Comuni Rinnovabili: Lazio, continua balzo in avanti solare fotovoltaico

Sul fronte delle energie rinnovabili continua nel Lazio il balzo in avanti del solare fotovoltaico, che passa da 18 a 60 Megawatt (MW), con un aumento percentuale del 70%.

“COMUNI RINNOVABILI 2010”: LAZIO, CONTINUA BALZO IN AVANTI NEL SOLARE FOTOVOLTAICO, DA 18 A 60 MW, MA REGIONE TROPPO FERMA SU EOLICO (13,23 MW), IDROELETTRICO (403 MW) E SOPRATUTTO SOLARE TERMICO, MENTRE MUOVE PRIMI PASSI SUL GEOTERMICO (65 kWt).

Sul fronte delle energie rinnovabili continua nel Lazio il balzo in avanti del solare fotovoltaico, che passa da 18 a 60 Megawatt (MW), con un aumento percentuale del 70%, e dall’ottavo al quinto posto della classifica nazionale, grazie soprattutto all’impianto di 24 MW installato a Montalto di Castro (Vt), che con 30 MW complessivi si posiziona tra i Primi 10 Comuni per potenza “assoluta”. Roma è invece seconda, con 7.918 kW, con un positivo aumento del 56%, ma che è ben poco considerando il numero degli abitanti.
Queste le buone notizie del quinto Rapporto “Comuni rinnovabili 2010” di Legambiente presentato oggi a Roma, che documenta il salto impressionante che si è verificato in Italia nel numero degli impianti installati, con dati ottenuti sulla base di un questionario rivolto ai Comuni e incrociando le risposte con elaborazioni, studi e rapporti di Gse, Enea, Fiper, Anev, oltre che con le informazioni di Regioni, Province ed aziende.
Dati meno confortanti per le altre fonti rinnovabili nel Lazio. Situazione statica sul fronte eolico, con 13,23 MW (12° posto), ed idroelettrico, con 403 MW (10° posto), anche se c’è da registrare l’installazione del primo mini impianto da 5.400 kW a Tivoli (Rm). In leggero calo su biomasse e rifiuti, con 77,80 MW (6° posto), ma segnaliamo l’installazione a Colleferro (Rm) del primo impianto a microturbina in Italia alimentato a biomasse da 5,9 MW. Qualche passo in avanti sul fronte geotermico, nonostante la forte predisposizione del territorio regionale, con il nuovo impianto per uso termico collocato a Sperlonga (Lt), per una potenza di 65 kWt. Ancora fermi sul solare termico, per cui non esiste un dato complessivo, ma rimangono sostanzialmente invariati i numeri nei Comuni considerati, soprattutto Roma e Rieti.

“E’ sui buoni risultati del fotovoltaico che si deve fondare una rinnovata azione per promuovere le rinnovabili nel Lazio e in tutto il paese, dando spazio al solare termico, al vento, alle biomasse e alla geotermia –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. In questo contesto, non ha davvero alcun senso proporre lo sporco e pericoloso nucleare, che drenerebbe tutte le risorse disponibili verso un obiettivo lontano e inutile. Eppure il Governo va avanti togliendo di fatto il diritto di scelta alle Regioni, visto il decreto che in questi giorni entra in vigore. La nuova Amministrazione della Regione Lazio dovrà approvare subito un Piano Energetico regionale che vada in questa direzione, dando spazio a un nuovo modello di generazione distribuita, con piccoli impianti diffusi sul territorio, per recepire gli obiettivi europei del cosiddetto 20-20-20. Investire nelle rinnovabili sarà così un modo per riqualificare il territorio, ma anche per garantire nuova occupazione verde.”

