Lazio: terza regione per numero cacciatori

La Regione Lazio è la terza in Italia per numero di cacciatori, con una percentuale del 9,2% su un totale di 765.404, pari a 70.242 unità, ovvero l’1,6% della popolazione al di sopra dei 18 anni.

CACCIA: LAZIO, TERZA REGIONE PER NUMERO SEGUACI, CON 70.242 UNITÀ, PARI AL 9,2% DEL TOTALE NAZIONALE. MA 70% ELETTORI SI DICHIARA TOTALMENTE CONTRARIO A CANDIDATI CHE PROPONESSERO REGOLE A FAVORE E BEN 4 ELETTORI SU 10 CAMBIEREBBERO LORO VOTO.

Questi i dati del nuovo sondaggio Ipsos. Legambiente: Regione Lazio fermi ogni aggressione alla natura e agli animali e dedichi il 2010 a una forte politica per la tutela della biodiversità.

 

“Per il 2010, anno dedicato dalle Nazioni Unite alla tutela della biodiversità, chiediamo alla Regione Lazio un concreto impegno per dire definitivamente basta ai reiterati tentativi di ‘caccia selvaggia’ e per dare vita, invece, insieme alle altre Regioni italiane, a una forte azione a difesa della biodiversità, come chiede la maggioranza dei cittadini laziali”. Questa la richiesta che Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, lancia alla futura amministrazione regionale in occasione del lancio del nuovo sondaggio su “Le opinioni degli italiani sulla caccia”, realizzato a Febbraio 2010 nelle 13 regioni al voto da IPSOS PA per Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf.

La Regione Lazio è la terza in Italia per numero di cacciatori, con una percentuale del 9,2% su un totale di 765.404, pari a 70.242 unità, ovvero l’1,6% della popolazione al di sopra dei 18 anni. Ma anche qui, come nel resto del paese, il 70% degli elettori si dichiara fortemente contrario ai candidati che proponessero regole a favore della caccia, e ben 4 elettori su 10 cambierebbero di conseguenza il loro voto. Anzi, l’88% vuole dai candidati un impegno politico e legislativo per aumentare le tutele per gli animali e la natura.

“La maggioranza dei cittadini laziali è palesemente contro la caccia selvaggia e anche qui, come nel resto d’Italia, si tratta di una maggioranza schiacciante, trasversale e decisiva – continua Avenali – , come mostrano i risultati nelle tredici Regioni al voto. Dai cittadini laziali arriva un’indicazione precisa, auspichiamo davvero che la politica la raccolga in toto, per consentire al Lazio di difendere sempre e meglio il proprio patrimonio naturale”.

Elevato, a livello nazionale, il consenso ad alcuni provvedimenti per limitare la caccia e aumentare la sicurezza per i cittadini: il 77% è favorevole al divieto di caccia agli uccelli migratori, il 78% è per vietare la caccia di domenica e nei giorni festivi quando i boschi sono più frequentati da persone, l’80% per vietarla nei terreni privati senza l’autorizzazione del proprietario, l’84% è per non rilasciare la licenza prima dei ventuno e dopo i settant’anni, l’86% è favorevole all’aumento della distanza di divieto di caccia dalla case e dai sentieri degli escursionisti.

 

 

SCHEDA. In 10 punti il sondaggio IPSOS “Le opinioni degli italiani sulla caccia” per Enpa, Lav, Legambiente, Lipu, Wwf Italia

1. Nelle tredici Regioni al voto il prossimo 28 marzo, il 69% degli italiani si dichiara “contrario” e “totalmente contrario” se i candidati proponessero regole a favore della caccia (66% fra gli elettori di centrodestra e 75% di centrosinistra). E se il candidato che si sta pensando di votare proponesse interventi a favore della caccia, cambierebbero voto ben 4 elettori su 10: il 34% nel centrodestra (con un 25% che ci penserebbero fino all’ultimo) e il 43% nel centrosinistra (con un 13% che ci penserebbero fino all’ultimo).

