fronte come movimento rappresenta il vero polo dialettico in questa fase politica. Questo è il ruolo che, per ora, crediamo bisogna ricoprire e che non ha nulla di subalterno rispetto agli equilibri generali.

Nei giorni 1-4 ottobre a Sesto Fiorentino si terrà un incontro organizzato da Il coraggio della pace – Disarma, in cui si discuterà sul ruolo del movimento per la pace a partire dall’indicazione venuta recentemente proprio da Disarma: nessun voto ai partiti della guerra. È un’indicazione importante, ma insufficiente. In Italia bisogna delineare una vera prospettiva in cui una sinistra per l’alternativa si possa ritrovare e certamente oggi non può essere un’appendice del campo largo né indicare gli obiettivi solo in negativo. Il nostro compito infatti non è solo quello di non votare i partiti della guerra, ma quello di creare le condizioni della sconfitta del governo Meloni sulla base di un programma avanzato. Obiettivo ambizioso, ma vale la pena di provarci data la posta in gioco.

Anche per questo il popolo della pace e dei diritti costituzionali, a partire da subito, deve assumere una sua fisionomia e cominciare a contare evitando la logica delle nicchie e le esibizioni di un protagonismo falsamente alternativo e non legato al movimento di massa e ai suoi obiettivi concreti.

Francamente non sappiamo quali saranno i prossimi passaggi a cui la situazione ci obbligherà, però dobbiamo prefigurare un’Italia in cui il Fronte democratico costituzionale sia in grado di contribuire alla sconfitta dei fautori delle guerre e del liberismo, sia in versione nazionale che UE. Come insegnano le esperienze che vanno esprimendosi in varie parti del mondo, non si tratta di un’utopia.

Da noi, poi, abbiamo una marcia in più: la Costituzione.

Forum Italiano dei Comunisti – 24/09/2026

forumdeicomunisti.it/edit125_PCI_assemblea_19settembre.html

disarma programma 1 4ottobre
Locandina

 


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