I cittadini non sono legittimati ad intervenire sui prodotti cinematografici

La scena raccapricciante e cruenta in cui un toro viene trafitto sulla fronte con un punte, presente nell’l’ultimo film di Tornatore, è stata girata in Tunisia per aggirare il codice penale italiano.

 

COMUNICATO STAMPA

 

BAARIA, DOPO LA RICHIESTA DEL CODICI, IL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI RISPONDE ALL’ASSOCIAZIONE: IN BASE AD UNA LEGGE DEL 1962, SOLO IL PRODUTTORE E IL DISTRIBUTORE DEL FILM POSSONO RICORRERE ALLA COMMISSIONE REVISIONE CINEMATOGRAFICA

 

CODICI: CON UNA LEGGE OBSOLETA, I CITTADINI NON SONO LEGITTIMATI A RICHIEDERE INTERVENTI SUI PRODOTTI CINEMATOGRAFICI

AUSPICHIAMO IN UNA REVISIONE DELLA NORMATIVA

 

 

Ritorniamo ad occuparci di Baaria, l’ultimo film di Tornatore famoso soprattutto per la raccapricciante e cruenta scena in cui un toro viene trafitto sulla fronte con un punteruolo e poi, ancora vivo, sgozzato mentre la gente intorno al corpo dell’animale ne raccoglie il sangue.

Ricordiamo che per aggirare il codice penale italiano, il regista ha pensato bene di girare questa scena a in Tunisia dimostrando, a nostro avviso, spregio per le Leggi nazionali.

Il CODICI – Centro per i Diritti del Cittadino- si è rivolto, quindi al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali  affinché provvedesse, attraverso la Commissione per la Revisione Cinematografica, a dare disposizioni in merito al taglio della scena incriminata.

E la risposta del Ministero non è tardata ad arrivare. Citiamo fedelmente quanto riportato nella nota pervenuta al CODICI. In base alla Legge del 21 aprile del 1962 si da “possibilità di ricorrere al parere della Commissione esclusivamente all’interessato, ovvero il distributore e il produttore del film”.

“Rimango esterrefatta come, con una Legge vecchia di ben 48 anni, i cittadini, le Associazioni o chiunque voglia intervenire, venga tagliato fuori e non sia legittimato, per quanto riguarda la produzione cinematografica, a richiedere interventi di questo tipo” commenta Valentina Coppola Resp. Naz. Settore Ambiente del CODICI. “E’ fuor di dubbio- prosegue – che la scena in questione abbia urtato la sensibilità di molti, animalisti e non. E’ inconcepibile che si faccia riferimento ad una legge obsoleta e a nostro avviso assolutamente da rivedere che facilita, ancora una volta chi detiene il potere economico a scapito dei consumatori”.

Il CODICI, quindi si rivolge al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali affinché riveda la Legge in questione in modo da rendere parte attiva anche il cittadino, destinatario e giudice del prodotto cinematografico.

 

 

Roma, lì 4 novembre 2009

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