2. Nelle tredici Regioni al voto il prossimo 28 marzo, l’89% degli italiani si dichiara favorevole se i candidati alle elezioni proponessero regole per aumentare le tutele per gli animali e la natura. Si tratta del 93% degli elettori Pdl+Lega e l’87% Pd+Idv.

3. Il 70% degli italiani si dichiara fortemente contrario alla caccia. Sono in particolare donne, laureati, impiegati, casalinghe, fascia d’età 18/24 anni. Solo l’8% degli italiani è a favore (in particolare uomini sopra ai 55 anni, basso titolo di studio, imprenditori, pensionati). Il 22% si dichiara “neutrale”.

4. “Scomposto” per orientamento di voto il 70% contrario a tutta la caccia è ampio anche nella maggioranza di Governo (64%), diventa 71% nell’area Pd-Idv fino al 76% di altro orientamento di voto (sinistra, centro, destra)

5. La contrarietà alla caccia fra abolizione e richiesta di una più rigida regolamentazione registra un crescendo man mano che si scende nel Paese: 77% al Nord e al Centro, 82% al Sud.

6. Alla domanda “Qual è la sua opinione sulla caccia?”, il 79% degli italiani esprime un giudizio fortemente critico, diviso tra un 52% che la considera “un’inutile crudeltà da vietare” e il 27% che la ritiene un’attività da ridurre, con regole più rigide. A questo dato va aggiunto un 14% di italiani che ritiene accettabili le attuali regole, per un totale del 93% degli italiani comunque contrari a qualsiasi ipotesi di ulteriori concessioni all’attività venatoria.

7. E’ altissima fra gli italiani l’opinione contraria alla violenza sugli animali, con il 97% fra coloro che la ritengono sempre sbagliata (41%) e chi la ammette solo per alimentazione (56%). Questo dato disaggregato per orientamento di voto vede l’area Pdl+Lega al 96%, Pd+Idv al 97% e il 100% per gli altri. Solo il 2% indica che gli animali servono unicamente “a soddisfare i bisogni dell’uomo”.

8. Sull’articolo 43 della Legge Comunitaria (approvato alla Camera e ora all’esame della Camera), che amplierebbe i tempi di caccia, è contrario l’81% degli italiani e favorevole solo il 10%. Solo il 3% degli elettori della MAGGIORANZA DI GOVERNO è d’accordo con il voto del loro partito poiché ritiene le regole odierne della caccia troppo rigide. Sempre nella stessa area politica il 47% ritiene la caccia un’inutile crudeltà che andrebbe vietata, da sommare al 28% che vorrebbe regole più rigide e, solo per questo caso, da sommare anche al 20% che ritiene la norma attuale un buon punto di equilibrio. Per un totale del 95% di contrari alla caccia o a ogni sua estensione .

9. Il livello di accordo con alcuni provvedimenti per liberalizzare la caccia, alcuni dei quali sono all’ordine del giorno da mesi della Commissione Ambiente del Senato sul famoso “testo Orsi”, è estremamente minoritario: 5% per autorizzare la caccia a specie protette, 7% per sparare a passeri e fringuelli, 7% per caccia nei parchi, 9% per aumentare caccia a uccelli migratori, 9% per far sparare sempre in aree private a pagamento, 11% per ridurre sanzioni per chi uccide specie protette.

10. Il livello di accordo con alcuni provvedimenti per limitare la caccia e aumentare la sicurezza, è estremamente maggioritario: 71% per un calendario venatorio ridotto da ottobre a dicembre, 77% per il divieto di caccia agli uccelli migratori, 78% per vietare la caccia di domenica e nei giorni festivi quando i boschi sono più frequentati da persone, 80% per vietarla nei terreni privati senza l’autorizzazione del proprietario, 84% è per non rilasciare licenza prima dei ventuno e dopo i settanta anni, 86% è favorevole all’aumento della distanza di divieto di caccia dalla case e dai sentieri degli escursionisti.

Roma, 8 Marzo 2010

 

L’Ufficio Stampa

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