“Il gas non durerà tutto l’inverno”. In Germania alti funzionari si preparano al peggio

L’AntiDiplomatico – 05/09/2022

“Il gas non durerà tutto l’inverno”. In Germania alti funzionari si preparano al peggio – Crisi in Ucraina – L’Antidiplomatico (lantidiplomatico.it)

Crescono le preoccupazioni tra i vari leader in Europa e alcuni alti funzionari che mettono in guardia sulle conseguenze della crisi nel continente, soprattutto in vista dell’elevata inflazione nell’eurozona e delle difficoltà energetiche dovute al taglio delle forniture di gas russo da parte di Mosca, oltre ai problemi tecnici aggravati dalle sanzioni a suo carico.

Germania

Il Governatore della Baviera, Markus Söder, ha avvertito in un’intervista al tabloid Bild, pubblicata sabato scorso, sul possibile calo del tenore di vita di alcuni settori della popolazione e di un’ondata di difficoltà economiche nella classe media.

Il politico ha precisato che “nessuno dei viaggi” del ministro degli Esteri Olaf Scholz e del ministro dell’Economia Robert Habeck, fatti per cercare alternative al gas russo, “non ha portato finora alla conclusione di un contratto per il gas”. Parimenti, ha sottolineato che non c’è ancora soluzione al “necessario allungamento” della vita utile delle restanti centrali nucleari.

“E poiché non esiste ancora un pacchetto di aiuti efficace, interi strati della popolazione sono minacciati dal declino e da un’ondata di fallimenti delle piccole e medie imprese”, ha sottolineato.

Commentando le osservazioni di Scholz secondo cui la Germania è ben preparata per l’inverno, il governatore ha replicato seccamente: “Non so su cosa si basi questa speranza. In ogni caso, i cittadini difficilmente si fidano dei ‘semafori’ [poiché la coalizione è così chiamata perché formata da socialdemocratici, verdi e liberali]”. Inoltre, ha aggiunto: “Mancano gas ed energia. Se il livello di stoccaggio del gas, soprattutto al sud, non aumenta in modo significativo, non durerà tutto l’inverno”.

Da parte sua, il Governatore della Sassonia, Michael Kretschmer, ha ammesso in un’intervista al quotidiano Die Welt  la necessità di acquisire gas russo, avvertendo che il Paese non potrà liberarsi di questa dipendenza per un altro decennio. “Vediamo già che, con questi aumenti di prezzo, la base economica della nostra produzione sta crollando. Nello stato [della] Sassonia-Anhalt, le prime fabbriche che producevano azoto sono ferme” ha ricordato, aggiungendo che il problema colpirà molto presto tutti gli altri settori dell’economia.

La scorsa settimana l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroder ha dichiarato ancora una volta  in un’intervista rilasciata al quotidiano spagnolo ABC che “la soluzione più semplice” per superare la crisi energetica sarebbe quella di avviare il gasdotto Nord Stream 2, la cui certificazione è stata sospesa lo scorso febbraio.

“È finito e pronto per entrare in servizio. Se le cose dovessero diventare davvero difficili, abbiamo quel gasdotto lì, ricordiamolo, e con i due Nord Stream in funzione, né l’industria né le famiglie tedesche avrebbero problemi di approvvigionamento”, ha spiegato l’ex cancelliere della SPD.

Allo stesso modo, ha avvertito che se non ci sarà la volontà di utilizzare tale rotta del gas, “dovremo affrontarne le conseguenze”, che “saranno enormi” per la nazione. Tuttavia, ha escluso la possibilità di rivolte popolari.” Che sciocchezza! I tedeschi non sono così.”


Regno Unito

Nel Regno Unito, che conoscerà il nome del suo nuovo premier il prossimo 5 settembre, ci sono preoccupazioni anche per la sicurezza energetica e l’aumento del costo della vita a fronte di un’inflazione che non si vedeva da decenni.

Così Angela Knight, ex direttrice esecutiva dell’associazione di categoria Energy UK, ha ammesso in una recente intervista a Bloomberg  che il Paese ha “politiche energetiche sbagliate da molto tempo”.

Secondo lei, il presidente russo Vladimir Putin “sta giocando molto bene alla guerra economica e alla guerra psicologica”. “Siamo stati presi dal panico come Paese, anche l’Europa è stata nel panico, e questo non è sorprendente”, ha spiegato.

L’ex direttore di Energy UK ha ricordato che l’approccio alla politica energetica negli ultimi 20-25 anni ha generato ” molte dipendenze dai paesi stranieri, e non tutti sono così amichevoli”.

Nonostante le difficoltà e la necessità di fornire aiuti a “diversi gruppi” della società e dell’industria, secondo Knight gli inglesi potranno ” sopportare questo inverno”.


Un tetto al prezzo del gas russo?

Venerdì scorso, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato   che “è giunto il momento di porre un limite ai prezzi del gas russo fornito dai gasdotti all’Europa”, specificando che la misura sarebbe stata sottoposta, probabilmente, a livello comunitario.

L’alto funzionario ha avanzato una proposta del genere lo stesso giorno in cui i paesi del Gruppo dei Sette grandi (G7) hanno accettato di introdurre limiti ai prezzi del petrolio russo.

Da parte sua, il capo delle finanze della Francia, Bruno Le Maire, ha precisato che l’introduzione di un tetto sul carburante blu russo è tra le possibili soluzioni per abbassarne il prezzo. Tuttavia, ha ammesso che il processo per attuare tale iniziativa sarebbe “complicato”.

Il commissario all’Economia del blocco comunitario, Paolo Gentiloni, ha dichiarato all’Agenzia Ansa che la proposta di von der Leyen “potrebbe finalmente avere uno spazio per andare avanti, e sarebbe davvero una svolta importante”.

D’altra parte, ha sottolineato che Bruxelles si aspetta che Mosca “rispetti i contratti esistenti” per le forniture. Tuttavia, l’Ue è “pronta a reagire” se la Russia continua a “usare l’energia come arma”.

Secondo il direttore esecutivo dell’azienda energetica italiana Enel, Francesco Starace, le limitazioni dovrebbero essere imposte “non tanto sul prezzo del gas ma sulla volatilità dell’indice TTF [mercato olandese]”. “Questo indice ha cominciato a essere considerato un rischio geopolitico e non ha nulla a che fare con il prezzo del gas”, ha detto sabato scorso Starace al forum economico Ambrosetti, citato da Il Sole 24 Ore .

A sua volta, il vice capo del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, ha reagito alla dichiarazione di von der Leyen affermando che accadrà “proprio come con il greggio”, cioè “semplicemente non ci sarà gas russo in Europa”.

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