I NUMERI DEL RAPPORTO
Continuano ad essere una realtà in forte espansione il solare fotovoltaico, grazie agli incentivi in Conto Energia e all’impegno dell’amministrazione regionale, tanto che Montalto di Castro (Vt), con 3.920 kW ogni mille abitanti, per 30 MW complessivi, si posiziona al secondo posto nella classifica dei primi 50 Comuni del fotovoltaico (6.311 totali a livello nazionale), che considera la potenza installata ogni 1000 abitanti. Gli impianti sono due, grandi e posizionati a terra, uno uno da 6 MW e il secondo, allacciato alla rete nel Novembre del 2009, da 24 MW. Con questa potenza totale complessiva, Montalto (circa 9mila abitanti) si posiziona invece addirittura primo nella classifica dei primi 10 Comuni per diffusione del fotovoltaico in termini “assoluti”, mentre Roma, new entry con 7.918 kW (+56% rispetto allo scorso anno) e molti più abitanti (circa 2 milioni e 700mila), è seconda. La Capitale scende invece dal sesto al decimo posto, (su un totale di 583 Comuni che hanno risposto al questionario), con 256,62 kW, un dato praticamente invariato rispetto allo scorso anno, nella classifica dei primi 10 Comuni che hanno installato impianti solari fotovoltaici sui tetti delle strutture comunali.
Si mantiene invece tra i primi 50 Comuni (su un totale di 4064) del solare termico –per cui la detrazione Irpef del 55% continua ad essere un buon incentivo-, la classifica che considera la potenza in relazione al numero di abitanti, Cittareale (un paese di appena 482 abitanti in provincia di Rieti), con 311, 20 mq di impianti su ogni 1000 abitanti, dato anche questo invariato rispetto al 2009, scendendo così dal 33 al 45° posto. Guardando in termini assoluti ai Comuni con la più ampia diffusione di pannelli solari termici, mantiene lo stesso quarto posto dello scorso anno Rieti, ancora con 3.650 mq, mentre Roma, altra new entry, si posiziona all’ottavo posto con 3.219,8 mq. La Capitale resta invece seconda, con 930 mq, nella classifica dei primi 10 Comuni (su un totale di 408) con pannelli solari termici sugli edifici comunali, ma senza nessuna novità, anzi con lo stesso identico dato ormai dal 2007. Da registrare anche quest’anno, sul fronte delle buone pratiche, nell’ambito dei pannelli solari termici installati nella Capitale, la presenza del più grande sistema di Solar Cooling – ossia la climatizzazione degli ambienti attraverso tale forma di energia -, che copre 3mila mq ed è stato realizzato nel magazzino Metro Cash e Carry di Roma, riducendo i costi in bolletta del 12,5%.
“E’ molto preoccupante non registrare nessuna novità sui numeri delle fonti rinnovabili a Roma. Il Sindaco Alemanno non può limitarsi agli annunci, l’ambizioso piano energetico-ambientale lanciato con Rifkin alla vigilia del vertice di Copenaghen deve diventare realtà dando strumenti e incentivi concreti –ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio–. I numeri della Capitale sono fermi per quanto riguarda pannelli fotovoltaici e termici e sono anche piuttosto bassi tenendo conto del numero degli abitanti, in più non si registra nessun incremento nell’uso sui tetti degli edifici comunali, mentre ha chiuso Romaenergia e si è persa traccia della nuova Agenzia che l’avrebbe dovuta sostituire. Servono certezze, sia sul fronte delle procedure urbanistiche che attraverso progetti esemplari di risparmio, efficienza e uso delle rinnovabili.”
Il Lazio non è presente tra i primi 50 Comuni del settore eolico (297 in totale). Sul fronte dei primi 50 Comuni del mini idroelettrico (su complessivi 799), ossia che hanno installato impianti con potenza fino a 3MW, il settore che presenta le vere opportunità di incremento, anche grazie a nuove tecnologie competitive, la novità è invece rappresentata da Tivoli (Rm), con l’impianto 5400 kW. Sul fronte della geotermia, ovvero l’energia che trae origine dal calore della Terra, il Lazio si è una delle Regioni in cui è addirittura possibile sfruttare la versione ad alta entalpia di tale energia, ovvero con temperature superiori ai 150 gradi. Al momento però, sul nostro territorio, risulta esserci solo un impianto geotermico per uso termico, posizionato a Sperlonga (Lt), per una potenza di 65 kWt (14° posto tra primi 50 Comuni della geotermia termica, su complessivi 53).
Sul fronte delle centrali a biomasse o a biogas, Colleferro (Rm) si posiziona al primo posto dell’elenco dei Comuni che possiedono impianti per la produzione di energia con oltre 35 MW installati (23 in tutto). Nel Comune alle porte di Roma è infatti stato installato, nel novembre 2009, il primo impianto a microturbina in Italia alimentato a biomasse da 5,9 MW, nell’ambito del rilancio dell’area della Valle del Sacco, coinvolta dal 2005 in una grave situazione di emergenza ambientale. Roma guida invece la classifica dei primi 20 Comuni del biogas elettrico, cioè impianti installati per la produzione di energia elettrica.
Roma, 23 Marzo 2010
L’Ufficio Stampa
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